Serie B: dopo gli ultimi verdetti, i voti della stagione

Il campionato di serie B ha ufficialmente terminato la stagione 2015-2016 con gli ultimi verdetti che mancavano all’appello: il Pescara torna in serie A dopo il ritorno della finale playoff in casa del Trapani; nonostante il vantaggio iniziale, i siciliani non completano la rimonta e si lasciano beffare dall’eurogol di Verre che consegna agli uomini di Oddo la massima serie dopo tre anni. In zona salvezza, retrocede il Lanciano, battuto a Salerno per 1-0 (gol del solito Coda) ed incapace di capovolgere il pesante 1-4 della gara di andata in Abruzzo.

Il Pescara raggiunge Cagliari e Crotone in serie A al termine di un campionato altalenante ma con la grande costanza del gioco propositivo e della vena realizzativa col capocannoniere Lapadula (30 reti come Bucchi nel Modena dieci anni fa) che è stato il miglior calciatore del torneo. Lacrime e disperazione a Trapani dopo una stagione esaltante al terzo campionato in assoluto in serie B e la ciliegina sulla torta mancata per un soffio; il pianto di Serse Cosmi al termine della finale playoff racconta quanto per i granata sia sfuggita l’occasione più importante di un’intera storia. In coda, il risultato della gara di andata fra Lanciano e Salernitana non lasciava tanti dubbi sull’esito finale dello spareggio: la Salernitana ha segnato quasi subito anche all’Arechi, poi ha gestito la partita aspettando il fischio finale per festeggiare una salvezza più sofferta del previsto. Il Lanciano, nonostante la rimonta nel finale di campionato, torna in serie C dopo quattro anni. Chi ha deluso e chi ha sorpreso in una stagione appassionante: i voti di un campionato che ha riservato colpi di scena dall’inizio alla fine:

VOTO 10, CROTONE: la squadra di Juric è stata la grande protagonista del campionato. Partiti per raggiungere una salvezza tranquilla, i calabresi si sono via via resi conto di poter puntare molto più in alto, fino ad imprimere un ritmo insostenibile ed accumulare un vantaggio troppo ampio sulle inseguitrici (Cagliari escluso) che ha steso qualsiasi resistenza. Il Crotone, che solo nell’estate del 2000 festeggiava la prima storica promozione in serie B, si ritrova in serie A e con pieno merito, una società sana, solida e competente, un tifo caldo ed appassionato. Juric ha abbandonato la panchina rossoblu per accasarsi al Genoa, ma l’impressione è che chiunque prenderà il suo posto si ritroverà in un ambiente già collaudato.

VOTO 9, TRAPANI: un miracolo. Serse Cosmi ha guidato una formazione senza particolari ambizioni fino alla finale dei playoff, persa poi contro il più esperto Pescara. Ma ciò non toglie nulla alla splendida cavalcata dei siciliani che nel girone di ritorno hanno raccolto 8 vittorie consecutive (record cadetto condiviso con Juventus, Torino e Verona) e 18 risultati utili di fila, un percorso quasi netto per una squadra poco spettacolare ma assai redditizia: Cosmi ha motivato un gruppo che si sarebbe accontentato della terza salvezza in altrettanti tornei di serie B, portandolo alle soglie del Paradiso. Tanta delusione a fine stagione, ma negli occhi di tutti la convinzione che a Trapani si sia comunque scritta la storia.

VOTO 8, CAGLIARI: Massimo Rastelli ha fatto ciò che gli era stato chiesto, ovvero riportare i sardi immediatamente in serie A dopo l’inopinata retrocessione del maggio 2015. Operazione perfettamente riuscita, il Cagliari si è presentato in serie B con un organico che tanto male non avrebbe fatto neanche nella categoria superiore ed il tecnico ex Avellino ha lavorato bene sui dettagli facendo rendere al massimo una rosa costruita per vincere il campionato senza grossi patemi. Eppure il Cagliari non ha entusiasmato, se non a tratti, e soprattutto nel finale di stagione, a promozione quasi raggiunta, ha staccato la spina lasciando punti per strada che hanno messo in pericolo il primo posto; poco male, contava tornare in serie A e Rastelli ha centrato l’obiettivo guadagnandosi con merito la riconferma anche per la serie A.

VOTO 7, PESCARA E NOVARA: stagione eccellente per gli abruzzesi, partiti per raggiungere i playoff con una rosa giovane ma fortemente motivata, così come il tecnico Oddo, deluso dalla finale playoff persa l’anno precedente contro il Bologna. Il gioco è stato sempre fluido, Lapadula si è rivelato un cannoniere di prim’ordine, Caprari, Verre e Benali hanno garantito qualità e talento, Memushaj ha dato ordine al centrocampo, Campagnaro personalità alla difesa: un perfetto mix che ha regalato al Pescara la serie A e a Massimo Oddo la consacrazione come giovane tecnico. Ottima anche la stagione del Novara, neopromosso e capace di raggiungere i playoff, obiettivo certamente molto più ambizioso delle premesse iniziali della compagine piemontese; bravo il tecnico Marco Baroni, competitivo l’organico, specie in attacco con un gruppo di cannonieri che avrebbero giocato titolari praticamente ovunque. A Novara si sono forse gettate le basi per un campionato ancora migliore l’anno prossimo, con più esperienza e malizia da mettere in campo.

VOTO 6, SPEZIA: l’ennesimo capitolo di una storia con tanti soldi spesi ed una serie A che proprio non vuole arrivare. Per un’altra stagione, infatti, la società ligure è partita con la grancassa ed una serie di acquisti sfarzosi per puntare al salto di categoria, ma le cose sono di nuovo andare diversamente: prima l’esonero dell’allenatore Bjelica, quindi l’arrivo di Domenico Di Carlo che ha ricompattato la squadra portandola faticosamente agli spareggi promozione da cui però gli aquilotti sono stati estromessi in semifinale per mano del Trapani dopo la vittoria di Cesena nel primo turno. La sensazione è che a La Spezia si potesse e dovesse fare di più.

VOTO 5, AVELLINO: dopo i playoff raggiunti nella scorsa stagione e la semifinale persa contro il Bologna dopo una serie infinita di pali colpiti dai lupi verdi, ci si aspettava in questo campionato che quantomeno i campani ripetessero le gesta di un anno prima; invece la formazione irpina è incappata in un’annata storta, condita da confusione societaria sulla scelta degli allenatori (prima Tesser, poi Marcolin, quindi ancora il tecnico ex Novara) ed una formazione molto al di sotto delle attese. L’infortunio di Castaldo, la mancanza di continuità dei vari Mokulu, Bastièn e Insigne jr. hanno fatto il resto, relegando l’Avellino nelle zone anonime della classifica.

VOTO 4, COMO: tornati in serie B dopo 11 anni, i lombardi hanno rovinato tutto con un campionato deprimente, iniziato malissimo con l’accumulo di sconfitte ed inutili pareggi casalinghi che hanno reso la salvezza impossibile già al termine del girone d’andata. Una squadra costruita male ed assemblata peggio, nonostante l’esplosione del giovane Ganz, autore di 16 reti, e nonostante l’accenno di rimonta primaverile di una formazione però mai in grado di inserirsi concretamente nella lotta salvezza.

VOTO 3, MODENA: il patron Caliendo aveva promesso i playoff dopo la salvezza dell’anno scorso, ottenuta per il rotto della cuffia e dopo lo spareggio contro l’Entella. Invece ecco una retrocessione in serie C arrivata dopo 15 anni consecutivi fra A e B, frutto del pessimo lavoro di una società supponente e superficiale, che si è mossa malissimo sul mercato, soprattutto a gennaio dopo l’infortunio di Granoche, mai sostituito adeguatamente. I 9 gol di Luppi non sono bastati, il Modena ha faticato a fare gol e a vincere, l’arrivo in panchina di Bergodi al posto di Crespo non ha capovolto un destino amaro che ha fatto precipitare gli emiliani in un baratro ormai dimenticato.

VOTO 2, LIVORNO: di male in peggio. Se il campionato del Modena è stato pessimo, quello del Livorno è stato a dir poco disastroso. I toscani tornano in serie C 14 anni dopo l’ultima volta e lo fanno al termine di una stagione di passione, iniziata con 4 vittorie consecutive e culminata col terz’ultimo posto dopo svariati cambi in panchina (Panucci, Mutti, ancora Panucci, Colomba ed infine Gelain) e l’incapacità di uscire dai bassifondi della classifica nonostante una rosa dignitosa; il Livorno non era compagine da promozione, ma certo la retrocessione era impensabile ad inizio campionato e si è consumata forse proprio a causa dell’incredulità generale. L’ultima decisiva gara all’Ardenza contro il Lanciano, pareggiata per 2-2 e sentenza di una condanna che gli amaranto volevano evitare ad ogni costo, è stata certamente condizionata da episodi sfortunati come le sviste arbitrali e i pasticci del portiere, ma ha rappresentato alla perfezione l’identikit della stagione livornese, capace di tutto e del suo esatto contrario.

VOTO 1, L’AGGRESSIONE A PINSOGLIO: è arrivato proprio in coda, ma l’episodio peggiore del campionato si è verificato fuori dal campo, il giorno dopo la fine della 42.ma ed ultima giornata del torneo. Il portiere di riserva del Livorno, Pinsoglio, entrato nel secondo tempo della gara spareggio fra i toscani ed il Lanciano, commette un errore grossolano su una palla innocua e semplicemente da bloccare, regalando il 2-2 alla squadra rossonera e di conseguenza lo spareggio, e costringendo il Livorno alla retrocessione in serie C. La sera dopo la partita, Pinsoglio viene aggredito da pochi ma agguerriti imbecilli che, nel nome del tifo per il Livorno, ma soprattutto in nome della demenza, gli rimproverano la papera costata ai labronici il campionato. Ennesimo esempio di una cultura che in Italia non cambia mai.

Infine, la serie B riaccoglie il Pisa dopo sette anni e al termine della doppia finale playoff di serie C contro il Foggia. I toscani di Gattuso, forti del 4-2 dell’andata in casa, hanno bloccato i pugliesi sull’1-1 riconquistando il torneo cadetto e raggiungendo le altre promosse Cittadella, Spal e Benevento.

di Marco Milan

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