Intervista | Incidente ferroviario Andria-Corato: il Vigile del Fuoco che salvò il piccolo Samuele premiato da Mattarella

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha premiato 40 “eroi civili”, donne e uomini, che hanno testimoniato i valori della Repubblica. Tra i premiati, Ottavio Trerotoli, il Vigile del Fuoco intervenuto durante il disastro ferroviario in Puglia sulla tratta Andria-Corato. Ha soccorso e salvato il piccolo Samuele, un bimbo di sei anni che era rimasto imprigionato all’interno del vagone

Era la mattina del 12 luglio. Una data che i pugliesi non dimenticheranno. Intorno alle 11, decine e decine di persone andavano a lavoro, all’università, magari qualcuno di loro stava andando al mare. Ognuno con una storia, ognuno con dei sogni. Poi uno schianto, un rombo fortissimo; nella campagna circostante una folata di vento ha agitato violentemente i rami d’ulivo. A pochi metri la tragedia: su un unico binario, nella tratta Andria-Corato, due treni si sono accartocciati, 25 persone hanno perso la vita, 40 i feriti. Che si sia trattato di un errore umano o no, quello che sappiamo è che è durato pochi attimi. Incredulità e rabbia non hanno lasciato il posto all’arrendevolezza: così i soccorritori si sono messi subito a lavoro per salvare il salvabile. Tra i superstiti, dietro un sedile con un pezzo di lamiera che gli comprimeva il petto impedendogli quasi di respirare, si nascondeva terrorizzato un bambino di 6 anni, Samuele. Dal “Drago 52”, l’elicottero dei Vigili del Fuoco, si è calato il team degli aero soccorritori attirati dalle urla del piccolo. Tra loro quel giorno c’era anche Ottavio Daniello Trerotoli, 46 anni di Bari, appena in tempo per liberarlo. Oggi, a 4 mesi di distanza da quella torrida giornata d’estate, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito 40 medaglie a “uomini e donne che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, integrazione, nel soccorso per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella promozione della cultura, della legalità e per contrasto alla violenza”. Una è toccata anche a Ottavio Trerotoli. Questa la motivazione del Capo dello Stato: “Per la professionalità e l’umanità con cui, in occasione della strage ferroviaria di Andria, ha operato il salvataggio di Samuele, il bambino rimasto imprigionato nel vagone”.

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Ottavio Daniello Trerotoli


Raggiungiamo telefonicamente Ottavio. Voce profonda e rassicurante. Un “eroe” diremmo se fossimo in un film, ma questa è la realtà e Ottavio è un uomo che ama il proprio lavoro, uno dei tanti “angeli dimenticati da tutti”, come spesso vengono definiti i Vigili del Fuoco. Questa volta nessuno lo ha dimenticato e lo dimenticherà.

Ci racconta come ha soccorso il piccolo Samuele?

Appena arrivati sul posto abbiamo dato priorità a chi era in una situazione più critica, come prevede il triage. Mi sono addentrato nel vagone dal quale sentivamo provenire una vocina ma non si vedeva nulla. Non volevo crederci. Poi mi sono fatto largo tra le macerie creandomi un tunnel e finalmente ho raggiunto quel bambino che piangeva da solo. Quando ho liberato la zona, mi sono reso conto che accanto al piccolo c’era un corpo esanime, che in un secondo momento si è scoperto essere quello della nonna. Fin da subito ho cercato di stabilire un contatto con il piccolo dall’accento milanese e per distrarlo gli mostrato dei cartoni animati sul cellulare.

Quando è intervenuta l’intera squadra di Vigili del Fuoco?

Mentre soccorrevo il bambino, mi sono reso conto che una parte in ferro dell’asse del carrello del treno premeva contro il suo sterno. In quel momento ho avuto un tuffo al cuore, anche perché Samuele ha la stessa età di mio figlio. Mi sono mosso con molta cautela, ancora oggi non so dire come abbia fatto a mantenere così tanta lucidità.

Subito dopo sono arrivati un’altra squadra e i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale che con grande efficienza hanno lavorato incessantemente, così nell’arco di un’ora e mezza tutti i feriti erano fuori dai treni.

Mattarella ha deciso di conferirle una delle 40 medaglie. Cosa significa per lei?

È una gioia immensa che condivido con tutti i miei colleghi, in particolare quelli impegnati nel Centro Italia per il terremoto. Dopo l’incidente in Puglia, a un mese e mezzo di distanza ho prestato servizio in una delle frazioni di Amatrice. È un lavoro che faccio con passione.

A chi dedica questa onorificenza?

A mia moglie e a mio figlio Luigi. Questo lavoro mi nobilita perché appassiona tanto.

(di Anna Piscopo)

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