La Juventus cala il pokerissimo: storia di un campionato vinto in rincorsa

Doveva essere l’anno del cambio della guardia. Doveva essere l’anno del passaggio di consegne da parte di una Juve, come da profezia di Conte, stanca ed a fine ciclo. Doveva essere l’anno della Roma prima, della Fiorentina e dell’Inter poi,  e infine del Napoli.

juventus campioneAlla fine però, anche quest’anno lo spumante si stappa dalle parti di Vinovo; con qualche turno d’anticipo, come già nelle quattro stagioni precedenti. Ma, a differenza di quanto verificatosi in passato, al termine di una rincorsa che, dopo la sconfitta di Sassuolo del 28 Ottobre 2015, nemmeno il più inguaribile degli juventini, dei folli o degli ottimisti avrebbe potuto avrebbe potuto pronosticare.

La lunga maratona bianconera, fatta di 25 successi inanellati nelle ultime 26 gare, vive sicuramente di alcune tappe fondamentali nell’economia della rimonta torinese; preambolo a una stagione difatto cominciata in salita, un calciomercato fatto delle partenze di Tevez, Vidal e Pirlo, tre dei cardini della squadra capace di confermarsi in Italia e arrivare a contendere al Barcellona la Champions League l’anno precedente. In entrata, i dubbi su Mandžukić e la condizione fisica di Khedira,  l’ingente investimento fatto su Dybala e l’affare Draxler,  clamorosamente sfumato in chiusura di mercato e rimpiazzato con il “colpo” last-minute Hernanes.

  1. PARTENZA AD HANDICAP

A battezzare in campionato Allegri e co. , è chiamata un’altra formazione bianconera, l’Udinese di Stefano Colantuono. Con le gambe imballate e la mente annebbiata, i bianconeri danno vita a una prestazione a dir poco sottotono, contro un Udinese che difende con ordine per tutta la gara, per poi colpire a dieci minuti dalla fine con Thereau sulla prima vera sortita offensiva costringendo la Juve alla prima storica sconfitta interna all’esordio casalingo in campionato della propria storia.

Una settimana dopo, all’Olimpico, la Juventus si trova a dover fronteggiare nel peggior momento della sua storia il peggior avversario possibile: la Roma di Garcia, sulle ali dell’entusiasmo per un’annata che, finalmente, sembra poter riportare il tricolore all’ombra del Colosseo. Priva di amalgama e di Marchisio in cabina di regia, la Juve cade sotto i colpi dei capitolini, che dominano per lunghi tratti e affondano i Campioni in carica con i gol bosniaci di Pjanić e Džeko, con Dybala che non riesce a godersi la prima marcatura juventina. 2 giornate di campionato, 0 punti in classifica per la Juve di Allegri: un inedito assoluto nella storia della Juve, un altro “record” che sembra condannare i torinesi ad una stagione maledetta.

  1. LE CADUTE DI NAPOLI E SASSUOLO: LA SIGNORA ABDICA DALLA LOTTA AL TITOLO (?)

Messo in archivio un difficile inizio di campionato, il mese di settembre mette in mostra una Juventus altalenante che, il 26 settembre, scende al San Paolo in casa del Napoli di Sarri con l’intento di valutare il proprio stato di salute dopo i malanni di inizio stagione. Al San Paolo l’avvio juventino è coraggioso e incoraggiante, ma difronte i bianconeri hanno un Napoli che gradualmente sta assimilando i dettami tattici di Maurizio Sarri praticando un gioco fatto di pressing asfissiante e verticalizzazioni improvvise. Insigne spezza l’equilibrio della gara, ed Higuain la chiude nella ripresa dopo un grave errore di Hernanes; il primo gol di Lemina in maglia juventina non serve ad evitare la sconfitta, che tiene i bianconeri sul fondo della classifica con la miseria di 5 punti raccolti nelle prime 6 gare. Un mese più tardi, dopo qualche segnale di miglioramento, una Juve senza capo nè coda cade a Sassuolo colpita da una magistrale punizione di Sansone: a 11 punti di distanza dalla Roma capolista (12 contro 23), i Campioni d’Italia sembrano ormai destinati ad abdicare.

  1. CUADRADO STENDE IL TORINO, E ACCENDE LA SCINTILLA

Ferita dalla Sconfitta del Mapei, la Juve affronta nell’undicesima giornata di campionato il Torino in un derby che, con un distacco già notevole dalla vetta, rischia di sentenziare con netto anticipo i bianconeri. La partita, più che mai decisiva per le sorti del campionato juventino, vede passare in vantaggio con Pogba una Juventus non bella, ma determinata. Il pari di Bovo nella ripresa, e gli sbandamenti bianconeri del secondo tempo fanno pensare all’ennesima occasione persa per i bianconeri, con Allegri che in pieno forcing finale sostituisce Dybala con Alex Sandro preparandosi al massacro mediatico. E’ proprio dai piedi del terzino brasiliano però, che al minuto 93 parte il cross che trova Cuadrado pronto a spingere in rete il golden-gol di un altro derby vinto sul filo di lana. Ed è quantomeno curioso il fatto che, proprio nella notte di Halloween, il gol del colombiano sigli la resurrezione di una squadra data per morta da molti; tanto facile quanto prezioso, il gol di Cuadrado suggella l’inizio di una rincorsa della quale nessuno, in quel 31 Ottobre del 2015, può ancora immaginare la portata.

  1. IL FILOTTO DA RECORD VALE IL SORPASSO

Ricompattata dai propri senatori con l’obbiettivo di riscattare il disastroso avvio di stagione, la Juventus macina una striscia impressionante di 14 successi consecutivi, che la porta nel finesettimana di San Valentino allo scontro diretto con il Napoli a due sole lunghezze dalla vetta, 56 per i partenopei, 54 per i bianconeri. La sfida è tattica e bloccata, una partita a scacchi giocata con prudenza dai due allenatori, consapevoli che il peso specifico della posta in palio va ben aldilà dei tre punti messi in palio da regolamento. Poche le emozioni, per uno 0-0 che sembra stoppare la striscia juventina tenendo però la banda Allegri a stretto contatto con la vetta della classifica. Uno 0-0 che, fino al minuto 88, sembra anche accontentare i bianconeri, forti di un calendario più agevole rispetto al Napoli; a stravolgere la storia del campionato però, è Simone Zaza, che entrato nella ripresa trova sul gong la rasoiata che trafigge Reina e decreta il cambio della guardia in vetta al campionato. Una vetta che la Juventus non lascerà più, che segna difatto la riconquista della corona di Regina della Serie A da parte della Vecchia Signora, a dispetto delle ambizioni tricolore di un degno rivale come il Napoli di Sarri.

  1. FIORENTINA-JUVENTUS, E UNO SCUDETTO FESTEGGIATO…A VINOVO

Scavalcato in classifica il Napoli, la Juventus di Allegri continua a macinare successi (ad eccezione dell 0-0 di Bologna), delineando una serie record di 24 successi in 25 uscite. Alla trentacinquesima giornata, in casa di una Fiorentina in caduta libera, la banda Allegri ha uno dei primi match-ball del campionato. A Firenze una Juve cinica soffre, ma passa 2-1 per i gol di Mandžukić e Morata, con Kalinic che trova l’illusorio 1-1 e nel finale è neutralizzato dal dischetto da un immenso Buffon. Espugnato il Franchi, il team di Allegri sa di avere il tricolore virtualmente (ancora) sul petto, ma per la matematica serve che il Napoli non batta la Roma il giorno successivo all’Olimpico; è allora, ironia della sorte, il gol del romanista Nainggolan a cucire sulle maglie bianconere il quinto scudetto consecutivo, facendo esplodere la festa al centro sportivo di Vinovo, e in giro per l’Italia bianconera.

Destinata a rimanere nella storia del campionato italiano, la rimonta di cui si è resa protagonista la Juventus è rappresentata al meglio dal raffronto dei punti messi in cascina dalle prime 4 forze della Serie A dalla 10a alla 35a giornata: Juventus 73, Napoli 52, Roma 48, Inter 43, Fiorentina 38. Forte del quinto scudetto messo in cascina negli ultimi 5 anni, i bianconeri gongolano per uno dei scudetti più emozionanti della propria storia, e si preparano all’ennesima difesa del titolo nel campionato che verrà; con la speranza degli appassionati, che si sia imparata la lezione; guai a vendere la pelle dell’orso, prima che sia morto.

di Michael D’Costa

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