NBA – La letterina di Natale a Santa Claus

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SantaSe si esclude il week-end dell’All Star Game, la notte di Natale è quella più attesa dai tifosi NBA. La Lega a Stelle e Strisce solitamente calendarizza per il 25 partite con i migliori giocatori o le squadre con più tifosi, per tenere incollati allo schermo appassionati, sfruttando anche un periodo in cui non c’è concorrenza degli altri sport americani. Quest’anno il terzetto di partite sarà: Miami-New Orleans, Oklahoma-Chicago, per arrivare al piatto forte, Golden State Warriors-Cleveland Cavaliers, in una riedizione dell’ultima finale NBA, l’ennesimo capitolo della sfida tra i due scorsi MVP stagionali, Curry e James. Ma analizziamo quest’ultimo periodo, come se fossimo Santa Claus e vediamo chi inserire nella lista dei buoni e chi in quella dei cattivi, a livello esemplificativo prenderemo 5 esempi per parte:

BUONI

1- Golden State Warriors: Sicuramente Babbo Natale non potrà che portare balocchi alla franchigia californiana. Al momento in cui viene scritto quest’articolo il loro risultato stagionale dice 26 alla voce vittorie e solo 1 alla voce sconfitta e chissà cosa sarebbe successo se la notte prima della partita persa contro i Bucks Curry e compagni non avessero dovuto disputare due tempi supplementari per avere la meglio sui Boston Celtics.

2- Kobe Bryant: Sotto alcuni punti di vista quando si parlerà di lui in questa stagione sarà come parlare di qualcosa di mistico. Il Black Mamba è praticamente un dio pagano negli Stati Uniti ed essendo il suo ultimo anno sul parquet, ogni avversaria lo sta omaggiando come è giusto che sia. Per ora non molte soddisfazioni in termini di prestazioni individuali (“solo” 17 punti circa a partita per lui che è il terzo miglior marcatore ogni epoca della NBA, nonché il migliore ancora in attività), né di squadra con i Lakers ultimi nella Western Conference. Ma come non metterlo tra i buoni per tutto quello che ha fatto nella sua quasi ventennale carriera.

3- Cleveland Cavs: La squadra dell’Ohio è sempre sul pezzo e nonostante il suo andamento non sia eccellente come quello dei Warriors (7 sconfitte), la sensazione è che quest’anno ad Est non ce ne sia per nessuno. Attenzione perché se la squadra di Cleveland dovesse arrivare ai playoffs senza essere falcidiata dagli infortuni, come successe lo scorso Giugno e quindi se LeBron avesse la possibilità di non doversi caricare tutta la squadra sulle spalle, potremmo vedere nuovamente una finale equilibrata.

4- Stephen Curry: Avere l’MVP in squadra equivale ad avere Higuain al fantacalcio, parti sempre con punti di vantaggio. La consapevolezza che questo giocatore ha dei suoi mezzi, dopo aver vinto l’anello lo rende ancora più devastante, la fisicità è diversa, lo stile di gioco anche, ma per personalità potrebbe prendere quel tassello che inevitabilmente verrà lasciato vuoto dopo che Kobe quest’estate appenderà le sue Adidas al chiodo.

5- San Antonio Spurs: Ogni anno parte la stessa litania, che afferma che questo è il loro ultimo anno perché vecchi e bolliti e puntualmente ogni stagione questi ragazzotti un pò attempati quando tornano sul parquet fanno vittime illustri, secondi ad Ovest dietro ai Golden State. Belinelli non c’è più, ma si è aggiunto Aldridge un leader a Portland dove la maggior parte dei compagni era da svezzare, che ora può permettersi di pensare solo a giocare ed a dominare l’area.

 

CATTIVI

1- Philadelphia 76’ers: Ok fare tanking (accettare di disputare una stagione disastrosa per puntare a prendere buoni giocatori al draft), ma qui si sta esagerando. Santa Claus non potrà non portare carbone ad una squadra che più che tale sembra un’armata Brancaleone. Il loro record è esattamente quello dei Warriors al contrario una vittoria (contro i Nets) e tutte le altre sconfitte, difficile se non impossibile fare di peggio.

2- Los Angeles Lakers: Carbone anche per loro, ormai sbeffeggiati dai rivali cittadini tifosi dei Clippers (e ce ne vuole), i giallo viola stanno disputando l’ennesima stagione deludente. Un peccato soprattutto perché sarebbe stato bello vedere Kobe un’ultima volta a giocarsi il titolo ai playoffs.

3- Washington Wizards: L’anno scorso la squadra della capitale arrivò fino alla semifinale di conference, ma oggi è sprofondata in classifica. Dodicesimo piazzamento ad Est e la sensazione che forse dar via un giocatore esperto e leader come Paul Pearce sia stato davvero un brutto errore.

4- Atlanta Hawks: Dove è andata a finire la squadra che la scorsa stagione terminava prima nella eastern conference? Il piazzamento è ancora da zona playoffs, ma la squadra di Mike Budenholzer non brilla più come una volta e difficilmente avrà quattro convocati per l’All Star Game come lo scorso anno.

5- Kevin McHale: Chiudiamo con un grande allenatore, che paga colpe forse non solo sue. Gli Houston Rockets non hanno mai fatto quel salto di qualità che sarebbe stato lecito aspettarsi e così l’ex Celtics è il primo allenatore esonerato della stagione 2015-2016. Avrà bisogno di molti auguri chi lo succederà perché lo spogliatoio dei texani è tutt’altro che un ambiente facile da gestire.

di Flavio Sarrocco

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