USA, Obama teme il voto di Midterm

Print Friendly, PDF & Email
Read Time3 Minutes, 8 Seconds

midtermUn’anatra zoppa. Secondo gli ultimissimi sondaggi sembra che il presidente USA, Barack Obama, sia destinato ad esercitare gli ultimi due anni di mandato proprio come un’anatra zoppa, l’epiteto che gli americani utilizzano per i presidenti che si trovano a non poter portare avanti in pieno le loro politiche. Le elezioni di metà mandato del prossimo 4 novembre potrebbero infatti decretare la vittoria dei Repubblicani e la conseguente loro maggioranza al Senato, facendo sì che entrambi i rami del Congresso siano così nelle mani  dei conservatori. Eppure sui media se ne parla ben poco.

Negli Stati Uniti il meccanismo elettivo parlamentare è stato studiato appositamente per temperare il forte carattere presidenzialistico del sistema di Governo, garantendo così appropriati pesi e contrappesi tra il potere esecutivo e legislativo. Le elezioni di midterm, ossia di metà mandato, sono inoltre un indiretto giudizio sull’operato del presidente stesso poiché capitano in coincidenza con lo scioglimento della Camera dei Rappresentanti, che avviene due anni dopo il voto per la Casa Bianca. Il prossimo martedì si rinnoverà interamente la Camera e un terzo dei seggi senatoriali (il Senato negli Stati Uniti non viene mai sciolto, sono i senatori che restano in carica 6 anni e vengono eletti su base statale) e per Obama non ci sono buone notizie. Il presidente ha sempre avuto la Camera contro, a parte il primo biennio. Ma ora lo scenario si prospetta ben più complesso.

A fronte di un’economia che è tornata a galoppare, in crescita per il quinto anno consecutivo e con un livello di disoccupazione talmente minimo – 5,9 punti percentuali – da essere quasi definito “strutturale” in Europa, il presidente è paradossalmente messo in seria difficoltà. Paese che vai usanza che trovi. Un simile risultato economico avrebbe fatto giubilare le folle tra i Paesi dell’Eurozona. Invece oltreoceano non apprezzano l’attendismo in politica estera, settore in cui gli americani sono abituati ad un ruolo di leadership indiscussa. Anche il fatto che i giornali in tutto il mondo si stiano occupando poco della questione – che potrebbe paralizzare gli States per un biennio – è indicativo della sempre più forte percezione di uno scemare del ruolo di Washington come sceriffo del mondo. Lo zarismo di Putin riceve più consensi di quanti se ne ammettano mentre la Cina, nonostante le difficoltà dell’ultimo periodo, si afferma sempre più sotto il profilo economico. La percezione è di un gigante autorevole e indispensabile ma non più in grado di dettare legge al resto del globo.

E questo per l’orgoglio americano è un punto di grande debolezza, debolezza tale da poter aver intenzione di sfiduciare uno dei presidenti più acclamati della storia. Pesano inoltre i mancati accordi su immigrazione, lotta al cambiamento climatico e innalzamento del salario minimo che gli elettori democratici aspettavano con tanto ardire in questo secondo mandato ma che non sono mai arrivati per il mancato raggiungimento di un serio accordo con i Repubblicani, ora più forti che mai. Il presidente è dunque appeso alla labile promessa di giovani ed immigrati di recarsi alle urne: tradizionalmente sono loro il bacino d’elezione dem ed è altrettanto vero che sono proprio costoro a disertare per la maggiore i seggi alle elezioni di metà mandato.

Secondo un sondaggio della Cnbc il 44% degli intervistati dichiara di non avere fiducia nella leadership del presidente in economia mentre Ap-Gfk, tastando il polso dell’emozione politica, ha riscontrato che solo il 17% degli intervistati approva l’operato di Obama nel suo complesso. L’unico dato positivo riguarda i candidati di colore, ben 80 alla Camera e 25 al Senato, un record assoluto cui Obama ha dato un contributo assolutamente positivo. E mentre Hillary Cliton e Joe Biden prendono le distanze dalla campagna presidenziale, i tempi del nobel alle buone intenzioni sono ormai un ricordo lontano e offuscato dalle nebbie del deserto mediorientale.

(di Emiliana De Santis)

0 0

About Post Author

0 %
Happy
0 %
Sad
0 %
Excited
0 %
Angry
0 %
Surprise

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Social profiles