Eurobasket 2015. La Spagna Campione nonostante tutto

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pau gasolPer la prima volta, dopo un decennio di dominio europeo, gli iberici si presentavano ai blocchi di partenza di EuroBasket non come la principale squadra da battere per molteplici motivi. Primo su tutti l’assenza di molte star NBA che negli ultimi anni avevano contribuito a portare la Spagna a medaglia in tutte le competizioni, stiamo parlando di cestisti come Marc Gasol, Rubio, Calderon, Navarro e Ibaka, anche se per quest’ultimo, il discorso è stato diverso in quanto frutto di un ballottaggio per il posto di giocatore “passaportato” con Mirotic. Queste defezioni sono state dovute in parte per rinuncia degli stessi giocatori, ma soprattutto perché la nazionale spagnola è in una fase di transizione generazionale, c’è bisogno di giocatori giovani a cui far fare esperienza in modo di essere pronti quando tutta la generazione d’oro andrà in pensione, quindi spazio all’ala NBA Mirotic, al centro neo Real Madrid Hernangomez e al play Vives. Per questo la Spagna era considerata un gradino più in basso rispetto alla Francia, campione alla precedente edizione di EuroBasket e padrona di casa.

In più va considerato che la Spagna ha mancato l’oro agli europei del 2013, arrivando all’ultimo posto del podio, e ai mondiali del 2014 giocati in casa sono usciti nei quarti di finale contro la Francia. Dopo il biennio disastroso della gestione Ortega, la Spagna necessitava di un cambio della guida tecnica e fu richiamato lo stesso coach che dal 2009 al 2012 aveva conquistato un argento olimpico e due ori agli europei, ovvero l’italiano Sergio Scariolo, non molto apprezzato con l’Olimpia Milano e che dal 1997 è presenza gradita nella penisola iberica.

Tolti gli aspetti negativi, la Spagna è una nazionale forte e candidata per un posto nel podio, in rosa presenta molti giocatori vincenti, a partire da Sergio “Chacho” Rodriguez, Rudy Fernandez, Llull e Reyes che quest’anno con il Real Madrid hanno praticamente vinto tutto:  Supercoppa di Spagna, Copa del Rey, Liga ACB e Eurolega. In più se a questi giocatori aggiungi talenti come Claver, l’NBA Mirotic ed l’intramontabile Pau Gasol, la Roja ha sette ottimi giocatori da far ruotare insieme ad un buona panchina.

Il cammino in questo europeo non è stato facile. Il girone di qualificazione è il B che si giocava a Berlino, ovvero quello di ferro con Serbia, Italia, Turchia, Germania e la cenerentola Islanda. Nella prima partita fatale fu l’ultimo quarto contro la Serbia che vinse 80 a 70, contro la Turchia, la Spagna chiuse la partita già nel secondo quarto con il punteggio finale di 104 a 77, nel terzo turno si arrese di fronte le percentuali realizzative irreali dell’Italia, in particolare del tiro da tre di Belinelli che chiuse con 7 triple a bersaglio su 9 tentativi,  perdendo 105 a 98. In seguito stravinse con l’Islanda (99 a 73) e si trovò ad affrontare la Germania in uno scontro decisivo per il passaggio del turno che vinse di un solo punto complice il tiro libero sbagliato da Schroeder a tempo quasi scaduto.

La Spagna agli ottavi di finale si presentava con molto scetticismo intorno a sé, gli iberici in difesa subivano troppi punti ed in attacco si affidavano troppo a Pau Gasol, top scorer in ogni partita. In realtà il girone di ferro per la Spagna si rivelerà essere una buona palestra, dove poter imparare dai propri errori e poter essere pronti ad affrontare squadre di alto livello ai turni ad eliminazione diretta.

A Lille è stata tutta un’altra musica, negli ottavi di finali la Spagna liquidò nell’ultimo quarto la Polonia con un parziale di 25 a 10 con miglior marcatore, non a caso, Gasol con 30 punti. La partita della maturità fu quella contro la Grecia che si presentò in ottima forma e che con buone prestazioni aveva vinto il girone C, la partita è stata giocata punto a punto e nell’ultimo quarto l’NBA Antetokoumpo, autore di una gran prova con una doppia-doppia di 12 punti e 17 rimbalzi, non riuscì ad evitare la sconfitta di soli due punti, pur avendo tra le mani il tiro della disperazione all’ultimo secondo da dietro la metà campo.

La semifinale è stata contro la favorita del torneo e padrona di casa, ovvero la Francia del fuoriclasse Tony Parker. La partita è stata l’ennesima prova di forza fisica e mentale della Spagna, che giocò il terzo ed ultimo quarto praticamente solo sull’asse play-pivot Rodriguez-Gasol, con Pau autore di una prova da guinness dei primati con 40 punti su 80 totali della squadra. Il finale di partita è stata un thriller con la Spagna riacciuffata agli ultimi secondi da una tripla dall’angolo di Batum. Gli iberici sono riusciti però a spuntarla ai tempi supplementari con tre schiacciate finali di Gasol per un risultato finale di 80 a 75. La finale è stato un monologo dei giocatori di Scariolo che dominarono la Lituania fin dall’inizio e terminarono la spedizione con un 80 a 63, con la Spagna già in fuga dal primo quarto con il parziale di 19 a 8. Il marcatore di serata è stato ancora lui, Pau Gasol con 25 punti conditi da 12 rimbalzi.

La Spagna in questo EuroBasket 2015 ha avuto due vite. Prima è stata ad un passo dal baratro rischiando di uscire subito ai gironi nell’ultimo quarto contro la Germania. Poi è risorta vincendo i quarti di finale e le semifinali grazie alla forza mentale dei suoi giocatori più vincenti. La finale è stata una formalità di fronte ad una squadra che aveva già dato tutto e vinto il suo europeo come la Lituania.

Anche cambiando l’ordine dei fattori l’equazione è sempre la stessa: Gasol è la Spagna/la Spagna è Gasol. A Pau è stato conferito il titolo di MVP della manifestazione, premio confermato dalle statistiche, l’iberico è primo nella classifica dei marcatori e degli stoppatori, inoltre lo spagnolo è nella top 5 per rimbalzi presi, per le percentuali realizzative dal campo e per doppie-doppie realizzate.  Gasol è stato dominante dalla prima all’ultima partita del torneo, trascinando la Spagna al suo terzo oro europeo in quattro edizioni consecutive.

di Simone Sarrocco 

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