Champions League. Roma umiliata. Volano Barca e Bayern, Mou ci prova ancora

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gun__1381310671_uefa_champions_leagueNotte da incubo per la Roma, che nella quinta giornata di gare di Champions League si sgretola al Camp Nou davanti ai Campioni d’Europa, rimediando un tennistico 1-6 reso meno amaro solamente dal risultato che giunge da Borisov, dove BATE e Bayer fanno 1-1.

Privo di Salah, Gervinho e De Rossi Garcia è costretto a ridisegnare la Roma, schierando un tridente “finto” composto da Iago, Dzeko e Florenzi; dal canto suo, reduce dal 4-0 del Bernabeu, Luis Enrique getta subito nella mischia Leo Messi al rientro dall’infortunio. Nonostante le difficoltà  l’abbrivio dei giallorossi è incoraggiante, ma si rivela un fuoco di paglia; i catalani fanno subito loro sfera e possesso palla, sfiorando la rete 3 volte nel giro di 5 minuti vedendosi anche annullare il vantaggio di Messi per un fuorigioco piuttosto dubbio. Sugli sviluppi di corner Dzeko avrebbe una colossale occasione per portare in vantaggio i suoi ma non la sfrutta, e la Roma finisce per pagarne le conseguenze: in 3 minuti, tra il 15’ ed il 18’, la MSN fa letteralmente a fette la retroguardia giallorossa portandosi in un Amen sul 2-0 grazie ai sigilli di Suarez e Messi, che danno un indirizzo ben preciso alla gara.

La contesa, di fatto, è sentenziata dal gol del n.10 argentino, data l’incapacità della Roma di abbozzare una reazione e i ritmi non forsennati impressi alla gara dai catalani, che comunque fanno in tempo a trovare in chiusura di tempo il 3-0 con il meraviglioso destro al volo di Suarez.

Nella ripresa l’innesto di Iturbe per Nainggolan sembra poter dare nuovo brio alla Roma, , ma tra il 56’ e il 60’ Piquè ed ancora Messi scrivono il 5-0. Iturbe è l’unico tra i capitolini a creare qualche insidia, ma le pistole ad acqua dei giallorossi non reggono il confronto con le bocche da fuoco dei catalani; i locali anestetizzano nel finale il match con la solita percentuale marziana di possesso palla trovando l’unica nota stonata nel rigore fallito da Neymar al 77’, sulla cui ribattuta lesto arriva Adriano a fare 6-0.  Come il brasiliano, anche Dzeko si fa ipnotizzare dal dischetto 5 minuti più tardi, ma si toglie la (magra) soddisfazione di deviare in rete di testa l’ultimo pallone della contesa che pone fine all’agonia giallorossa.

Come l’anno scorso contro il Bayern Monaco la Roma esce con le ossa rotte dal confronto con una big Europea; a stupire è l’atteggiamento sin dall’inizio rassegnato dei giallorossi, che tra due settimane all’Olimpico si giocheranno tutto con il BATE.

La nota lieta, in una serata sportivamente tragica, giunge come detto in apertura da Borisov; il BATE, contro ogni pronostico in corsa per il passaggio del turno, trova contro i tedeschi il vantaggio lampo con Gordeychuk grazie alla papera di Leno; il Bayer latita per tutti i primi 45 minuti, ma si trasforma nella ripresa cingendo d’assedio la metà campo avversaria e trovando fortunasamente il pari con un tiro-cross al 68’ di Mehmeti. Le aspirine spingono alla ricerca del gol vittoria, ma finisce 1-1 in Bielorussia. Con il Barca a passeggio al comando con 13 punti, nell’ultima giornata Bayer-Barca e Roma-BATE decreteranno la seconda qualificata: alla Roma, a 5 punti come il Bayer, servirà perlomeno fare lo stesso risultato dei tedeschi, ma una doppia sconfitta di entrambe lancerebbe agli ottavi la sorprendente compagine bielorussa che attualmente chiude il gruppo a 4 punti

Come a Borisov, anche a San Pietroburgo si era scesi in campo già alle 18; lo Zenit, dominatore del girone a punteggio pieno, ha la meglio 2-0 sul Valencia. L’avvio incoraggiante del valenciani in terra russa è frustrato dal vantaggio dei locali siglato al 15’ da Shatov; il Valencia accusa il vantaggio russo e fatica ad imbastire una reazione degna di nota, mentre uno Zenit piuttosto tranquillo conduce in porto il vantaggio al riposo. Nella ripresa il Valencia trova il pari a metà frazione con Santi Mina, disilluso però dalla bandierina del guardalinee; gli ospiti spingono senza però trovare la rete, e ad un quarto d’ora dalla fine incassano il 2-0 di Dzyuba che finalizza una grande azione di Danny che è anche il risultato finale. Nell’altra gara del gruppo H colpaccio del Gent, che espugna la Gerland (alla sua ultima gara europea) imponendosi 2-1 grazie al gol di testa di Koulibay al 95’ che regala un successo clamoroso alla compagine belga, capace di ribaltare il vantaggio lampo dei transalpini siglato da Ferri grazie anche all’iniziale pari su punizione di Milicevic. Successo pesantissimo per il Gent, che come il BATE è inaspettatamente in lotta per una qualificazione che si giocherà tra 15 giorni a distanza con il Valencia: 7 i punti del Gent che ospiterà lo Zenit, 6 quelli del Valencia che al Mestalla riceverà il Lione. Zenit a punteggio pieno, Lione ultimo e fuori da tutto.

Primo e qualificato è anche il Bayern Monaco, che all’Allianz Arena diverte e si diverte come al solito; unici a non divertirsi i calciatori dell’Olympiacos, sconfitti 4-0 dalla banda Guardiola. Subito in vantaggio con Douglas Costa in avvio, i tedeschi chiudono una prima frazione senza storia grazie ai gol di Lewandowski e Mueller tra il 16’ ed il 20’. Unica nota stonata, in una serata senza troppi patemi, è il rosso inflitto dallo svedese Eriksson a Badstuber per fallo da ultimo uomo su Ideye lanciato in porta; anche in 10 il Bayern domina l’incontro, e trova con l’ex-juventino Coman il definitivo 4-0 al 70’. Vince anche l’Arsenal, chiamato ad una disperata rimonta dopo la partenza choc nel girone, che all’Emirates travolge la Dinamo Zagabria riscattando l’1-2 del Maximir: gara ipotecata già nel primo tempo per i Gunners, al riposo sul 2-0 grazie alle reti di Ozil e Sanchez a ridosso della mezz’ora. Non pervenuta la formazione croata, che al 69’ subisce il tris di Sanchez che la relega all’ultimo posto del girone. Girone F capeggiato dai tedeschi primi e chiuso dai croati a 3 punti, con Olympiacos ed Arsenal che tra due settimane si incroceranno al Pireo in un dentro o fuori infuocato; forte del 2-1 maturato a Londra, alla formazione greca basterebbe anche perdere 0-1.

Tra le sorprese di giornata il 2-0 esterno della Dinamo Kiev ad Oporto, che rende assai intricato il gruppo G: gli ucraini soffrono l’avvio determinato dei lusitani, ma tengono lo 0-0 e sul finire di primo tempo prima colpiscono un palo con Garmash, poi si guadagnano un penalty che Yarmolenko trasforma. Nella ripresa la Dinamo resiste agli assalti portoghesi, e trova a metà ripresa con Gonzalez il 2-0 finale che inguaia non poco il Porto; dando per assodata la vittoria della Dinamo in casa con il Maccabi tra due settimane, ai Dragoni servirà vincere lo scontro all’ultimo sangue in casa del Chelsea per eliminare i Blues e volare agli Ottavi. Clamoroso, se si pensa che al Porto bastava un pari per festeggiare la qualificazione anticipata. Senza problemi il Chelsea, che in Israele si impone 4-0 sul Maccabi fanalino di coda con i gol di Cahill, Willian, Oscar e Zouma. A 90 minuti dal termine Porto e Chelsea guidano a 10 punti, segue la Dinamo Kiev a 8 e chiude il Maccabi incapace sin qui di raccogliere punti.

La giornata di mercoledì propone sfide scottanti come quelle  tra Juve e Manchester City e quella United e PSV; si comincia a delineare il quadro delle Magnifiche 16 di questa edizione della Champions, che verrà ratificato agli albori di Dicembre.

Michael D’Costa 

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