Ansa: 70 anni tra informazione e scioperi d’oggi

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Dalle ceneri della seconda guerra mondiale, nasceva l’Ansa. Prima agenzia di informazione in Italia e quinta nel mondo per importanza. 1945 – 2015. Ben 70 anni sono già passati. Ben 70 le candeline che spegne quest’anno. Un importante anniversario. Funestato, purtroppo, dagli eventi. Sembra, infatti, quasi un macabro scherzo del destino che questo tondo compleanno cada proprio in un momento così difficile di tagli, esuberi e, quindi, scioperi, per i suoi giornalisti, la sua vera anima.

Così mentre a Roma si manifesta per dire “no” alla pesante ristrutturazione aziendale proposta, a Bologna, è stato presentato il volume “Casa Ansa – Da settant’anni il diario del Paese”. Lo sforzo editoriale che Carlo Gambalonga, ex vicedirettore vicario dell’Ansa, ha redatto per raccontarne la storia e le vicende. Che così strettamente e inevitabilmente si sono legate e si legano con le sorti del nostro Paese. Come ha, infatti, sottolineato lo stesso Gambalonga: “il mio è un libro di uno innamorato e orgoglioso dell’Ansa, di aver preso parte alla vita di quello che è il megafono della nostra storia: abbiamo raccontato la storia d’Italia”. Tra l’altro, con questo incontro, si è anche voluto festeggiare un altro anniversario. Che cade proprio in questo mese di luglio, per la precisione il 17. Quello dell’apertura della sede redazionale Emiliana-Marchigiana dell’Ansa. Proprio nella città di Bologna.

Veramente, tanti gli intervenuti nella prestigiosa aula Giorgio Prodi dell’Università di Bologna. Il padrone di casa, il Rettore Dionigi, non ha perso l’occasione. E non ha fatto mancare il suo forte commento di riferimento all’attualità. “Non posso sottacere che questo compleanno cade in una circostanza in cui il cielo è offuscato anche per voi. Col paradosso che contribuite a far lavorare di più e voi dovete tagliare. Un paradosso che deve far riflettere tutti. Contribuite a dare più lavoro agli altri sull’online e sulle testate. E voi dovete tagliare. C’è qualcosa che non torna”.

Mentre Giulio Anselmi, Presidente Ansa, ha preferito glissare e concentrarsi, da una parte, sull’importanza dell’Ansa come spina dorsale dell’attendibilità e credibilità dell’informazione italiana  e, dall’altra, sulle figure di due grandi giornalisti quali Gaetano Fusaroli, primo responsabile della sede Ansa dell’Emilia-Romagna e delle Marche, “una persona di grande cultura e intelligenza. Uno dei primi giornalisti italiani completi” e Paolo Castelli, anche lui responsabile, per 16 anni, della sede regionale dell’agenzia, scomparso nel luglio dello scorso anno.

Dal canto suo, Luigi Contu, direttore responsabile, ha cercato di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, elogiando l’Ansa come “un patrimonio del Paese. Una rete che parte dal territorio e arriva al mondo. Che dà voce a tante realtà”. Ma allo stesso ha tenuto a sottolineare la complessità del momento. “Dobbiamo andare avanti e interrogarci su cosa può essere ancora di più l’Ansa. Bisogna porsi un tema di informazione. Il costo dell’informazione deve essere un tema che prende tutti noi. Anche i giovani che non hanno questa idea in testa. Perché bisogna dire ai ragazzi che una notizia su Facebook è una notizia. Ma costa comunque”.

(di Eloisa De Felice)

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