Champions League. Florenzi d’oro blocca il Barca. Ok il Leverkusen, cade l’Arsenal

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championsleague-11Va in archivio con le gare giocate ieri il Match-day 1 di Champions League, che a conti fatti promuove a pieni voti le prime due forze del campionato italiano, Juventus e Roma. Dopo il blitz biancononero in casa del City anche la Roma parte con il piede giusto, fermando sul pari all’Olimpico i Campioni d’Europa del Barcellona guidati dall’ex di turno Luis Enrique.

Garcia dimostra di aver preso utili appunti dalla rovinosa disfatta con il Bayern Monaco della stagione passata, e presenta una Roma accorta e concentrata: il Barcellona tiene a lungo il pallone faticando a valicare la falange giallorossa, che al contrario con Salah e Dzeko spaventa in un paio di circostanze i blau-grana. Il piano dei capitolini sembra andare all’aria al 21’, quando Mathieu riesce a scoperchiare la retroguardia giallorossa mandando Rakitic sul fondo e il biondo centrocampista trova sul secondo palo la testa di Suarez (in leggero fuorigioco) a insaccare il vantaggio.

Lo stesso Suarez reclama pochi minuti dopo un penalty, ma assieme a tutto il Barca l’uruguagio è costretto ad assistere probabilmente al gol più bello di questa edizione della Champions: lanciato ad ampie falcate lungo la fascia destra Florenzi si accorge di non avere compagni da servire e, superata la metà campo, dopo aver dato un’occhiata a Ter Stegen ha la folle idea di provare un pallonetto che dopo alcuni interminabili secondi da un bacio al palo e termina in rete mandando in estasi l’Olimpico.Nel secondo tempo il Barca prova a far sua l’intera posta in palio, ma la Roma serra i ranghi e, con un pizzico di fortuna, riesce a strappare agli alieni catalani un 1-1 pesantissimo per morale e classifica.

Spettatore interessato della sfida dell’Olimpico, il Bayer Leverkusen strapazza senza problemi il BATE Borisov imponendosi per 4-1 trascinato dal solito Calhanoglu autore di due reti, che unite ai sigilli di Mehmedi e del Chicharito Hernandez vanificano il momentaneo pari di Milunovic. Bayer primo capolista del gruppo E, ma atteso tra due settimane dalla trasferta al Camp Nou.

L’altra grande sorpresa di giornata arriva dal gruppo F, dove l’Arsenal cade 1-2 al Maximir di Zagabria: dopo un legno centrato dai londinesi i Gunners subiscono l’espulsione di Giroud e l’autogol di Chamberlain che lancia i croati, bravi a contenere gli ospiti ed a trovare l’incredibile 2-0 al 60’ con Fernandes. Walcott prova a svegliare i suoi a dieci dalla fine, ma la Dinamo resiste e costringe i ragazzi di Wenger ad un’inattesa falsa partenza che, unita ai k.o. dei due Manchester, alimenta le riflessioni sul presunto declino della Premier League. Non stecca il Bayern di Guardiola, che al Pireo passa nella ripresa grazie al tiro cross di Muller, e dilaga nel finale con i gol di Gotze ed ancora Muller che scrivono il 3-0 finale a domicilio sull’Olympiacos.

Piuttosto nervoso in conferenza stampa, Josè Mourinho vede le streghe quando al 5’ del primo tempo Hazard spara alle stelle il penalty dell’1-0 immediato sul Maccabi. L’ansia dello Special One dura poco, perchè i blues hanno fame di riscatto, e demoliscono ugualmente i malcapitati israeliani con le reti di Willian, Oscar su rigore, Diego Costa e Fabregas centrando la seconda vittoria stagionale. Nell’altra gara del girone G il Porto rimonta il vantaggio della Dinamo Kiev firmato Gusev con la doppietta di Aboubakar, ma la retroguardia lusitana va negli spogliatoi con troppo anticipo e permette a Buyalski di siglare il 2-2 finale al minuto 89.

Nel girone H lo Zenit San Pietroburgo espugna il Mestalla trascinato da un Hulk in formato super-eroe, che con due gol in 45 minuti sembra chiudere la contesa: nella ripresa però è il Valencia a diventare verde, e a rimettere le cose apposto con le prime gioie in Champions di  Cancelo e Andrè Gomes. A quel punto l’inerzia è per gli spagnoli, ma i russi trovano il colpo di coda decisivo e siglano il blitz al 76’ con la rasoiata di Witsel che fa ridere Villas Boas. Il Lione, orfano di Fekir, non approfitta dello scontro diretto di Valencia e si fa bloccare sul pari in Belgio dal Gent; in superiorità numerica dal 41’ i francesi passano nella ripresa con Jallet, ma il Gent trova la forza di ribellarsi al risultato andando in gol con Milicevic. A tre minuti dalla fine il rosso a Foket riduce il Gent in 9, ed il conseguente penalty sembra chiudere la partita; a esser chiusa però è solo la porta di Sels, che si oppone a Lacazette e frustra le ambizioni di vittoria del Lione regalando a compagni, tifosi ed a lui stesso, un esordio in Champions da ricordare.

La prima due-giorni di Champions si chiude con 48 reti messe a segno e mille emozioni che solo il fascino della principale competizione europea per club sa regalare;  le protagoniste, a questo punto, si rituffano in campionato, ma la mente già viaggia ad una seconda giornata di gare che si spera entusiasmante come la prima.

di Michael Anthony D’Costa

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