Le pagelle delle Finals NBA: dominio Lebron

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082333455-fa2e7801-01f6-4a64-88d9-8a70ffa0124eUn’altra stagione di NBA (la settantesima se si calcolano anche i tre anni della progenitrice BAA), volge al termine e come dicevano i latini “in cauda venenum”, proprio nell’ultimo minuto dell’ultima partita abbiamo ottenuto il nome della vincitrice, che a sorpresa se pensiamo alla situazione di partenza di queste finals sono stati i Cleveland Cavaliers. La squadra di LeBron James non solo ha battuto i Golden State Warriors nell’anno dei record (miglior team ogni epoca in regular season) ma sono riusciti nell’intento nonostante fossero arrivati ad un passo dal baratro, i campioni della Western Conference infatti si erano portati sul 3-1 e mai nessuno in una finale NBA aveva rovesciato un risultato del genere. Andiamo allora a dare le pagelle a quella che verrà ricordata come tra le più belle serie finali di sempre:

 

LEBRON JAMES 10

Come non partire da lui, King James si è caricato sulle spalle la responsabilità di portare un titolo per il bene di una nazione intera. Molti in Ohio non gli avevano perdonato il trasferimento agli Heat, ma lui dopo anni vincenti aveva deciso la scorsa stagione di tornare a casa per dimostrare, cosa che nello sport come nella vita spesso riesce raramente, che lui poteva essere profeta in patria. Così è stato la stoppata finale su André Igoudala è la fotografia di una serie che non poteva finire che in questo modo, con il prescelto premiato MVP delle finals piegato sul parquet della Oracle Arena a piangere per la commozione, ora per gli heater sarà veramente molto difficile non considerarlo tra i migliori di sempre.

KYRIE IRVING 10

Diciamoci la verità il titolo di migliore della finale poteva essere diviso con questo ragazzo classe’92 nato a Melbourne in Australia, che nella vita ha girovagato molto il globo, ma da quando è in NBA (anno 2011) ha avuto una sola casa Cleveland. A lui si sono attaccati i tifosi dei Cavs dopo l’addio doloroso di LeBron James e lui li ha ripagati con gli interessi, mai semplicemente spalla di James, più probabilmente coprotagonista che con la tripla realizzata nell’ultimo minuto dopo una serie di trick per smarcarsi dal pressing di Steph Curry ha dato il colpo definitivo a dei Warriors che non ne avevano più. Con il senno di poi molti si domanderanno cosa sarebbe potuto accadere se non si fosse infortunato durante la serie finale dello scorso anno.

IL SUPPORTING CAST 7

Spesso e volentieri si è detto che i Cavs erano solo i big three (James, Irving e Love) così non è stato, almeno non in questa serie. Thompson sul pitturato è stato praticamente impossibile da fermare per i Warriors una volta che Bogut per infortunio ha abbandonato la serie. Jefferson che oggi si ritira ha coronato il suo sogno ed a 36 anni ha vinto il suo primo titolo contribuendo in maniera decisiva, partendo sempre in questa finale negli starting finve di Cleveland e dimostrando come la classe non si rovini nonostante l’età. Poi ci sono stati JR Smith e Iman Shumpert, gli ex Knicks vincono anche loro da protagonisti contribuendo con punti importanti alla festa giallo rossa.

KEVIN LOVE 5,5

Unica nota stonata in questa squadra a mio modo di vedere, i Cavs cambiano quando lui viene declassato da titolare a cambio di lusso e tutto ciò non può essere sottovalutato, anche se James prima di gara 7 per levargli un pò di pressione di dosso aveva detto che in caso di vittoria nessuno si sarebbe più ricordato della sua situazione. Non è così contribuisce alla vittoria, ma non è mai decisivo nonostante il suo potenziale talento.

STEPHEN CURRY 6

Solo la sufficienza per l’MVP della stagione, pesano nel bilancio qualche scelta forzata in gara 7 in cui sembrava aver perso il tocco magico, ma soprattutto l’eccessivo nervosismo con cui ha affrontato le ultime tre partite, in particolare gara 6 in cui una volta espulso ha tirato un paradenti verso un tifoso avversario, evidentemente lui sapeva che la sua squadra non ne aveva più e la frustrazione nel non riuscire a guidarli oltre l’ultimo scoglio era diventata insopportabile, ricordiamo come Curry sia sia ripreso a tempo di record e forse non del tutto dopo un infortunio patito ad inizio playoff, questo recupero lampo gli ha fatto prendere la decisione di non rispondere alla convocazione della nazionale per Rio 2016 per non sforzare eccessivamente il suo corpo giocando anche il torneo olimpico.

KLAY THOMPSON 6,5

Sarebbe stato un voto più alto con Golden State campione perché con Curry non al 100% è stato lui a guidare la franchigia californiana verso la meta. Purtroppo però una gara 7 impalpabile ci costringe a tenerlo sul 6,5 crolla come un pò tutti i compagni sotto i colpi e la freschezza dei Cavs che evidentemente hanno avuto anche come fattore positivo l’aver giocato meno partite di playoffs.

DRAYMOND GREEN 6

Sarebbe potuta essere un’insufficienza se non fosse che praticamente da solo in gara 7 ha tenuto testa fino alle ultime drammatiche azioni ai Cavaliers, giocatore troppo umorale che in questa serie di finale ha anche dovuto saltare una gara per via di una squalifica dopo ben tre falli tecnici durante i playoffs, troppo anche perché se spesso avesse pensato più a giocare che a scontrarsi con gli avversari chissà che epilogo avrebbe avuto questa stagione.

IL SUPPORTING CAST 4,5

Decisamente insufficienti il supporting cast dei Warriors, Barnes ha avuto medie al tiro imbarazzanti quando serviva il supporto di qualcuno che non si chiamasse Curry, Thompson o Green per vincere le partite, anche Igoudala ex MVP delle scorse finali, non ha dato il contributo voluto e difensivamente ha subito lo strapotere di James, mentre la scorsa stagione lo aveva limitato molto. Bogut ha giocato poco per scelta tecnica e per via di un infortunio, ma è stato schiacciato da Thompson, il solo Livingstone ha contribuito a tenere in vita una squadra che stancamente cadeva sotto i colpi di avversari più freschi, forse anche la scelta di prendersi il record di sempre in regular season alla lunga non ha pagato se pensiamo che in stagione regolare i Warriors hanno perso solo 9 partite su 82 ed ai playoffs ne hanno perse 9 su 24. Servirà da lezione a coach Kerr e sicuramente la prossima annata vedremo ancora i Warriors protagonisti.

di Flavio Sarrocco

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