Cracovia: migliaia di giovani alla Giornata Mondiale della Gioventù

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Papa Francesco esorta i giovani riunitisi a Cracovia a non aver paura di dire “sì” a Gesù con tutto lo slancio del cuore e annuncia che la prossima GMG si terrà a Panama nel 2019.

Si è conclusa ieri la Giornata Mondiale della Gioventù che ha avuto come epicentro Cracovia, città natale di Giovanni Paolo II e Santa Faustina Kowalska. Qui, nel cuore spirituale della Polonia, si sono radunati centinaia di migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo per partecipare al grande evento che si è svolto dal 26 al 31 luglio.

All’apice del Giubileo straordinario della Misericordia, Papa Francesco ha incontrato e condiviso momenti ricchi di emozione e di Fede parlando secondo il suo stile senza mezze misure ai giovani, interlocutori “privilegiati” del suo Pontificato. Con queste parole si è rivolto Bergoglio alla moltitudine che lo ascoltava durante la cerimonia di accoglienza della GMG: “Ve lo voglio chiedere ancora una volta: i giovani vogliono cambiare? La Chiesa oggi vi guarda, il mondo vi guarda e vuole imparare da voi (…) e la misericordia ha un volto giovane”, ha affermato il Santo Padre. E ancora: “Conoscendo la passione che voi mettete nella missione, oso ripetere: la misericordia ha sempre il volto giovane. Perché il cuore misericordioso ha il coraggio di lasciare la comodità; un cuore misericordioso sa andare incontro agli altri, riesce ad abbracciare tutti.”

Dagli ultimi attacchi terroristici a Nizza e Rouen (in Francia) e a Monaco e Ansbach (in Germania), al pranzo che il Papa ha condiviso con 13 ragazzi impegnati nell’organizzazione della GMG, passando per la visita ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau. Così il Pontefice ha affrontato la GMG, la prima indetta dal Papa latinoamericano e di sicuro anche la più social e tecnologica di tutti i tempi. In questo viaggio il Santo Padre non ha soltanto comunicato con il mondo intero, ma ha provato ancora una volta a realizzare il significato della parola “misericordia”, la stessa che ha scelto per questo Giubileo senza precedenti nella storia della Chiesa cattolica. E non solo. Francesco non teme di “immischiarsi” con la realtà facendo continui riferimenti ai fatti che accadono intorno a noi e che scuotono l’opinione pubblica. Va oltre, cercando di passare dalle parole ai fatti, come un sacerdote in perenne missione. E lo ha fatto affrontando alcune sfide sostanziali: Bergoglio durante la GMG ha parlato di integrazione in un periodo in cui l’Europa sembra aver dimenticato le sue origini; ha incitato i giovani al cambiamento seguendo la via della misericordia; e infine, il primo Papa non europeo ha incontrato alcuni superstiti dell’Olocausto nel luogo in cui i nazisti sterminarono milioni di persone, per la maggior parte ebrei. Tutto questo il Pontefice lo ha realizzato con la semplicità e l’umiltà di chi spera di poter arrivare ai cuori di tutti.

Ma la GMG non si è svolta soltanto all’insegna della preghiera e della riflessione. Perché il tema della misericordia passa anche attraverso l’arte e la cultura. Di qui i numerosi incontri che hanno scandito i sei giorni del raduno in Polonia: concerti, mostre, sfide sportive e workshop che, attraverso l’incontro e l’accoglienza dell’altro, hanno permesso di vivere a pieno lo spirito di questo evento.

Per questo abbiamo chiesto ad alcuni giovani che sono stati a Cracovia di condividere insieme a noi e in tempo reale impressioni, pensieri e suggestioni di questa esperienza. Ne abbiamo scelti due.

“Qui siamo in due milioni! Siamo giovani tra 15 e 40 anni che esplodono ogni volta che Papa Francesco apre bocca, altro che concerti! Spero che possa capitare ad ognuno di voi provare la sensazione di essere tra tutte queste persone arrivate da ogni angolo del mondo per un’unica ragione. Credete e osate. Non è necessario aspettare un’altra GMG per iniziare a crederci; magari non saranno due milioni di giovani, ma la sensazione per averci creduto sarà la medesima”. Francesco, 23 anni, seminarista.

“Seguire è il verbo del credente. Inseguire il verbo dell’effimero. Si inseguono le mode, le correnti. Si inseguono i criminali che scappano. Si insegue qualcosa che appare bello senza conoscerlo. Si insegue l’idea tralasciando la realtà. Chi insegue lo fa in fretta, correndo, perdendosi tutto il bello che lo circonda. Seguire invece è un verbo più lento. È mettere i passi dove li ha messi Lui. Seguire è camminare anche con un passo svelto ma senza perdere il contatto con la realtà, con quanto di meraviglioso ci circonda. Ma anche senza perdere di vista chi è ai margini di questa strada. E in questa GMG a Cracovia è bello vedere i giovani che pur nella loro esuberanza hanno questa grande voglia di seguire e di fidarsi di chi sta dinanzi. Con la voglia di essere pecore e non pecoroni. Di essere popolo e non massa. Questi giovani oggi sono pronti a incontrare e accogliere Francesco per ricevere il giusto sostegno in questo cammino di sequela.” Giovanni, 42 anni, impiegato è andato a Cracovia con la moglie e le sue due figlie.

A conclusione della kermesse, Papa Francesco ha esortato la platea a non aver paura di dire “sì” a Gesù “con tutto lo slancio del cuore, di rispondergli generosamente, di seguirlo” e ha invitato tutti a “non lasciarsi anestetizzare l’anima, ma a puntare al traguardo dell’amore bello, che richiede anche la rinuncia.” Perché “a Gesù non importa cosa indossi o quale cellulare usi; a Lui importi tu. Ai suoi occhi hai un valore inestimabile”. Infine, il Pontefice, durante la cerimonia finale che si è tenuta nel Campus Misericordiae, ha annunciato che la prossima Giornata Mondiale della Gioventù si terrà a Panama nel 2019.

(di Anna Piscopo)

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