Formula 1. Presentate Ferrari e McLaren. Saranno in grado di tornare al vertice?

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Presentate Ferrari e McLaren
Presentate Ferrari e McLaren

A meno di due mesi dal via della nuova stagione, tolgono i veli la Ferrari e la McLaren, entrambe rinnovate nei piloti e nelle ambizioni, entrambe con l’intenzione di tornare a competere per i titoli dopo una stagione grigia e priva di vittorie (zero successi per entrambe le storiche scuderie).

La nuova Ferrari, denominata SF15-T, è stata definita sexy dal nuovo responsabile Arrivabene, bellissima da un entusiasta Sebastian Vettel, migliore di quella del 2014 dal laconico Kimi Raikkonen (i più maligni diranno che ci voleva poco). Le dichiarazioni in fase di presentazione, si sa, sono sempre colme di fiducia ed ottimismo, del resto a Maranello una stagione come l’ultima non la vivevano da anni con nessuna vittoria all’attivo ed una monoposto spesso inferiore anche a Force India e alla stessa McLaren. Ricucire ed accorciare la distanza fra la rossa e la super Mercedes in questo 2015 è pressochè impensabile, perchè la Ferrari non ha investito a sufficienza, perchè di titolo non si è parlato se non come auspicio e perchè la Mercedes nel frattempo non se n’è stata con le mani in mano in attesa che gli avversari le rosicchiassero il divario. Vettel al posto di uno stanco e sfiduciato Alonso potrà dare nuova freschezza, attendendo una riscossa anche da Raikkonen, apparso spesso annoiato e lagnoso nell’annata terminata nello scorso autunno. L’obiettivo della Ferrari nel 2015 dovrà essere quello di gettare le basi per un avvicinamento al vertice con l’inizio del 2016, creando armonia tra dirigenti, staff tecnico e piloti. Soltanto così a Maranello si potrà ricominciare a sognare un titolo che manca ormai dal lontano 2007.

E’ datato 2008 invece l’ultimo mondiale targato McLaren. La casa automibilistica inglese ha presentato la vettura del 2015 che torna ad essere motorizzata dalla Honda, storico partner della McLaren dei successi di Senna e Prost negli anni ottanta e che succede alla Mercedes con cui i britannici hanno vinto il titolo piloti nel 1998 e nel 1999 con Mika Hakkinen, e nel 2008 con Lewis Hamilton. Dopo due campionati amari, la McLaren non ha badato a spese, la Honda ha investito moltissimo ed è stato ingaggiato Fernando Alonso, che dopo la sfortunata esperienza a Woking nel 2007, torna con l’obiettivo di rivincere il mondiale dopo qualche tentativo andato a vuoto al volante della Ferrari. Come per la scuderia italiana, però, anche per la McLaren non sarà affatto semplice avvicinarsi presto alla Mercedes, anzi, il cambio di motore potrebbe diluire ancora di più i tempi di riavvicinamento alle primissime posizioni. Di certo Alonso non è tornato alla McLaren per ottenere gli stessi risultati ottenuti (o meglio, non ottenuti) alla Ferrari, ma lo spagnolo sa bene che la strada non sarà per niente agevole. Al suo fianco ci sarà ancora Jenson Button, confermato al posto di Magnussen (che farà il collaudatore), e pronto a fornire esperienza e solidità ad una vettura tutta da scoprire e da plasmare. E’ evidente che alla McLaren abbiano fame e desiderio di vincere, ma ciò non dovrà tramutarsi in ansia e fretta, perchè, esattamente come per la Ferrari, il progetto non può essere a brevissimo termine. Servirà pazienza, la stessa che ha avuto la Mercedes, capace in 3 anni di trasformare una macchina decente in un bolide vicino alla perfezione. Si è poi parlato molto dei colori che avrebbero accompagnato la McLaren nel 2015: i più nostalgici avrebbero gradito un ritorno al bianco e rosso sfoggiato da Senna e Prost, qualcuno un po’ più anziano avrebbe voluto una livrea arancione, il colore originario della scuderia inglese; alla fine si è scelto di restare in argento con piccole sfumature in rosso, segno che forse non è ancora tempo di rivoluzioni totali.

Presentate infine anche Toro Rosso e Sauber, entrambe motorizzate Ferrari. Per la squadra italiana, che avrà al volante il minorenne Verstappen e l’ex collaudatore Sainz, l’obiettivo sarà stare stabilmente tra i primi dieci sia in qualifica che in gara e far crescere i due ragazzi per lanciarli come fatto in passato con Vettel prima e con Ricciardo poi. Gli svizzeri, invece, dopo aver risolto a fatica i guai finanziari, si presenteranno al via del campionato con l’obiettivo di non sfigurare e di racimolare più punti possibili; a guidare la Sauber saranno due giovani: il debuttante Nasr e l’ex pilota della Caterham Ericsson, che condurranno una monoposto blu con contorni gialli, di certo impossibile da non vedere.

(di Marco Milan)

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