Us Open. C’erano una volta i FabFour, Cilic e Nishikori segnano l’inizio di una nuova fase del tennis

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Era il 2009 l’ultimo anno, prima di quello che in corso, in cui a imporsi in una prova del grande slam era stato uno non appartenente alla ristretta cerchia dei FabFour. Era stato Juan Martin Del Potro, proprio allo Us Open, slam più avvezzo a sorprese visto che si gioca nella fase finale di una stagione massacrante per tanti protagonisti, a imporsi contro Roger Federer, vincendo così il suo unico titolo di uno slam. Da quell’anno in poi Djokovic, Nadal, Murray e Federer si erano divisi tutti gli altri slam, con soprattutto i primi due a fare la voce grossa.  Per la prima volta quindi nella storia del tennis la notizia, più che nel sapere chi sarà il vincitore, sta nel sapere chi non invece non lo sarà. Come se la finale di questa sera sia un qualcosa in più, quasi marginale, piuttosto che la portata principale di un torneo di tale livello.

Ma che il 2014 sarebbe stato un anno particolare lo si era già capito a gennaio, quando Stanislas Wawrinka strapazzò Djokovic in semifinale e Nadal in finale. L’impresa di questo pazzo settembre tennistico è però ben più ampia. Kei Nishikori e Marin Cilic, giocheranno infatti la loro prima finale slam, e per la prima volta dal lontanissimo 2002 entrambi i contendenti (e quindi il vincitore) non fanno parte della top ten. L’ultima volta fu al Roland Garros 2002, fra Albert Costa n.20 e Juan Carlos Ferrero n.11. Adesso il giapponese è undicesimo (ma approderà nella top ten dalla prossima settimana), mentre il croato è sedicesimo.

Sono poi tanti i dati che indicano la fine, almeno dal punto di vista della continuità, del egemonia degli ex magnifici quattro. Era il 2005 l’ultimo anno in cui in una finale dello slam non si presentava nessuno tra Rafa, Nole, Andy e Roger. Agli Australian Open a contendersi il titolo furuno Leyton Hewitt e Marat Safin. Una sensazione, quella di una finale slam senza i santoni del tennis, nuova, che era nell’aria da tempo, ma che forse gli organizzatori dello slam speravano non dovesse capitare proprio a Flushing Meadows.

Tutti, ma proprio tutti, erano pronti per gustarsi il replay della finale di Wimbledon. Tanti, ma proprio tanti, erano pronti a schierarsi nuovamente affianco dell’elvetico, speranzosi di vedergli compiere l’ultima impresa gloriosa. Uno slam a 33 anni, il diciottesimo in un anno che comunque per il record man degli slam resta lo stesso pieno di soddisfazioni. Tutti pronti e scrutare nuovi sguardi e atteggiamenti di Becker e Edberg, ancora avversari. Saranno invece due altri grandi campioni del passato, dal palmares magari meno splendente dei due citati, a giocarsi il loro primo titolo slam da allenatori. Micheal Chang affianco di Nishikori e Goran Ivanisevic affianco a un rinato Cilic. Saranno loro due a gustarsi questa sera (ore 23 italiane, diretta Eurosport) un’inedita finale di uno torneo del Grande Slam: la partita che conferma quanto il tennis stia cambiando, con Nishikori e Cilic che hanno scritto, comunque andrà la finale, una pagina di storia di questo sport.

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