Migrantes: aumentano i giovani italiani espatriati

 

Se nel 2014 l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero ha contato 6.232 iscritti, nel 2015 sono stati 107.529 i connazionali espatriati, segnando un incremento del 6,2%. Tutti i dati offerti dalla Fondazione Migrantes

giovani-lavoro-640I giovani tra i 18 e i 34 anni (39.410, il 36,7% del totale) sono i protagonisti indiscussi di questo esodo di massa, ma tutte le classi di età hanno riportato un aumento delle partenze rispetto al 2014 tranne gli over 65 anni (da 7.205 a 6.572). “Pur restando indiscutibilmente primaria l’origine meridionale dei flussi – afferma il rapporto – si sta progressivamente assistendo a un abbassamento dei valori percentuali del Sud a favore di quelli del Nord del Paese”.

A rivelarlo il rapporto “Italiani nel mondo 2016” presentato a Roma dalla Fondazione Migrantes.

I giovani hanno una mobilità “in itinere”, che – si legge nel rapporto – “può modificarsi continuamente perché non si basa su un progetto migratorio già determinato ma su continue e sempre nuove opportunità incontrate”.

A partire di più sono i lombardi, con 20.088 espatriati, seguiti dai Veneti (10.374) e dai siciliani (9.823). Al quarto posto gli ormai ex abitanti del Lazio (8.436) e ancora Piemonte (8.199) ed Emilia Romagna (7.644). Meta preferita del 2015 la Germania, scelta da ben 16.568 cittadini italiani, a seguire, con una leggera differenza il Regno Unito (16.503) seguita con un bel distacco da Svizzera (11.441) e Francia (10.728).

Sui dati emanati dalla Fondazione Migrante è intervenuto il Presidente Mattarella: “Oggi il fenomeno degli italiani migranti ha caratteristiche e motivazioni diverse rispetto al passato. Riguarda fasce d’età e categorie sociali differenti. I flussi tuttavia non si sono fermati e, talvolta, rappresentano un segno di impoverimento piuttosto che una libera scelta ispirata alla circolazione dei saperi e delle esperienze”. Le parole, contenute in un messaggio a monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, continuano: “La mobilità dei giovani italiani verso altri Paesi dell’Europa e del mondo è una grande opportunità, che dobbiamo favorire, e anzi rendere sempre più proficua. Che le porte siano aperte è condizione di sviluppo, di cooperazione, di pace, di giustizia. Dobbiamo fare in modo che ci sia equilibrio e circolarità. I nostri giovani devono poter andare liberamente all’estero, così come devono poter tornare a lavorare in Italia, se lo desiderano, e riportare nella nostra società le conoscenze e le professionalità maturate”.

Anche il Premier Renzi ha rilasciato dichiarazioni riguardo questo tema: “La notizia mi ha fatto male ed è per questo che dobbiamo rendere il Paese più semplice. I ragazzi che vogliono andarsene hanno tutto il diritto di farlo, noi dobbiamo creare un clima che permetta loro di tornare” e aggiunge intervistato da Gramellini – “Lo scambio europeo è fisiologico ma siamo ancora poco attrattivi. Bisogna creare occasioni d’innovazione, ricchezza. Mi fanno paura la rassegnazione, la mancanza di entusiasmo, di grinta”.

(di Azzurra Petrungaro)

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