Claudio Ranieri: il Leicester vola e lui gongola

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ranieriCon la tredicesima giornata di campionato (che verrà chiusa stasera dal match tra Crystal Palace e Sunderland), andata in archivio, si è completato un terzo della Premier League in corso; in un misto di sorpresa ed incredulità a primeggiare non è il Chelsea campione in carica o l’Arsenal di Wenger, ne tantomeno comandano i due Manchester. A guardare tutti dall’alto in basso, con pieno merito, è il Leicester City di Claudio Ranieri; incredibile ma vero però, l’avvio da sogno delle “Foxies” pone le sue basi nei postumi di un’orgia in terra thailandese.

Agonizzante in fondo alla classifica per lunghi tratti della stagione 2014-’15, il Leicester si conquista il diritto a disputare il successivo massimo campionato grazie ad un finale di stagione da urlo, che vede i ragazzi in maglia blu inanellare sette vittorie ed un pari negli ultimi nove incontri di campionato; artefice del miracolo sportivo è Nigel Pearson, già idolatrato dai tifosi per esser riuscito due stagioni fa a riportare le Foxies in Premier League a distanza di un oltre un decennio dall’ultima apparizione.

Per festeggiare un’insperata salvezza e favorire il brand development del Leicester in Asia, il thailandese Vichai Srivaddhanaprabha (proprietario del club dal 2010 e fondatore di King Power, principale catena di duty free thailandese) organizza con le migliori intenzioni un tournèe post-season nel suo Paese d’origine.

La tournèe del Leicester però sale alla ribalta delle cronache, più che per le prestazioni sul campo,  per un video pornografico nel quale tre calciatori (James Pearson, figlio dell’allenatore, Tom Hopper e Adam Smith) partecipano ad un’orgia con alcune ragazze del luogo non facendosi mancare una serie di epiteti razzisti rivolti verso le stesse; la dirigenza opta per il pugno di ferro licenziando i tre calciatori, e nonostante qualche settimana dopo la separazione da Nigel Pearson sia motivata ufficialmente con una “diversità di vedute societarie” i più maligni non faticano a trovare un nesso con il fattaccio thailandese.

Il club di Srivaddhanaprabha si trova dunque ai primi di Luglio senza allenatore; dovendo pianificare la stagione alle porte, come il pane servirebbe una guida tecnica esperta ed affidabile, tatticamente preparata e capace di cancellare il ricordo di Nigel Pearson. Il nome di Claudio Ranieri, alla luce degli elementi sopra esposti, lascia più di qualche perplessità tra i critici d’oltremanica; reduce dal clamoroso fallimento alla guida della Nazionale greca, l’allenatore testaccino si trova sin da subito a combattere le prime diffidenze.

Incurante del giudizio di stampa e tifosi Ranieri si rimbocca le maniche, sostenuto dall’ambiziosa proprietà asiatica che con un mercato oculato regala al nuovo tecnico durante la sessione estiva giocatori come Shinji Okazaki, Robert Huth e gli ex-italiani Inler e Benoualane; gli innesti dal mercato sono in linea con una stagione pianificata per una salvezza tranquilla, da centrare magari togliendosi qualche soddisfazione. Nel medio periodo però l’ambizione non manca alla proprietà thailandese, determinata a stabilizzarsi in Premier League prima di  puntare a qualcosa di più importante.

Le squadre che lottano per salvarsi, è noto, si rendono spesso protagoniste di partenze sprint, ma quella delle Foxies è di quelle da lasciare a bocca aperta: già all’esordio, bagnato con il 4-2 maturato ai danni del Sunderland, il Leicester sfoggia un calcio moderno che rappresenta il giusto mix tra solidità ed estetica. In un collettivo cementificato anche dagli ottimi risultati spiccano le due stelline delle squadra, l’algerino Riyad Mahrez ed il centravanti James Vardy: il primo è il classico funambolico “grimaldello” atto a scardinare le retroguardie avversarie a suon di dribbling ed intuizioni per i compagni, il secondo è il “working-class hero” che dopo valanghe di reti nell’inferno delle divisioni inferiori del calcio inglese raggiunge a 28 anni una gloria nella quale forse nemmeno lui stesso riponeva più particolari speranze. A Vardy e Mahrez si aggiungono Schmeichel Jr. in porta, Huth in difesa, Drinkwater e Okazaki da metà campo in su: solo alcuni dei nomi degli autori di questo inizio da favola per il Leicester, che dopo 13 giornate guarda la Premier dall’alto verso il basso grazie a 8 vittorie, 4 pareggi e l’unico k.o. giunto tra le mura amiche contro l’Arsenal in un pomeriggio decisamente storto (2-5).

L’ultimo fragoroso scalpo, quello del Newcastle schiantato 3-0 a domicilio, ha regalato la vetta in solitaria ai ragazzi di Ranieri; ulteriore riconoscimento del lavoro di tutta la squadra è il record personale di James Vardy,  che andando a segno anche a St. James Park eguaglia il record decennale di van Nistelrooy timbrando il cartellino per 10 gare consecutive.

Primo con merito in Premier League, è inaspettatamente impietoso al contrario il confronto tra il Leicester di Ranieri ed uno dei suoi più grandi detrattori, Josè Mourinho da Setubal; il portoghese, mai benevolo con l’allenatore testaccino, ha appena la metà dei 28 punti del romano, ed attraversa un momento decisamente poco felice alla guida del Chelsea Campione d’Inghilterra. Esplosivo mediaticamente come al solito, almeno per il momento lo Special One è costretto a subire la piccola rivincita di Ranieri, che gongola coccolandosi lo splendido giocattolino italo-thailandese mentre sulle spalle del portoghese pesano le voci sempre più insistenti di esonero.

Sabato prossimo al King Power Stadium la sfida tra Leicester e Manchester United vedrà confrontarsi le prime due della classe; forse il Leicester non lotterà per il titolo fino a fine campionato, ma van Gaal e co. sanno benissimo di doversi guardare dalle “volpi” in maglia blu e, con ancora più cautela, dalla vecchia volpe made in Italy che il Leicester lo guida dalla panchina. Comunque vada, probabilmente, per il Leicester sarà un successo; magari, stavolta, da festeggiare con più sobrietà rispetto all’ultima salvezza.

Michael Anthony D’Costa

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