Basket. Grande prova della Virtus Roma, Cremona ko

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Virtus Roma – Cremona

Difesa e dominio a rimbalzo: queste le due principali chiavi del successo della Virtus Roma, tornata alla vittoria dopo le due pesanti batoste a Pistoia e a Siviglia, in cui aveva concesso una media di 96 punti. Contro Cremona è arrivata la reazione, dal punto di vista difensivo, che Dalmonte chiedeva a gran voce alla vigilia. Nonostante un attacco poco fluido e una percentuale da tre risibile (4/26, 15%), Roma ha avuto il merito di non staccare mai la spina nella metà campo difensiva, concedendo la miseria di 50 punti ad una delle squadre più in forma del campionato (fino a ieri Cremona aveva una media di quasi 80 punti a partita).

Fin dai primi possessi si intuisce che la Virtus non è quella passiva e svogliata delle ultime due uscite: l’asse play-pivot Triche-Morgan funziona alla perfezione, Ejim cattura sei rimbalzi offensivi nel solo primo quarto, Cremona segna il primo canestro dal campo dopo quasi cinque minuti di gioco. Con l’assenza di Cameron Clark (lesione muscolare di secondo grado al retto femorale della coscia sinistra), la squadra dell’ex Pancotto fatica a trovare contromisure contro la fisicità e l’atletismo degli esterni romani. Ejim ne approfitta mandando a bersaglio la tripla del +11 (18-7), chiudendo i primi dieci minuti con 5 punti e 8 rimbalzi. Se gli italiani di Reggio Emilia Della Valle e Polonara avevano condannato la Virtus due settimane fa, quelli di Cremona, ovvero Campani, Cusin, Gazzotti, Mian e il grande ex Luca Vitali, vivono una giornata da dimenticare (sommando il loro plusminus si arriva ad un clamoroso -49), poco ispirati in attacco e spesso bersaglio, in difesa, dei pick-and-roll di Roma (specie Gazzotti e Campani). Bobby Jones punisce il cambio sistematico di Cremona, che gli propone spesso Hayes come diretto marcatore: il prodotto di Compton segna 6 punti nel secondo quarto (finirà con 16 punti) e permette ai suoi di mantenere un vantaggio in doppia cifra a fine primo tempo (39-27).

Nel terzo quarto si segna col contagocce: Roma fatica contro la zona 2-3 proposta da Pancotto, realizzando appena 8 punti, tirando 3/19 dal campo. La Vanoli, nonostante la scarsa vena offensiva, si riavvicina attaccando più il ferro e conquistando più tiri liberi (ne aveva tentati solo tre nel primo tempo, pochini per una squadra che ha una media di quasi 21 liberi tentati a gara). Lo scarno parziale del terzo quarto è di 12-8 per Cremona la quale, con una penetrazione di Ferguson ad inizio ultimo periodo, rientra a soli due possessi di svantaggio (47-41). Non trovando sbocchi contro la difesa schierata, la Virtus reagisce segnando quattro punti consecutivi in transizione, prima con D’Ercole, poi con Triche. Roma torna a +10 (53-43), prima che James Bell decida di aprire e chiudere la partita nel giro di venti secondi. Prima realizza una gran tripla alla sirena per il -7, sul ribaltamento di fronte commette fallo su Morgan e, per proteste, si prende anche il più ingenuo dei falli tecnici: in rapida successione quarto e quinto fallo per Bell, fino a quel momento il miglior realizzatore di Cremona con 12 punti (non commentabile la faccia di Pancotto in panchina). La Virtus non si fa pregare, mettendo a segno i tre tiri liberi del “fallo più tecnico” e sfruttando anche il possesso successivo con un elegante palleggio arresto e tiro di Triche per il 58-46 che chiude i giochi. Un dolce ritorno al Palatiziano per la Virtus, che non avrà neanche il tempo di festeggiare il successo ritrovato poiché, già domani, sarà impegnata in Eurocup contro Nymburk, gara decisiva per assicurarsi il primo posto nel girone.

La Statistica: tra campionato ed Eurocup, il record casalingo della Virtus è di 7-1, quello esterno di 3-6.

Prossimi appuntamenti: domani contro Nymburk al Palatiziano, sabato prossimo a Avellino.

(di Emanuele Granelli)

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