Formula 1. Troppi misteri intorno all’incidente di Alonso. Perchè?

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Fernando Alonso
Fernando Alonso

Nella Formula 1 i silenzi viaggiano forse anche più veloci delle macchine che la compongono. Sono passati ormai cinque mesi dal drammatico e sfortunato incidente che ha mandato in coma Jules Bianchi, e ancora ci si è capito poco; ora lo strano schianto di Fernando Alonso (fortunatamente con poche conseguenze) di cui ci si è capito ancora meno, anche perché nessuno parla.

Il mondiale di Formula 1 2015 inizia domenica in Australia, ma senza uno dei protagonisti più attesi, Fernando Alonso, passato in inverno dalla Ferrari alla McLaren. I medici lo hanno fermato per 20 giorni dopo l’incidente occorsogli a Barcellona durante i test pre campionato; lo spagnolo campione del mondo 2005 e 2006 guarderà così dal divano di casa il via della nuova stagione, tenendo d’occhio le due McLaren che saranno guidate da Jenson Button e dal collaudatore Kevin Magnussen. Alonso ha sbattuto contro le barriere di protezione del circuito spagnolo apparentemente senza motivo, nel senso che cedimenti alla macchina non se ne sono visti, errori da parte sua nell’impostazione della curva non ce ne sono stati, semplicemente la McLaren guidata dal pilota di Oviedo se n’è a un certo punto andata per i fatti suoi, senza che l’ex pilota di Renault e Ferrari potesse farci niente. Ma perchè? Nessuno lo dice. Sebastian Vettel, che al volante della sua Ferrari era subito dietro ad Alonso, ha parlato di schianto anomalo, come se lo spagnolo avesse perso per un attimo conoscenza e la macchina avesse sbandato poichè non più condotta razionalmente. L’impressione, a dire il vero, è stata davvero questa a riguardare le immagini.

La McLaren e tutti gli organi politici della Formula 1 (noti per la perfetta padronanza proprio della lingua politichese) hanno minimizzato, qualcuno ha parlato di errore del pilota, qualcun altro di una folata di vento troppo violenta (cioè un tornado avrebbe investito la macchina di Alonso come la tromba d’aria che si portò via la casa della ragazzina del mago di Oz), altri di lieve svenimento del pilota dopo l’imbocco della curva. Un malore, insomma. E’ ciò che appare più probabile ed evidente, e non ci sarebbe nulla di vergognoso ad ammetterlo, in fondo i piloti di Formula 1 si spingono al limite e sfidano velocità, carichi di tensione, temperature e sballottolamenti che a confronto le montagne russe sono una siesta sull’amaca del giardino di casa. Un piccolo svenimento, se così fosse da dove nascerebbe il muro che non ha fatto dire una parola chiara finora? Le condizioni di Alonso sono buone, è stato rispedito a casa quasi subito ed è andato a godersi questi giorni supplementari di ferie al caldo degli Emirati Arabi da dove manda anche fotografie e tweet spiritosi. Ma allora perchè è stato fermato per il gran premio d’esordio a Melbourne? Perchè si glissa sulla sua perdita di memoria e sulla sua confusione nei minuti successivi all’incidente in cui credeva di essere nel 1995 e di guidare ancora la Ferrari? Mezze ammissioni di Eric Boullier (capoccia della McLaren), qualche frase dei medici, per il resto non si è ancora arrivati ad una ricostruzione precisa.

Alonso si dice carico al 100% in vista della gara della Malesia che si correrà a fine mese (secondo appuntamento stagionale) ed appare davvero in buona forma e desideroso di ricominciare. Ma allora perché tanta omertà? Perchè tanto silenzio riguardo a ciò che realmente è accaduto a Barcellona? C’è chi ha azzardato l’ipotesi di una lieve ischemia, ma forse chi non ha la laurea in medicina farebbe meglio a non fare diagnosi. Chi invece le diagnosi è pagato per farle, farebbe meglio a diradare la nebbia di omertà e a far tornare a splendere il sole sul grigio cielo della Formula 1.

(di Marco Milan)

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