Serie A, top e flop. La Roma vola con Salah, Barzagli torna al gol. Balotelli ennesima bocciatura

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28esima giornata del massimo campionato, l’appunto con i Top e Flop consacrano Roma e Juventus, mentre i Flop bocciano Balotelli e una stanca Fiorentina.

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Salah fa viola la Fiorentina

Protagonista di uno dei casi più scottanti della sessione di mercato estiva, Mohamed Salah è sicuramente tra gli uomini copertina della ventottesima giornata di campionato in Serie A. Dopo aver salutato la Fiorentina tra piatti ed improperi lanciati tanto dalla dirigenza viola quanto dall’entourage del calciatore stesso, il talentino egiziano è sbarcato a Trigoria come uno dei grandi colpi che avrebbero dovuto permettere ai giallorossi di contendere lo scudetto alla Juventus. Dopo un avvio folgorante, l’intervento scomposto di Lulic nel derby gli costa un lungo stop ed una convalescenza ancora più complicata, che si traduce nella difficoltà per Salah di tornare ai livelli toccati prima dell’infortunio; come già sottolineato per El Sharawiy, l’avvento di Spalletti si è rivelato fondamentale anche per Salah, che recuperato del tutto da un punto di vista atletico è tornato quel folletto capace di scardinare i match e le retroguardie più complicate, rivelandosi fondamentale nel filotto di otto vittorie consecutive centrato dai giallorossi. Spietato contro la sua ex-squadra, colpita già al Franchi, Salah conferma, oltre al piede caldo, un dente avvelenato che gli consente una vendetta tanto algida quanto dolce che, pergiunta, vale il sorpasso in classifica.

Frosinone, duri a morire

La sfida contro l’Udinese di Stefano Colantuono rappresentava per il Frosinone di Roberto Stellone uno di quei treni che, ragionando in ottica salvezza, passano una volta sola; reduce dal brutto k.o. con la Sampdoria, per i canarini un eventuale insuccesso contro i friulani avrebbe potuto rappresentare un duro colpo, anche in virtù di un calendario che ha ancora da proporre ai ciociari le sfide (in ordine sparso) a Inter, Fiorentina, Napoli e Milan. I timori dei supporters della formazione in maglia gialla sono spazzati via dal preziosissimo 2-0 sull’Udinese siglato dalle reti di Ciofani e Blanchard, figlio della solita prestazione casalinga con il coltello tra i denti spiegata sul prato del Matusa. Distanti una sola lunghezza da un Palermo in clamorosa difficoltà di gioco e risultati, a 10 giornate dalla fine l’incredibile salvezza è a un palmo di mano di distanza per Stellone e co. , che settimana prossima saranno chiamati ad un altro incrocio cruciale: Palermo-Napoli e Carpi-Frosinone, possono scrivere una pagina fondamentale di quel romanzo thrilling che è la corsa salvezza.

4 anni dopo, è di nuovo Barza-gol

Il pomeriggio di Bergamo regala alla Juventus il diciassettessimo successo nelle ultime diciotto gare, ennesima gara da tre punti di una serie positiva che non entrerà nella storia solamente per il mezzo passo falso di Bologna. A sbloccare la gara di Bergamo però non è la solita magia di Dybala, ne un bolide di Pogba o tantomeno un incornata di Mandzukic; tanto eccellente nel rendimento conseguito da quando veste la casacca juventina, quanto poco confidente con la rete, è Andrea Barzagli a spianare la strada verso il successo alla Juventus, disegnando il nuovo più tre sul Napoli. Abituato a mettere la museruola agli attaccanti avversari senza distinzione alcuna, come il buon vino lo stopper toscano sembra migliorare con l’età continuando a sfoderare prestazioni fenomenali nonostante le 34 primavere; a Bergamo una Juve solida, ma non spettacolare, ringrazia sentitamente il proprio “ministro della difesa”, per una volta in versione bomber, e prosegue la marcia verso il quinto scudetto consecutivo.

FLOP

Ciro Immobile

Il lunch-match domenicale della ventottesima giornata di campionato offriva agli appassionati e agli affamati di calcio la sfida tra Torino e Lazio, due compagini che figlie di una stagione fatta più da bassi che da alti nonostante un organico dall’indubbia qualità si trovano pigramente impelagate nell’anonimato del centro classifica. Determinati a regalare un sorriso ai propri tifosi, sfruttando fattore campo ed imminente impegno europeo degli avversari, i granata partono forte trovando il vantaggio con Belotti, e procacciandosi pochi minuti dopo la chance di andare sul 2-0 per un disgraziato intervento di Cataldi in area ancora su Belotti. Del penalty si occupa il figliol prodigo granata, quel Ciro Immobile rimpatriato dopo sei mesi infelici a Siviglia, con la speranza di strappare a Conte la convocazione per Euro 2016: purtroppo per Ciro, e per la tifoseria granata, il rigore calciato dal numero 10 finisce alle stelle, con il Torino che come da antiche leggi pallonare non dando il colpo di grazia all’avversario subisce nella ripresa il ritorno della Lazio che, ironia della sorte, pareggia con Biglia proprio dal dischetto suggellando l’inutile 1-1 conclusivo. Una domenica da dimenticare in fretta per Immobile che, per una volta croce e non delizia per la formazione granata, si è trovato a fare i conti con un rigore decisamente indigesto.

Mario Balotelli

Nuovamente ospite della sezione “Flop” della domenica calcistica, è Mario Balotelli il simbolo della brutta caduta milanista al Mapei Stadium di Reggio Emilia; l’avvio dell’ex-enfant prodige del calcio italiano a Sassuolo è illusoriamente propositivo, con Balotelli che stimolato anche dal rientro di Menez pare finalmente disposto a sacrificarsi per i compagni nel conseguimento del risultato. Quello del Milan a Sassuolo però è un pomeriggio storto, con i rossoneri che brutta copia della formazione capace di mettere insieme una striscia di nove risultati utili consecutivi, vengono castigati dalle reti di Duncan e Sansone tornando a casa con le pive nel sacco; avendone la possibilità, Miha all’intervallo avrebbe fatto sette-otto cambi, ma il primo a fare le spese del malcontento del serbo è proprio Balotelli, svogliato e poco convinto dopo l’abbrivio incoraggiante. Titolare per la prima volta dall’inizio del filotto positivo rossonero, con Balotelli il Milan cade male a Sassuolo; il dato, probabilmente, è casuale e determinato dalla domenica stonata di tutti i rossoneri ma l’indizio è di una certa rilevanza e, con il ritorno di Menez, per Balo al Milan il futuro rischia di essere decisamente più nero che rosso.

Fiorentina cotta a puntino all’Olimpico

Esce male la Fiorentina di Paolo Sousa dallo scontro diretto dell’Olimpico contro la Roma, valevole per la terza piazza in campionato che vale i preliminari di Champions, piegata 4-1 in una sfida che ha visto sugli scudi, ironia del destino, l’ex-fiorentino dal dente avvelenato Mohamed Salah. Dopo un avvio di campionato scintillante, che ha fatto sognare Firenze grazie ad una serie positiva che aveva issato la formazione gigliata in vetta alla classifica, il timore di addetti ai lavori e non si è, purtroppo per i ragazzi del tecnico portoghese, tramutato in realtà, con i viola che hanno cominciato ad accusare una stagione logorante e una coperta decisamente corta. Già meno brillante alla ripresa del campionato, il fieno messo in cascina nella prima parte di stagione ha permesso alla Fiorentina di affrontare le prime difficoltà stagionali rimanendo a contatto con il terzo posto della classifica, ma il dirompente ritorno della Roma di Spalletti, che vincendo lo scontro diretto ha scavalcato i viola, rischia di far svanire i sogni di Champions League gigliati, che devono vedersi anche dal ritorno dell’Inter. Fuori anche dall’Europa League,  per il rush finale sarà necessario stringere i denti e tirarsi su le maniche per Kalinic e co., che nonostante una condizione non esaltante possono farsi forti di un calendario che da qui a maggio sembra, Juventus esclusa, non sembra proporre avversarie insormontabili.

Michael Anthony D’Costa

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