Euro 2016, l’Italia B stecca. L’Irlanda ci punisce e si prende gli ottavi

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Sarà stata la qualificazione già certificata, saranno stati i troppi cambi adoperati da Antonio Conte, ma una cosa è certa: l’Italia vista ieri sera a Lille è stata lontana parente di quella vista nelle prime due sfide di questo europeo.

ita irlItalia – Irlanda, partita finale del girone E, è scivolata via così tra gli attacchi degli arcigni e muscolosi irlandesi e qualche timida ripartenza azzurra. Nonostante in campo ci fosse l’Italia B la differenza tecnica doveva comunque vedere gli azzurri avanti rispetto ai britannici (9 dei 23 della rosa di O’Neill giocano in Championship, l’equivalente della nostra serie B). Eppure tutta questa differenza, se non in rare occasioni, non si è vista, ed è venuta fuori quindi una partita giocata sul terreno preferito dell’Irlanda: palla lunga, centrocampo inesistente, sgomitate e duelli fisici.

Ci si aspettava tanto da alcuni ragazzi che dovevano dimostrare la bontà della decisione di Conte di portarli in Francia, ma forse fare così tanti cambi tutti insieme è stato controproducente. L’Italia è scesa in campo con il consueto 3-5-2: Sirigu tra i pali, Bonucci costantemente a rischio squalifica, Barzagli e Ogbonna, a centrocampo da sinistra a destra De Sciglio, Florenzi, Motta, Sturaro e Bernardeschi, davanti Zaza e Immobile. Anche l’Irlanda ha adoperato qualche cambio sorprendendo forse lo stesso Conte. O’Neill si è schierato con il classico 4-4-2: Randolph tra i pali, da sinistra a destra capitan Coleman, Duffy, Keogh e Ward, centro campo con Hendrick a destra, Brady a sinistra, McCarthy e Mcclean centrali Murphy e Long a fare a sportellate davanti.

Ed è stata veramente una partita piena di duelli fisici in cui nonostante nel finale sia arrivato il primo gol incassato agli Europei, Ogbonna si è ben comportato affianco dei suoi due ex compagni di squadra, confermandosi il migliore tra i subentrati ai titolari. Male Sirigu costantemente in apprensione su ogni cross, da rivedere infatti l’uscita sul gol di Brady a 10 minuti dal termine. Nell’Italia da segnalare le prove opache di Bernardeschi sempre attaccato e tenuto sotto pressione da Ward e sopratutto quella di Sturaro, di gran lunga il peggiore in campo. Sarà stata la pressione ma il centrocampista della Juventus ha costantemente sbagliato stop semplici e sbagliato spesso la giocata, anche la più semplice. In generale dalla mediana in su tutta l’Italia ha steccato la prestazione, un po’ di luce l’ha fatta vedere sicuramente Lorenzo Insigne, che ha debuttato all’Europeo presentandosi con un palo colpito con il suo classico tiro di interno sul secondo palo (sarebbe statala fotocopia del gol di Eder contro la Svezia). Debutto positivo anche per El Shaarawy, ma proprio nel momento in cui l’Italia stava facendo gli ultimi sforzi per cercare di chiudere a 9 punti il girone è arrivato il gol di Brady sul bel cross del neo entrato Hoolahan, sicuramente il giocatore più tecnico dell’Irlanda lasciato fuori a sorpreea dall’undici titolare, e che qualche minuto prima aveva graziato l’Italia non segnando a tu per tu con Sirigu. Dopo il gol l’energie nervose dell’Italia si sono riversate più sulle proteste che sul gioco e sono arrivata in fila le ammonizioni per Zaza e Insigne, che si sono aggiunte a quelle di Sirigu e Barzagli.

Alla fine gli Irlandesi contro ogni pronostico hanno centrato una qualificazione insperata e ad aspettarli ci sono i padroni di casa della Francia (anche se con questa formula era veramente impresa ardua non riuscire a passare il girone, il Portogallo lo ha fatto con 3 pareggi). Per l’Italia si è chiusa invece una serata che sa in tutto e per tutto di beffa. Doveva essere una dimostrazione di forza e invece sono venuti fuori i limiti di una rosa forse non tutta dello stesso livello e in più nella testa degli azzurri ci sarà stata la consapevolezza di aver stupito tutti vincendo le prima due partite e di aver ricevuto come regalo la Spagna, un regalo di cui sicuramente Conte e i suoi uomini avrebbero fatto volentieri a meno.

Cristiano Checchi

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