Cities of Opportunity 7. Pwc: Milano la più in salute socio economica

Cities of Opportunity. Londra prima per il secondo anno consecutivo, ma è Milano la vera sorpresa. Il capoluogo lombardo si attesta al 18esimo posto, migliorando le prestazioni raggiunte nel 2014

Londra non perde il suo primato e si conferma per la seconda volta la prima metropoli mondiale per opportunità economiche e qualità della vita, secondo la settima edizione della classifica Cities of Opportunity 7 targata PricewaterhouseCoopers (Pwc). La società di consulenza internazionale pubblica ogni due anni uno studio per indagare lo stato di salute socio economica di trenta città del mondo analizzando dieci indicatori quali trasporti e infrastrutture, facilità nello sviluppo del business, demografia e vivibilità, uso delle tecnologie e costo della vita.

Cities of Opportunity
Fonte: Report Cities of Opportunity 7

Singapore, Toronto, Parigi e Amsterdam seguono Londra in questa indagine 2016, che dimostra quanto, accanto ai classici indicatori economici, intervengano fattori come l’attenzione per l’ambiente, il benessere per tutte le fasce di età, l’offerta residenziale e la capacità di saper affrontare disastri naturali a decretare il successo di una metropoli. Una buona combinazione di punti di forza economici e sociali: è questa la chiave fondamentale per rendere le città competitive e al passo con le sfide della modernità.

E’ necessario sottolineare che le condizioni prese in esame dalla Pwc si riferiscono al periodo 2014-2015: un arco temporale che non tiene conto, dunque, del fenomeno Brexit nella valutazione della capitale inglese. Sarà interessante, a tal proposito, approfondire i risultati del prossimo studio per individuare conferme o criticità nei risultati che raggiungerà Londra.

Aree di indagine

I dati emersi dall’indagine “Cities of Opportunity” sono stati il frutto dello studio di tre macro categorie suddivise in tre o quattro indicatori di interesse.

La prima area di ricerca ha riguardato i cosiddetti “Tool for a changing world” ovvero la presenza o meno degli strumenti necessari per affrontare un mondo in continuo cambiamento, sempre più connesso e focalizzato sulla professionalità lavorativa. Innovazione, “capitale intellettuale”, prontezza tecnologica e apertura globale: sono questi gli ingredienti che, secondo lo studio, disegnano l’immagine di una metropoli capace di affrontare le sfide del futuro. Londra, New York, Tokyo Amsterdam e Parigi sono le città che hanno raggiunto le posizioni più alte in questa categoria.

Nel secondo focus, la ricerca targata Pwc ha indagato la qualità della vita nelle città oggetto di esame, attraverso quattro indicatori di riferimento: trasporti e infrastrutture, salute e sicurezza, sostenibilità e rispetto per l’ambiente naturale, demografia e vivibilità. In generale, sono le città con un livello di sviluppo avanzato a dominare questa specifica classifica come Stoccolma, San Francisco, Tokyo, Singapore e Chicago.

Nell’ultima macro area, infine, lo studio si è focalizzato sulla salute economica delle trenta metropoli, indagandone la potenza finanziaria, la facilità di generare nuovi business e i costi a carico dei cittadini. Londra e New York sono risultate tra le migliori per i primi due indicatori ma hanno raggiunto risultati deludenti per il livello di tassazione che riservano alla cittadinanza: la Grande Mela è passata dal nono posto (dello scorso report) al venticinquesimo; la capitale inglese dal quindicesimo al ventiseiesimo.

Il caso italiano: Milano

Nella classifica Cities of Opportunity non sembra esserci posto per le città italiane, assenti nelle prime postazioni di ogni area di indagine. L’Italia, infatti, non riesce a raggiungere i livelli delle grandi metropoli mondiali.

Esiste, però, un caso virtuoso da segnalare. Si tratta di Milano che, pur faticando ad entrare nella “top ten” della classifica generale (attestandosi al 18esimo posto), si distingue in alcuni ambiti particolari. La città, prima italiana nel ranking, guadagna il nono posto per sostenibilità e qualità dell’ambiente naturale, recuperando tre posizioni rispetto all’edizione del 2014. Nello specifico, il capoluogo lombardo risulta quinto per la gestione della scarsità dell’acqua, undicesimo per il controllo del ciclo dei rifiuti e decimo per la preparazione in caso di catastrofi naturali. Risultati molto positivi, che bilanciano le criticità per la scarsa qualità dell’aria (materia in cui Milano ha ottenuto il sedicesimo posto).

Un contributo rilevante per il rilancio di Milano è arrivato certamente dal fenomeno Expo, una vetrina mondiale che ha trainato il capoluogo del nord Italia verso un percorso all’insegna dell’innovazione tecnologica, il miglioramento infrastrutturale e l’apertura internazionale.

Non è un caso, infatti, se la città ha ottenuto un discreto piazzamento anche in tema di trasporti e infrastrutture (16esimo posto), grazie alla copertura offerta dal trasporto pubblico (nono posto), alla convenienza dei biglietti (decimo posto) e alla discreta facilità negli spostamenti quotidiani per motivi di studio o lavoro (14esima posizione). Da sottolineare, infine, il posizionamento ottenuto in materia di salute e sicurezza, dove Milano è tra le prime dieci per due indicatori: prestazioni del sistema sanitario (3°) e ambiente politico (8°).

I risultati raggiunti dal capoluogo lombardo sono indicativi del valore che le città italiane possono esprimere anche all’interno di un contesto dominato dalle grandi realtà estere, lontane dai centri della nostra penisola in termini di innovazione, sviluppo e capacità economica.

L’indagine targata Pwc rappresenta, infatti, un benchmark di riferimento, utile per delineare il percorso che le metropoli rimaste nelle basse posizioni sono chiamate a compiere per risalire la classifica e imprimere, nel tempo, la propria leadership negli indicatori di indagine. Indicatori che, come dimostrato dalla ricerca “Cities of Opportunities”, non riguardano esclusivamente la sfera economica, ma abbracciano una serie di valori indispensabili al benessere della città e dei cittadini. A tal proposito, Silvia Morera, Partner di PwC, ha affermato: «La qualità della vita all’interno delle nostre città è troppo spesso considerata come un fattore aggiuntivo, quasi secondario se non addirittura un lusso. Al contrario è un requisito fondamentale per la capacità di questi centri di trattenere risorse e talenti. Le città di successo sono quelle che investono e programmano azioni mirate non solo su trasporti e infrastrutture, salute e sicurezza, sostenibilità e ambiente naturale, ma anche nel capitale umano e nell’innovazione, nella tecnologia e nella reattività al cambiamento».

(di Giulia Cara)

 

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