Brasile 2014. Germania campione del Mondo: Gotze infrange i sogni dell’Argentina

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Il tetto del mondo si è tinto di nero, rosso e giallo. La Germania si è laureata per la quarta volta nella storia campione del Mondo. Lo ha fatto nella notte del Maracanà contro l’Argentina. Il gol di Mario Gotze al 133esimo minuto ha regalato la coppa che mancava da Italia 1990, quando proprio per 1-0 i tedeschi avevano battuto l’Argentina di Diego Armando Maradona.

Non è stata però la finale che in tanti si aspettavano. Alla vigilia sembrava che la Germania avrebbe avuto bisogno di nuovo del pallottoliere, ma l’Argentina non è il Brasile, e ai punti, questa finale l’avrebbe meritata proprio l’albiceleste. Nel calcio però i meriti non contano a niente se non si butta la palla dentro, e così alla fine è stata quella che in tutte la altre sei partite della competizione aveva meritato di più a portare a casa il titolo. Una supremazia generale che però non si è vista nella sfida contro la squadra di Leo Messi, a onor del vero in casa Germania ci si è messa un po’ di sfortuna a rovinare i piani di gioco: Khedira  è stato costretto a non scendere in campo, al suo posto Kramer è dovuto uscire a metà primo tempo per un colpo ricevuto da Garay. Centrocampo a parte però è stata l’Argentina a metterci quel qualcosa in più: le occasioni di Higuain (fermato anche dalla bandierina proprio nel momento atteso da una vita, l’esultanza per un gol nella finale di un Mondiale), Messi e Palacio non faranno prendere sonno a Sabella per almeno una settimana, che però dovrà chiarire la sostituzione di Lavezzi, migliore in campo, vista anche la sua notevole importanza dal punto di vista tattico. Il palo di Höwedes nel finale del primo tempo è stata la più ghiotta occasione tedesca. Poi tutto si è risolto, come spesso capita, nel finale. Ovvero in quei supplementari dove tutto è più difficile, quando la palla pesa un macigno e polmoni e gambe chiedono pietà.  Tempi supplementari che porteranno per sempre la firma di un protagonista attesto ma che fino a quel momento aveva fatto notare pochissimo la propria presenza in Brasile. Mario Gotze è stato usato con il contagocce, i suoi scampoli di partita non avevano mai convinto in pieno il tecnico Low. Ma lo stop e la coordinazione perfetta sul cross di Schurrle (un altro partito dalla panchina) cancelleranno per sempre quanto successo prima del minuto 113. 

Ci ha poi provato fino alla fine l’Argentina della pulce a rimettere in piedi una partita impossibile, una partita che con un pizzico in più di fortuna sarebbe potuta andare in maniera diversa. Il 10 più atteso ha anche avuto la palla buona, ma per questione di centimetri il suo sinistro non si è trasformato nel gol dell’1 a 0, mancando così quella possibilità di chiudere definitivamente ogni contenzioso con l’idolo Maradona. Diego ha un titolo mondiale e Leo no, in comune però hanno una finale persa 1 a 0 contro la Germania, che possa essere un segnale per sperare ancora nel futuro. Ha fallito poi una palla gol anche Palacio, prima ancora l’aveva fatto Higuain ma sopratutto ha tradito, in un’unica occasione, proprio quell’organizzazione difensiva che aveva permesso l’approdo in finale.

Finisce così, con una punizione al cielo di Messi, la finale della Coppa del Mondo 2014. Ci sarà tempo per le analisi e le contro analisi. Entrambe ripartono alla volta della Russia così come avevano terminato nel 1990, la Germania si gode però un successo ben diverso. Dopo un secondo posto e due terzi posti, è riuscita a coronare un percorso in cui è stato unita la proverbiale grinta teutonica con la classe e la tecnica cristallina di alcuni magnifici interpreti. La Germania scrive così una pagina di storia, che va oltre il titolo mondiale portato a casa, i tedeschi sono i primi europei a vincere in Sud America, un altro segnale dello strapotere mondiale dei ragazzi della Merkel. 

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