Apple dovrà pagare 243 milioni per uso illegale di un brevetto

appleSabato 17 ottobre, una giuria statunitense ha decretato che la Apple dovrà pagare più di 234 milioni di dollari all’Università del Wisconsin- Madison e al suo ufficio brevetti. Il gigante della tecnologia era stato denunciato a gennaio 2014 per il supposto uso di alcuni tipi di microchip coperti da brevetto in alcuni devices, principalmente iPhones e Ipad. La sentenza di colpevolezza è arrivata martedì 13.

La Warf (Wisconsin Alumni Research Foundation) aveva richiesto circa 400 milioni per rimborso dei danni, dopo che la Apple aveva usato parti delle sue tecnologie per migliore le performance dei loro processori. Era stato valutato che il massimo del rimborso possibile che la giuria avrebbe potuto decretare sarebbe stato di circa 800 milioni di danni. A luglio il patrimonio della Apple era stato stimato essere di circa 200 miliardi. Giovedì, però, la giuria ha decretato che l’infrangimento del brevetto non era stato intenzionale, decurtando quindi il tetto massimo del rimborso da pagare.

Il verdetto è arrivato dopo tre ore e mezza di delibera della giuria, press il tribunale federale di Madison, nel Wisconsin. Il brevetto violato risale al 1998, ed è stato sviluppato dal professor Gurindar Sohi e tre dei suoi studenti. Le porzioni del circuito insite nei chip, sarebbero state usate in diverse versioni dell’iphone, 5s, 6 e 6plus, principalmente vendute all’estero e non negli Stati Uniti.

La difesa della Apple era stata incentrata su un caso precedente, che vedeva coinvolta la Warf con Intel Corpafter; per lo steso tipo di brevetto, nel 2008, l’associazione di ricerca universitaria aveva raggiunto un accordo di 111 milioni di dollari. Altra linea di difesa è stata la quota spettante alla Warf per device: l’università aveva dichiarato fosse di 2 dollari, mentre la Apple stimava fosse di soli 7 centesimi.

A parte l’aver comunicato l’intenzione di ricorrere in appello, la Apple non ha voluto rilasciare altre dichiarazioni. La Warf invece ha comunicato che i soldi ricavati dalla causa verranno reinvestiti nella distribuzione di borse di studio e di ricerca. Il mese scorso l’università ha sporto un’altra denuncia contro la Apple per indagare sull’utilizzo di altre loro tecnologie nei loro ultimi devices, nello specifico i chip A6 e A8, utilizzati negli iPad Pro e iPhone 6 plus.

Non è la prima volta che la Apple si trova in tribunale per questioni di brevetti: precedentemente nella parte di accusatore, l’azienda aveva già avuto trascorsi con la Samsung, sua diretta rivale nel mercato degli smartphone.

(di Francesca Parlati)

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