Serie B, playoff: il Cesena vince a Latina e conquista la serie A

di Marco Milan

E’ del Cesena l’ultimo urlo dell’interminabile stagione di Serie B. I romagnoli espugnano Latina in rimonta nel ritorno della finale playoff, ripetendo il 2-1 ottenuto all’andata al Manuzzi e timbrando il passaporto sul volo per la serie A, ritrovata dai bianconeri dopo due stagioni fra i cadetti.

Piange lacrime amarissime il Latina, giunto ad un passo dalla realizzazione di un sogno che ad inizio campionato non si sarebbe azzardato a formulare, neanche il più accanito dei sostenitori laziali, già entusiasti per il primo storico approdo della formazione nerazzurra in serie B. L’esonero del tecnico Auteri dopo tre giornate ed altrettante batoste subìte, l’arrivo del nuovo allenatore Roberto Breda, sono state le svolte di una stagione che da catastrofica si è trasformata in strabiliante per il Latina che ha iniziato a scalare posizioni in classifica a ripetizione, si è giocato la serie A diretta sino all’ultima giornata e infine ha raggiunto la finalissima dei playoff, arrivando a 45 minuti da un sogno rimasto invece tale. Festeggia il Cesena, guidato sapientemente da Pierpaolo Bisoli che ottiene in Romagna la seconda promozione alla guida dei bianconeri dopo quella del 2010 quando peraltro il Cesena era una neopromossa. E’ stata la vittoria del carattere, il trionfo del lavoro, l’incidenza di un mix perfetto fra gioventù rampante e vecchie volpi cariche d’esperienza; e lo stesso discorso si sarebbe potuto fare se la promozione l’avesse centrata il Latina a cui vanno sentiti applausi e sentiti ringraziamenti per aver aver tenuto aperto un campionato che altrimenti Palermo ed Empoli avrebbero cannibalizzato a loro piacimento.

Che a Latina non sarebbe stata una partita spettacolare lo si sapeva: Latina e Cesena di regola non badano a fronzoli, ma vanno al sodo; in più la tensione e l’agitazione per la posta in palio, altissima, non sono pietanze che ben si abbinano con le bollicine del calcio champagne. Il Latina, costretto a vincere dopo l’1-2 dell’andata, parte forte e mette sotto il Cesena dopo nemmeno un quarto d’ora, per merito del rude mediano Bruno che dal limite dell’area riprende una respinta corta della difesa romagnola ed azzecca la traiettoria vincente che supera malignamente Coser: 1-0 e lo stadio Francioni impazzisce. L’impresa è lì e sembra pure a portata di mano perchè il Cesena appare contratto e con poche idee. Il Latina commette però la leggerezza di non affondare quando ne ha la possibilità e si limita a gestire il meritato vantaggio. Negli spogliatoi evidentemente Bisoli richiama i suoi all’ordine e dal tunnel sbuca un Cesena tirato a lucido e con gli occhi della tigre: passano pochi minuti, infatti, e Marilungo semina il panico sulla fascia sinistra, protegge palla, arriva sul fondo e dopo aver saggiamente alzato la testa vede Defrel liberissimo davanti alla porta: servirlo è un gioco da ragazzi, per il francese fare gol è un compito ancora più facile; 1-1 e Cesena di nuovo avvantaggiato. Il Latina accusa violentemente il colpo e fatica tremendamente a riorganizzarsi, anche perchè la grande forza dei nerazzurri è sempre stata quella di agire di rimessa, mentre le difficoltà sono iniziate quando c’era da impostare e da crear gioco. Le azioni sono confuse e più scorre il cronometro più il Cesena acquisisce tranquillità. Jonathas, un po’ in ombra, getta al vento l’ultima possibilità a cinque dalla fine, poi nel recupero Laribi pasticcia in difesa e si fa beffare dallo scatenato Marilungo che lo costringe al fallo da rigore: Cascione è freddo come il ghiaccio, spiazza Iacobucci e sancisce il ritorno del Cesena in Serie A, nonché il brusco risveglio del Latina da un sogno forse irripetibile. Il trionfo del Cesena, inoltre, interrompe per la seconda volta da quando in Serie B sono stati introdotti gli spareggi, la striscia della promozione conquistata dalla terza in classifica al termine del campionato: solo la Sampdoria del 2012, infatti, era finora riuscita a vincere i playoff da una posizione successiva al terzo posto: sesti i blucerchiati due anni fa, quarti i cesenati quest’anno. Un altro elemento che impreziosisce l’impresa di Bisoli e dei ragazzi in maglia bianconera.

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