Crimson Peak: Fantasmi, amore e castelli dannati nel film di Guillermo del Toro

Mettiamola così, non è un capolavoro. Ma si fa guardare senza noia, sbadigli o controlli d’orologio. Quindi i soldi spesi per il biglietto d’entrata li vale tutti, magari se si va di mercoledì ancora meglio.

Due ore di puro feuilleton, ma estrapolate solo il senso positivo del termine: Crimson Peak è una narrazione a tinte forti, fitta di vicende, personaggi e colpi di scena. Perfetto sotto Halloween, per chi non ama l’horror hardcore e le sue declinazioni splatter e/o satanico-paranormali, ma gradisce le atmosfere alla Edgar Allan Poe, l’intrigo, un po’ di suspance e qualche fantasma.

Ecco, magari quelli risultano un po’ ingenui, così come la sceneggiatura. L’intreccio prevedibile e poco singolare rassicura le aspettative di chi guarda, il ritmo, le atmosfere, le ambientazioni, le musiche e la fotografia, fanno dimenticare il poco sforzo di scrittura.

Quanto alla recitazione, risulta perfettamente in linea con il giudizio generale e con il tono della narrazione, nessuno prenderà un Oscar probabilmente, ma ogni tanto si può andare al cinema anche senza aspettarsi le evoluzioni di macchina di Sorrentino, per fortuna.

Una perfetta favola light horror, in pieno stile Del Toro. Guillermo, non Benicio. Lo stesso di Mimic (1997), La spina del diavolo (2001), Blade II (2002), Hellboy (2004), Il labirinto del fauno (2006) e Pacific Rim (2013), che in attesa di realizzare il sogno di mettere su pellicola una nuova versione del Frankenstein di Mary Shelley (progetto annunciato ma poi annullato), Del Toro ha fatto sue le glaciali e solitarie lande di Cime Tempestose per posarci le fondamenta del maniero del picco cremisi.

Mia Wasikowska, ex-Alice burtoniana e Tom Hiddleston, il Loki della Marvel Cinematic Universe, danno vita alla moderna e intraprendente Edith Cushing e al tormentato e affascinante Sir Thomas Sharpe, che sottrae Edith dalla sua casa paterna, dal suo lavoro di scrittrice e dall’amore di suo padre, sposandola e portandola a vivere nel suo castello in Inghilterra, in cui condividerà lunghe e fredde giornate con la perfida sorella di Sir Sharpe, Lucille, custode insieme al fratello di un terribile segreto che scuote la magione fin dalle fondamenta e interpretata in maniera vibrante, forse troppo, da Jessica Chastain, che colleziona importanti ruoli uno dopo l’altro. Per citare i più recenti, le sue interpretazioni in Interstellar (Christopher Nolan, 2014) e The Martian (Ridley Scott, 2015).

Il film, negli Stati Uniti, è stato vietato ai minori di 17 anni non accompagnati da adulti, restrizione spiegata a causa della presenza di “violenza sanguinosa, contenuti sessuali e linguaggio scurrile”, mentre in Italia il divieto si è abbassato ai minori di 14 anni.

Sacrosanto il veto di visione ai bambini, ma dopo aver visto il film le motivazioni addotte dalla censura americana fanno decisamente sorridere.

(di Azzurra Petrungaro)

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