NCAA, March Madness. L’America si ferma: siamo alle Final Four

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Final FourLe March Madness sono quasi arrivate al loro compimento. Ma cosa sono le follie di marzo? In America come molti amanti del paese a stelle e strisce sanno, lo sport viene praticato nelle scuole. Le università poi forniscono borse di studio, particolarmente ricche a ragazzi meritevoli. Per molti americani quindi eccellere in uno sport già in tenera età è l’unica carta da giocarsi per permettersi una vita migliore, poiché le rette universitarie sono possibili da coprire interamente solo da chi appartiene a ceti molto agiati.

Un sistema scolastico concepito in questo modo è totalmente diverso quindi da quello del vecchio continente, dove lo sport in molti stati, tra cui l’Italia è stato fatto uscire prepotentemente dalle scuole, dopo un passato in cui fu usato a scopi propagandistici. Oggi relegato a materia da due ore settimanali e con un importanza veramente residuale, tanto che in alcuni casi ci sono state proposte per l’abolizione dell’educazione fisica nelle scuole. In America c’è un forte incentivo monetario per le scuole che eccellono nello sport, inoltre con il sistema del draft per l’ingresso nel professionismo, non esistono campionati giovanili con le versioni young delle franchige. Per quanto riguarda la pallacanestro, il rapporto NBA-università è molto stretto, dagli atenei americani infatti proviene la quasi totalità dei giocatori NBA, se si escludono alcune scelte di foreign player (i non americani) e quei pochi giocatori che hanno fatto il salto dalla high school al professionismo (LeBron James ad esempio), nel torneo universitario si formano i campioni del futuro e nascono amicizie e rivalità che poi continuano in NBA. L’attenzione è tale che per le finali NCAA (National College Athletic Association) anche il campionato professionistico cerca di ridurre il numero di partite, per permettere agli americani di seguire le dirette della CBS, il sentimento di appartenenza per gli statunitensi in alcuni casi è molto più forte che per le partite della NBA, se infatti nel massimo campionato professionistico americano sono presenti 30 squadre in rappresentanza di 28 città (ci sono due derby a New York ed a Los Angeles), al campionato NCAA partecipano tutte le università americane, per cui chi non è andato all’università solitamente tifa l’ateneo della propria città e chi è andato al college per l’ateneo dove ha studiato.

Le regole non sono le stesse della NBA, i secondi per compiere un’azione offensiva salgono da 24 a 35 ed i tempi di gioco invece di essere quattro da 12 minuti, sono due da 20 minuti. Inoltre il gioco è molto duro e si privilegia l’atteggiamento difensivo, come spesso avviene in Europa. L’affetto intorno ai giocatori inoltre è molto forte e fin da giovani i futuri atleti professionisti provano cosa vuol dire sentire un arena cantare il proprio nome o essere fischiati. Al tabellone finale accedono 68 squadre, le università si affiliano a delle conference, più o meno per vicinanza geografica, 32 sono i campionati riconosciuti dalla NCAA. Le 32 vincitrici di questi tornei sono qualificate di diritto al tabellone finale NCAA, denominato March Madness, perché disputato nel periodo di Marzo.

Le altre 36 squadre a qualificarsi sono decise da una commissione di esperti, che valutano alcuni fattori, come: numero di vittorie, qualità degli avversari battuti ed altre statistiche. Le magnifiche 68 poi vengono divise in quattro regioni: West Region, Midwest Region, East Region e South Region. Quest anno le partite della Midwest Region sono state disputate a Cleveland, alla Quicken Loans Arena (il palazzetto dei Cleveland Cavaliers). Quelle della West Region allo Staples Centre di Los Angeles (casa dei Los Angeles Lakers e dei Los Angeles Clippers). Per la East Region è stata scelta come location Syracuse, città all’interno dello stato di New York ed infine per la South Region le partite sono state giocate all’NRG Stadium di Houston in Texas, struttura famosa soprattutto per essere l’arena degli Houston Texas, la squadra di football americano della città sede della NASA. Come sempre a partecipare a questo campionato con atleti incredibili sono arrivati sia atenei semisconosciuti, che le università che hanno costruito la loro fama sullo sport. Per esempio c’erano ben tre debuttanti: North Florida, Buffalo ed University of California Irvine. In realtà non c’è stato un gran ricambio se si pensa che 38 delle partecipanti furono protagoniste anche la scorsa stagione. Tra le università con maggiori partecipazioni alle fasi finali di questo evento e che hanno giocato anche questa edizione, per distacco la dominatrice è Kentucky, con le sue 54 apparizioni, seguita dalle 46 di North Carolina (ex scuola di Michael Jordan), dalle 45 di UCLA (University of California os Angeles) e dalle 44 di Kansas. Particolare la scelta di non concedere a UConn (University of Conneticut) la wild card, impedendo così ai campioni in carica, che lo scorso anno in questo modo entrarono nel tabellone delle finali, di difendere il titolo. Le 68 università inoltre provengono da 34 diversi stati, quella che si presentava con il record migliore è Kentucky, i vice campioni della scorsa stagione si sono qualificati vincendo la South Eastern Conference senza mai perdere, con una striscia aperta di 34 vittorie. Lo stato con più qualificate erano il Texas e l’Indiana, futura sede delle Final Four, con cinque atenei, Baylor, Southern Methodist, Stephen F. Austin, Texas e Texas Southern per il Texas e Butler, Indiana, Notre Dame, Purdue e Valparaiso per l’Indiana.

KentuckyMidwest Regional – Posizionati nella Midwest Region i Wildcats Kentucky sono considerati la vera favorita al titolo, per i siti più accreditati, ben sette degli atleti guidati da coach Calipari dovrebbero essere tra i 60 scelti al draft del prossimo Giugno. Il freshman Karl Anthony Towns in particolare tra gli esperti è previsto come seconda scelta assoluta, dietro solo a Jahlil Okafor di Duke, ma attenzione l’esito del March Madness potrebbe lanciare il wildcat definitivamente nella prima posizione, importante anche perché molto probabilmente città da progetti impegnativi di ricostruzione come New York sponda Knicks e Los Angeles sponda Lakers dovrebbero essere tra le prime a scegliere. Assieme a Towns dovrebbero essere tra i primi dieci ad essere scelti anche: Trey Lyles, anche lui al primo anno universitario e Willie Cauley-Stein al terzo. Completano l’elenco dei probabili futuri NBA Devin Booker (quotato tra i primi venti ad essere selezionati) e Dakari Johnson con Alex Poythress e Andrew Harrison, per loro tre invece si prevede una chiamata al secondo giro. Alle trentaquattro vittorie in stagione Kentucky ha aggiunto gli ottavi contro Hampton battendola 79-56, i quarti contro Cincinnati 64-51 , la semifinale contro West Virginia con un roboante 78-39 doppiando quindi gli avversari, ma ha dovuto sudare le proverbiali sette camice in finale di region contro Notre Dame, gli Irish sono stati avanti per buona parte del match guidati da uno straripante Jerian Grant, che però all’ultimo secondo ha sbagliato il tiro della vittoria, anche per lui secondo i massimi esperti di previsioni del draft, la prossima stagione dovrebbe arrivare la chiamata della NBA ed il giocatore di Notre Dame dovrebbe essere tra i primi quindici selezionati. Volati così in finale i Kentucky Wildcats, senza mai perdere, non possono non essere considerati i favoriti alla vittoria finale. Nelle semifinali delle Final Four il prossimo Sabato se la vedranno con i Wisconsin Badgers.

WisconsinWest Regional –  Anche nella West Regional poche sorprese. La testa di serie numero 1 è andata a Wisconsin, che in stagione prima delle finali NCAA aveva un record di 31-3 perse, esattamente come Arizona in questa Region. Che però ha avuto la testa di serie numero 2. E la finale è stata effettivamente quella annunciata, tra le due università con il record migliore. In precedenza entrambe le squadre hanno eliminato avversari di fama, come North Carolina per i Badgers e Ohio State per i Wildcats. In finale si sono trovati di fronte altri cinque giocatori che dovrebbero far parte delle scelte al draft la prossima stagione, due di Wisconsin e tre per Arizona. Per la testa di serie numero 1 in questa region: Frank Kamisky (previsto tra i primi 20) nonostante sia arrivato al quarto ed ultimo anno universitario senza essersi mai dichiarato e Sam Dekker che invece è al suo primo anno al college. Per Arizona invece il talento più cristallino era Stanley Johnson, per lui è probabile una chiamata tra i primi dieci al draft, Rondae Hollis-Jefferson e Brandon Ashely, che invece sono invece al confine tra la chiamata al primo o secondo giro. Per la cronaca la finale, come anticipato è andata ai Wisconsin Badgers per 85-78, ora arriva il difficile però per loro. La semifinale di Final Four infatti è contro Kentucky, il cliente più difficile possibile, ma ormai sono rimaste solo le migliori ed i Badgers potranno giocare con meno pressione degli avversari.

Michigan StateEast Regional – Questa parte del tabellone è quella che è stata più imprevedibile. Alla finale sono arrivate la testa di serie numero 4 Louisville e numero 7 Michigan State. Entrambe sono approdate al March Madness tramite una wild card. Ma mentre le tre favorite Villanova, Virginia e Oklahoma si facevano eliminare, gli ultimi proprio da Michigan State. Queste due università conquistavano un turno alla volta la possibilità di giocarsi le Final Four. Da una parte, per i Cardinals le stelle più luminose erano quelle di Montrezl Harrell e Terry Rozier, entrambi con possibilità di entrare nelle prime 20 scelte al draft. Dall’altra parte gli unici giocatori che gli esperti accreditano per un futuro da professionista nella prossima stagione sono Branden Dawson e Travis Trice, ma con scelte al secondo giro di chiamata. Questa finale è stata la più equilibrata, dopo 40 minuti le squadre erano 65 pari. Poi incredibilmente, Michigan State, la testa di serie numero 7 della East Regional e 25 di tutto il tabellone tennistico della NCAA si porta avanti e non viene più recuperata, termina 76-70 per gli Spartans, guidati proprio da Trice, chissà magari questa prestazione potrà aiutarlo ad avere una chiamata superiore alla 48 su 60 ora prevista. Dall’altra parte commovente la prestazione di Wayne Blackshear,  autore di 28 punti alla sua ultima partita con l’università Loisville perché al suo anno da senior (l’ultimo accademico in America), per lui teoricamente non ci dovrebbero essere speranze in NBA, ma potrebbe tornare utile in Europa a svariate squadre. Per Michigan State alle Final Four vale il ragionamento fatto per Wisconsin sicuramente scenderanno in campo senza pressione e con la voglia di stupire ancora.

DukeSouth Regional – L’unica squadra sulla carta in grado di impensierire gli strafavoriti di Kentucky viene dalla South Region. La testa di serie numero 1 in questa parte del tabellone si è qualificata grazi ad una wild card. Duke University infatti nella Atlantic Coast Conference era arrivata dietro a Notre Dame, la finalista della Midwest Region proprio contro Kentucky. Nonostante non abbia vinto la sua conference Duke va annoverata tra le più solide squadre. L’allenatore Mike Krzyzewski (per tutti coach K) è la guida migliore del college basket da anni, non solo lavora con i Blue Devils, ma è anche l’allenatore della nazionale americana di basket, in carriera ha vinto per 4 volte con Duke la NCAA e con il Dreat Team due Olimpiadi, nel 2008 e nel 2012 e due mondiali nel 2010 e 2014. Oltre a coach K va ricordato come in questo roster il centro titolare sia Jahlil Okafor, ovvero colui che per gli esperti verrà scelto per primo al prossimo draft, il migliore giovane di tutto il mondo quest anno se dovesse essere rispettata la previsione. Accanto a lui sogna l’NBA e ci approderà anche Justise Winslow, anche per lui le previsioni sono ottime, in questo momento sarebbe la quinta scelta secondo i siti specializzati ed infine Tyus Jones al primo anno come gli altri due e con un futuro prossimo nella lega professionistica americana grazie al prossimo draft. Duke ha battuto Robert Morris 85-56, poi San Diego State 68-49, Utah 63-57 ed in finale di region ha trovato la testa di serie numero 2 Gonzaga. Sconfitta però 66-52. L’obiettivo minimo a questo punto è battere Michigan State e giocarsi la vittoria finale con Kentucky. Curioso il fatto che si sia mantenuta la maledizione della testa di serie numero 1 per Gonzaga, i Bulldogs alla diciottesima partecipazione al torneo finale NCAA non hanno mai battuto la squadra con il ranking più alto della region.

Appuntamento la prossima settimana con le Final Four ad Indianapolis, in concomitanza con la Pasqua l’America potrà fermarsi davanti alla TV e vedere i migliori prospetti futuri duellare per il titolo NCAA.

di Francesco De Felice

Fonte foto:

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