Calciomercato. Astori e Iturbe, ultimi esempi di un mercato di “sgarbi”

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Iturbe soffiato alla Juventus e Astori alla Lazio. Colpi sorprendenti, forse addirittura importanti più a livello strategico che non dal punto di vista qualitativo e tecnico. Ma il calciomercato è anche questo, piccoli sgarbi alle dirette rivali possono indirizzare in un senso o in un altro la stagione ai nastri di partenza.

Per il momento dunque la Roma non è solo la regina del mercato italiano, ma anche quella dei colpi a sorpresa. Nelle ultime due settimane Sabatini ha chiuso per Juan Manuel Iturbe, talento paraguaiano naturalizzato argentino, e Davide Astori, ex difensore del Cagliari seguito con grande attenzione durante le sessioni scorse di calciomercato. L’ex calciatore dell’Hellas Verona sembrava destinato alla Juventus, l’accordo degli scaligeri con la società bianconera era ad un passo e sulla stampa si parlava addirittura di un volo verso Torino già prenotato dal calciatore. Poi la svolta. Iturbe sbarca a Fiumicino e chiude una trattativa lampo con la Roma: al Verona 22,5 milioni di euro più 2 di bonus e un quinquinnale con una base da 1,6 milioni a stagione per il fantasista. Una mossa strategica se si pensa che è stata finalizzata da Walter Sabatini proprio a poche ore dalle dimissioni di Antonio Conte da tecnico della Juventus. Un doppio colpo durissimo per il morale di tutto il mondo bianconero.

Qualche giorno dopo invece è arrivato il terzo centrale difensivo tanto atteso da Garcia. Non Toloi, né Rolando o Basa, giocatori di cui si parlava con grande insistenza, la scelta di Sabatini è ricaduta su Davide Astori, primo obiettivo della nuova Lazio di Pioli. In una sola giornata il Cagliari ha rifiutato l’offerta della Lazio, giudicata troppo bassa, rinnovato il contratto al suo calciatore per altri tre anni e poi lo ha ceduto all’altra squadra della Capitale. Un prestito oneroso con diritto di riscatto che ha permesso al difensore di trasferirsi immediatamente a Roma e alla società giallorossa di investire solo 2 milioni nell’immediato.

Due battaglie che si aggiungono alla storica guerra di mercato tra Roma e Juventus e tra giallorossi e biancocelesti. Il caso più eclatante è senza dubbio quello di Dejan Stankovic. Nel corso della primavera del 1998 la Roma di Franco Sensi si preparava ad annunciare l’acquisto del centrocampista, niente sembrava mettere a rischio il buon esito della trattativa con la Stella Rossa. Un blitz a sorpresa di Sergio Cragnotti però cambiò la storia del calciatore serbo, il presidente biancoceleste si recò a Belgrado con un’offerta di 24 miliardi di lire e tornò con il suo cartellino in tasca. Franco Sensi fu colto di sorpresa e decise di ripiegare su Ivan Tomic per rinforzare la mediana della sua squadra. Due anni dopo è il turno di Gabriel Omar Batistuta. Dopo lo scudetto vinto, la squadra biancoceleste sembrava avere un accordo con il bomber della Fiorentina. A fine stagione però qualcosa cambiò, Franco Sensi si inserì nella trattativa tra Cragnotti e Cecchi Gori e si garantì le prestazioni dell’argentino. “L’ho lasciato a Sensi”, questa la dichiarazione del laziale subito dopo la fine della trattativa. Quell’anno i giallorossi vinsero lo scudetto, scucito proprio dal petto dei cugini laziali. Più ricco di avvenimenti il mercato tra Roma e Juventus. Quello di Iturbe è addirittura il terzo caso di duello di mercato degli ultimi due anni, tutti con epilogo in favore dei capitolini. Nel 2012 i giallorossi presero Mattia Destro, cercato con convinzione anche dalla Vecchia Signora. A Gennaio di quest’anno invece fu Radja Nainggolan a fare le valige verso Trigoria, un colpo che avrebbe voluto chiudere la stessa Juventus e che Sabatini portò a termine subito dopo la pesante sconfitta contro i diretti rivali. Trattative che hanno invertito un pochino la tendenza degli anni passati quando era la Juventus ad avere spesso e volentieri la meglio sui giallorossi. Due esempi della supremazia torinese sono sicuramente quello di Zibbì Boniek che nel 1982 fu letteralmete soffiato ai giallorossi, colpevoli di non aver trovato l’accordo per il cartellino, e quello di Paulo Sousa, per mesi in trattativa con Franco Sensi, ma poi trasferitosi a Torino. Un epilogo che per il sanguigneo presidente giallorosso rappresentò un vero e proprio smacco e che lo portò a tuonare contro Luciano Moggi, allora consulente di mercato della Roma, reo, secondo il presidente romanista, di aver agevolato la Juventus nell’acquisto del portoghese. Nel mercato d’altronde i gialli e i piccoli sgarbi sono all’ordine del giorno, Iturbe e Astori sono solo le ultime piccole battaglie in ordine cronologico. La Roma ha avuto la meglio su Juventus e Lazio, ma la storia continua e le gerarchie calcistiche esistono per essere ribaltate.

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