Marco Pannella e il “folle” amore per la libertà

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L’addio al leader del partito Radicale

pannellaGenio e sregolatezza. Questi i termini più utilizzati negli ultimi giorni per descrivere l’uomo, il politico, il “guerriero dei diritti civili” in Italia, Marco Pannella, scomparso giovedì all’età di 86 anni nella clinica romana di Nostra Signora della Mercede. A darne l’annuncio, sulle note del Requiem di Mozart, Radio Radicale, la radio del partito fondato da Giacinto Pannella, detto Marco. Come spesso accade alle personalità più controverse e a cui piace osare, anche lui è stato spesso criticato ma il pensiero di Pannella innovatore e controcorrente trasvolerà, ci auguriamo, i confini finiti di certi colori politici, lasciando un’impronta originale che potrà essere proseguita non solo dai compagni di partito ma anche da chi crede nel valore di ogni battaglia condotta in nome dei diritti.

Innamorato della libertà, quella materiale dei corpi, Pannella non ha mai nascosto la sua bisessualità- volano di una libertà più alta che trova espressione nel diritto alla vita. E nella vita per il diritto.

I digiuni, le proteste, le battaglie per i diritti civili, per l’aborto, per l’eutanasia, per il divorzio e poi gli anni lontano dai mezzi d’informazione sempre trascorsi tra le nuvole di fumo delle sigarette e lunghe discussioni con tutti, soprattutto con gli ultimi, vicino ai quali amava stare e, forse, nei quali ritrovava il senso più profondo dell’uguaglianza tra gli uomini. Lontano dal bieco pietismo e dall’inutile buonismo. Una sorta di religione laica quella di Marco Pannella, che si potrebbe definire come una fede nell’intelligenza e onestà dell’essere umano, a tratti dal sapore poetico. Non era antireligioso ma contro l’ipocrisia soprattutto delle istituzioni. Lo dimostrano l’amicizia col Dalai Lama, i rapporti di amicizia sincera con gli ultimi tre papi e la lettera indirizzata, neppure un mese fa, a Papa Francesco di ritorno dal viaggio a Lesbo, durante quelle che Pannella sapeva essere le ultime settimane della sua agonia. “Caro Papa Francesco, ti scrivo dalla mia stanza all’ultimo piano, vicino al cielo, per dirti che in realtà ti stavo vicino a Lesbo quando abbracciavi la carne martoriata di quelle donne, di quei bambini, e di quegli uomini che nessuno vuole accogliere in Europa. Questo è il Vangelo che io amo e che voglio continuare a vivere accanto agli ultimi, quelli che tutti scartano”. E poi la lettera si chiudeva con “ti voglio bene davvero”.

Troppo liberista per la sinistra, troppo libertario per la destra. Provocatore nato, chiamava “fascisti” gli antifascisti, visionario per certi aspetti. Si appassionò a internet e ne intuì le potenzialità politiche e comunicative, tanto che i radicali portarono in Italia il primo provider, Agorà Telematica. Passione che accomuna Marco Pannella a un altro innovatore della comunicazione politica italiana, Gianroberto Casaleggio, cofondatore del Movimento Cinque Stelle e anche lui scomparso il 12 aprile scorso.

Ma Pannella credeva anche nelle alleanze. Che ha sempre cercato di tessere fin dagli anni dell’Università, quando insieme agli amici Pannunzio, Ungari, Scalfari, Carandini, Cattani fonda il partito Radicale. Attore non protagonista degli anni tra la prima e la seconda Repubblica, Pannella ha mostrato un carisma nuovo, ieri come oggi. Già nel 1959 scrisse una lettera aperta a Togliatti per proporre al PCI un’alleanza coi partiti laici per interrompere lo strapotere della DC di quegli anni. Ma il tentativo non andò a buon fine. Dal PCI all’elezione di Scalfaro a Presidente della Repubblica, alla breve alleanza con Silvio Berlusconi nel 1994. Per anni lontano dalla politica, Marco Pannella torna con la compagna “Emma for President”. Si tratta di Emma Bonino, compagna di idee e di battaglie con la quale negli ultimi tempi Pannella ha avuto delle divergenze.

Pur entrando nel Palazzo, ha cercato di mantenere il contatto con la gente interpretandone i bisogni e le aspirazioni. E alla fine degli anni ’80 un altro passo che segna la storia dei radicali: Pannella trasforma il partito in un’associazione transnazionale che opera ancora oggi direttamente presso l’ONU.

In questi ultimi giorni sono stati tantissimi i messaggi sui social dei protagonisti della scena politica contemporanea: da Renzi a Mattarella, da Grasso alla Boldrini fino ai candidati delle amministrative di giugno. Ricordato come un uomo che “ci ha messo la faccia” e come un avversario stimabile anche se molti si chiedono cosa sarà adesso del partito Radicale ma nessuno in Via di Torre Argentina (sede del partito) sa dare una risposta.

E a rendergli omaggio nella camera ardente di Montecitorio è accorsa una fiumana di gente. Poi l’ultimo saluto agli italiani in piazza Navona, il luogo di tante battaglie politiche. In piazza è scesa anche una delegazione di detenuti del carcere di Rebibbia. Infine la salma di Pannella è tornata in Abruzzo, sua terra natale con cui ha conservato sempre un legame viscerale. Domenica 22 maggio è stato sepolto a Teramo, dove è arrivato accolto da un lungo applauso.

(di Anna Piscopo)

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