Tennis d’oriente. Djokovic e Sharapova dominano Pechino, Nishikori a Tokyo

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Novak Djokovic
Novak Djokovic

Djokovic-Sharapova-Nishikori. Una settimana di furore asiatico quella vissuta dal tennis mondiale. Il carrozzone Wta e Atp si è diviso nella settimana scorsa tra Tokyo (500) e Pechino (500) quello maschile e sempre a Pechino (Premier Mandatory) quello femminile. Questa settimana, invece, sarà il turno di Shanghai (Atp) e Linz (Wta).

Djokovic show- Il numero uno del mondo è tornato a sorridere e ad alzare trofei. E pazienza se ormai il titolo di Pechino potrebbe essere anche dato prima di giocarlo direttamente al campione serbo, vincere aiuta a vincere e così Djoko ha potuto mettere fine ad un digiuno che durava ormai da quel di Wimbledon, che fu anche l’ultima finale giocata in stagione prima di quella stravinta ieri contro Tomas Berdych. Una vittoria quindi che sulla carta non porta nessuna novità, visto che questo non è altro che il quinto successo di fila nel China Open. E quello ammirato in questa settimana è stato finalmente il Djokovic vecchie maniere, quello in grado di annientare l’avversario colpo su colpo: 6-2 6-1 a Garcia Lopez, 6-3 7-5 a Pospisil nei primi due turni. Poi quarti finali e semifinale di livello decisamente più complicato: 6-2 6-4 a Grigor Dimitrov e 6-3 6-4 a un Murray finalmente tornato alle fasi finali di un torneo. La finale è stata una vera passeggiata sui resti del povero Bedych, 6-0 6-2 in appena 66 minuti hanno permesso a Djoko di portare a 46 il numero dei titoli vinti in carriera e a 24 le partite vinta consecutivamente a Pechino.

Bentornata Maria – Il tennis mondiale ha finalmente ritrovato un’altra delle sue protagoniste più attese. In quel di Pechino anche la siberiana è tornata a fare quello che non gli riusciva dal Roland Garros. Una vittoria importantissima, il numero trentatré in carriera, giunta in una finale combattuta contro Petra Kvitoval, portata a casa con il punteggio di 6-4 2-6 6-3. Stesse analogie con il successo di Djokovic, visto che anche la Sharapova non giocava una finale dal suo ultimo successo a Parigi. Kanepi, Svitolina, Navarro, Kuznetsova e Ivanovic, tutte messe in fila da una Sharapova formato deluxe. Capace di rifilare un 6-0 sia a Svetlana che ad Ana, che nelle ultime occasioni era stata capace di infliggergli qualche delusione. Non c’è stata la solita sfida con la Williams che si è dovuta ritirare a causa di un problema al ginocchio prima della sfida contro la Stosur.

Kei a Tokyo – Non sarà stato come vincere uno Us Open, ma in quel di Tokyo l’idolo di casa, Kei Nishikori, è tornato a sorridere dopo la sconfitta subita in finale a Flushing Meadows contro Marin Cilic. Nishikori in finale contro il canadese Milos Raonic ha vinto il suo settimo titolo in carriera, mettendo un altro tassello al suo fantastico 2014. Vittoria dura e combattuta, come quasi tutte le sfide contro il canadese, in cui il giapponese si è imposto con il punteggio di 7-6 (5) 4-6 6-4. Kei lungo il torneo aveva messo in riga Dodig, Young, Chardy, Becker e in finale appunto Raonic. Per Nishikori non è arrivato il successo più importante ma quello di Tokyo è stato comunque il quarto successo stagione, che lo lancia in piena lotta per l’ottavo posto del ranking, quello che da diritto di partecipare al master di fine anno a Londra.

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