La Spinelli vola in Europa. In frantumi il nuovo esperimento della sinistra italiana

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Schermata 2014-06-08 alle 23.35.33di Fabio Grandinetti

«Dividiamoci anche se la pensiamo tutto sommato allo stesso modo. Proprio quando c’è un’eccessiva coincidenza di opinioni è venuto il momento di separarsi. Troppo facile farlo quando c’è un diverbio vero. Scindetevi e moltiplicatevi. Micro organismi politici neanche rilevabili dall’elettorato. La sinistra deve tornare ad essere un mistero. Sei tu che devi cercarla, ma sparisce continuamente». La strategia della sinistra italiana efficacemente tracciata ormai qualche anno fa dal Fausto Bertinotti di Corrado Guzzanti è ancora valida.

Come avevamo previsto oltre tre mesi fa, il fronte della sinistra definita radicale, riunito a fatica tra smorfie e mugugni sotto l’effige di Alexis Tsipras, si è spaccato. Un milione e centomila voti, lo sbarramento superato per tre punti decimali e tre seggi nell’Europarlamento. Eppure, una volta digerito il successo elettorale, la sinistra torna a fare quello che le riesce meglio. Litigare.

Il motivo, o il pretesto, è il dietro front di Barbara Spinelli che, dopo aver annunciato la propria rinuncia al seggio a Bruxelles in caso di elezione, ha deciso che sarà europarlamentare tra i banchi della Sinistra Unitaria Europea (Gue).

«Non è vero che ho preso la mia decisione in solitudine come molti suppongono e come è stato scritto – ha spiegato la giornalista in una mail inviata ai promotori dell’Altra Europa con Tsipras – l’ultimissimo segmento della decisione è stato solitario, è vero, ma lo spazio di tempo fra il 26 maggio e la giornata di ieri non è stato affatto vuoto. Non è stato un tempo in cui mi sono chiusa in una sorta di torre d’avorio. È stato uno spazio fitto di consultazioni, di contatti, di discussioni fra garanti, di pressioni contrastanti, e anche di attacchi personali violenti e ingiusti alla mia persona, alla mia coerenza. È vero che la scelta poteva essere gestita più democraticamente. Ma di questo deficit democratico non sono io la sola responsabile. Non posso io da sola esser trasformata in capro espiatorio di un’organizzazione che non ha saputo praticare la democrazia nel migliore dei modi […] Agli amici di Sel dico solo che ci sono ambiguità, nel loro partito, che hanno fatto male alla lista e forse anche a chi, proveniente da Sel, ha anteposto gli interessi generali e superiori della lista a quelli del partito. Penso a chi subito dopo il voto ha definito la lista una scelta last-minute, finita il giorno delle elezioni. A chi afferma oggi di non averci mai creduto sino in fondo. Penso a chi sostiene l’opportunità di oscillare tra la lista e il Pd di Renzi, tra la lista e il gruppo socialista di Schulz».

Il ripensamento della Spinelli e la scelta di sacrificare Marco Furfaro di Sel, il primo candidato non eletto della lista nella circoscrizione dell’Italia centrale, sembra l’esito dell’ennesima lotta fratricida. «Sono amareggiato, non lo nascondo – ha scritto Furfaro in una lettera aperta alla Spinelli – ma non è la cosa che conta in questo momento. Voglio dirlo con forza: non importa. Non importa se sono, anzi, siamo, perché con me c’era un’altra persona, Eleonora, stati trattati come carne da macello in questi giorni. Senza nessuna cura per le persone in una lista che recitava “prima le persone”. Non importa se in quasi 15 giorni non abbia ricevuto né telefonate né mail né nient’altro da Barbara Spinelli per comunicarmi ripensamenti o altro […] Non importa se Barbara Spinelli non si è sognata di presentarsi a un appuntamento post-elettorale o a un’assemblea come quella di sabato pomeriggio che le ha chiesto un confronto. Non importa se una decisione, che non riguardava me, ma un processo politico, una comunità, una speranza, è stata sequestrata, fatta in stanze sconosciute, sotto campane di vetro e in una logica proprietaria. Non importa».

Saranno state le avances di Tsipras, intenzionato a candidare la Spinelli alla vicepresidenza dell’Europrlamento, o le 78 mila preferenze, oppure le vecchie antipatie con gli amici vendoliani sedotti dal Pd e da Renzi. Personalismi, dispetti, coerenza, incoerenza, comunità di intenti, la politica delle persone, intellettuali, società civile, vecchi partitini. Il nuovo scintillante progetto di una sinistra alternativa, della Syriza italiana, è ormai iniziato, seguendo il vecchio motto: divide et…

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