Walter Sabatini dice addio alla Roma: lo scopritore di talenti che non è riuscito a dare una continuità tecnica alla squadra

Walter Sabatini
Walter Sabatini

Si è congedato rispettando perfettamente il suo stile. Proprio come coloro che lo conoscono meglio si sarebbero immaginati. Con una conferenza stampa da prime pagine, regalando titoli a tutti i quotidiani sportivi. L’addio di Walter Sabatini alla Roma non poteva andare diversamente e ha fatto dividere ancora una volta i tifosi giallorossi. D’altronde, nel corso di questi cinque anni trascorsi nella capitale, il direttore sportivo è sempre stato nelle grazie di alcuni sostenitori della Roma, mentre è stato spesso criticato da altri.

Quel che è certo è che le sue conoscenze calcistiche non sono in discussione, semmai in discussione sono i suoi grandi “rimpasti” di inizio stagione. La sua esigenza di smontare e rimontare la rosa della squadra durante le sessioni estive di calciomercato ha fatto sognare alcuni tifosi, ma ha lasciato perplessi tanti altri supporter. Un operato in parte imposto dalla proprietà americana e dal fair play finanziario (a cui peraltro la Roma non si è mai sottratta), ma che in altra parte è insito nel suo modo di concepire il calcio.

Il reparto della rosa che ha “sofferto” maggiormente di questa concezione della campagna acquisti è sicuramente quello difensivo. Se c’è una cosa che ha accomunato tutte le squadre costruite da Walter Sabatini è la grande fragilità difensiva. Ad eccezione delle formazioni dei primi due anni di Rudi Garcia, quelle con la difesa composta dai centrali Castan e Benatia prima e Manolas e Yanga-Mbiwa o Astori poi, le altre tre squadre della gestione Sabatini hanno preso tutte più di quaranta reti in campionato. Un reparto che ha visto passare ottimi giocatori (Marquinhos, Beantia, Castan e Manolas) e giocatori un pochino meno dotati sia tecnicamente che fisicamente, ma che rappresenta sicuramente la zona di campo più delicata e importante per le squadre che disputano il campionato di Serie A. Una difesa senza automatismi e senza intesa difficilmente riesce ad essere una grande difesa e una squadra senza una grande difesa in Italia non vince mai. Il fatto che la Roma in questi anni non sia riuscita a vincere nulla è sicuramente anche il risultato di questo esorbitante numero di acquisti e cessioni che ha coinvolto anche il reparto difensivo.

Tanti comunque anche i grandi colpi dell’ex direttore sportivo. Tra i giocatori che hanno fatto le fortune degli allenatori della Roma ci sono certamente Miralem Pjanic, Erik Lamela, Medhi Benatia, Kostas Manolas, Kevin Strootman e Radja Nainggolan. Alcuni di loro indossano ancora la maglia della Roma, altri invece sono stati ceduti a suon di milioni di euro alle più grandi squadre d’Europa e hanno permesso alla proprietà americana di risanare bilanci e rispettare i rigidi paletti del fair play finanziario. Nonostante queste cessioni la squadra capitolina è sempre riuscita a rimanere competitiva e a lottare per le prime posizioni della classifica del campionato italiano, senza però riuscire mai a fare quel salto di qualità che solo la continuità tecnica può garantire. Le scoperte e le scelte da grande conoscitore di calcio di Walter Sabatini hanno aiutato la Roma a mantenersi ad ottimi livelli a livello italiano; la sua indole di cambiare sempre tanto, probabilmente troppo, non ha però permesso ai giallorossi di affermarsi a livello europeo e vincere titoli in campo nazionale.

Due facce della stessa medaglia. Due aspetti diversi di un modo di interpretare il calcio piuttosto discutibile.

di Giovanni Fabbri

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