Nba, playoff: Indiana-Miami, finale annunciata. Spurs quasi in finale, Clippers-Thunder sul 2-2

Playoff1

di Emanuele Granelli

Le semifinali di Conference volgono al termine: ad Est nessuna sorpresa, si va a grandi passi verso la finale più attesa, Indiana-Miami. Ad Ovest, San Antonio quasi qualificati, 2-2 tra Clippers e Thunder.

INDIANA PACERS (#1) – WASHINGTON WIZARDS (#5) 3-1

Paul George si scatena in gara 4, chiude a referto con 39 punti (12/20 dal campo) e i Pacers sbancano un’altra volta la capitale portandosi sul 3-1: ora avrà la chance di chiudere la serie in casa e portarsi per il secondo anno consecutivo nelle finali della Eastern Conference. Indiana tocca anche il -19 durante la partita ma Washington va nel pallone e dopo 2’ del 4° periodo un 2+1 di George vale il pareggio a quota 74. Le seconde linee dei Wizards riaccendono la partita con un break di 11-2 per il +9 (85-76), ma ancora una volta i Pacers rimontano col duo George-Hibbert: segnano 18 degli ultimi 19 punti dei Pacers con tanto di back-to-back da 3 del numero 24. Il finale però è all’ultimo tiro perché Hill fa 1/2 dalla lunetta dando il +3 (92-95) e lasciando 6” ai padroni di casa. Ariza ha l’ultima occasione per portare la sfida all’overtime, ma perde il pallone, consegnando il successo agli uomini di Vogel. Dopo tutte le difficoltà incontrate nel primo turno contro gli Hawks, Indiana è tornata la squadra dominante di inizio anno: il quintetto base è collaudato alla perfezione, Geroge sta ricoprendo alla grande il ruolo di leader, Hibbert è tornato un fattore nell’area pitturata, con tutta la difesa che ne ha beneficiato (addirittura 63 punti concessi in gara 3). Washington, che già aveva fatto notare i suoi problemi offensivi nella serie contro i Bulls, non ha potuto contare sul miglior Wall (un po’ frenato e meno aggressivo del solito) e in più la percentuale dall’arco è calata drasticamente dopo la buona prova in gara 1. I Wizards proveranno ad allungare la serie con una vittoria ad Indianapolis, ma l’eliminazione sembra già scritta. La Statistica: in gara 4 i Wizards hanno realizzato 18 punti in contropiede nel primo tempo, zero nel secondo.

MIAMI HEAT (#2) – BROOKLYN NETS (#6) 3-1

Impressionante Lebron. “King James” domina gara 4, realizzando il suo career-high nei playoff con 49 punti a referto e portando per mano Miami ad un passo dalle finali di Conference. Incontrollabile, immarcabile, quasi prefetto. Già, quasi, perché a un secondo dalla fine ha sbagliato il tiro libero che gli avrebbe permesso di chiudere la partita col “cinquantello”. “Sarebbe stato fantastico fare 50 punti in una partita di playoff, ma quando sono andato in lunetta ho visto la storia e mi sono emozionato” ha detto Lebron a fine gara. Per Miami però i 49 punti di James sono stati decisivi quanto la tripla che Chris Bosh ha inchiodato dall’angolo a 57” dalla fine, buoni per il 97-94 che ha tagliato le gambe definitivamente ai Nets. Brooklyn ha giocato una partita di carattere, con la disperazione di chi sa che una sconfitta potrebbe essere fatale, tenuta incollata da un attacco bilanciato (5 giocatori in doppia cifra) al ciclone LeBron. I Nets, solo 5/22 da tre dopo il 15/25 della vittoriosa terza partita, si sono però inceppati sul più bello, segnando un solo canestro negli ultimi 4’25”. Gli Heat chiudono col 52,9% al tiro una partita che hanno spesso dato l’impressione di controllare, senza però a riuscire mai a scrollarsi di dosso Brooklyn. “Ma quando LeBron gioca così è difficile perdere” ha commentato con un sorriso Shane Battier. Domani notte gara 5 in Florida per chiudere i giochi, poi di nuovo la sfida infinita contro Indiana. La Statistica: la prestazione realizzativa di Lebron James (49 punti) è la migliore negli ultimi 5 anni di playoff.

SAN ANTONIO SPURS (#1) – PORTLAND TRAIL BLAZERS (#5) 3-1

I Portland Trail Blazers vincono gara 4 e salvano l’onore evitando lo “sweep” (il cappotto) da parte dei San Antonio Spurs grazie ad un super Damian Lillard (25 punti); stavolta i padroni di casa non salutano la partita dopo i primi 24’ (come nelle 3 gare precedenti) e all’intervallo sono loro avanti (50-48). Nel terzo quarto però la musica cambia in favore di Portland, 35-20 il parziale del 3° quarto con Rip City rea di aver tirato 14/27 (51% contro il 42% degli Spurs) scappando sul +17 (85-68), uomo chiave del 3° quarto Nicolas Batum che realizzato 7 punti consecutivi nel break di 12-2 che ha dato il via alla fuga (77-63). Portland accorcia così le distanze, ma pensare ad una rimonta è francamente impossibile: basta dire che nessuna squadra nella storia dei playoff Nba ha mai vinto una serie rimontando dallo 0-3 al 4-3. I Blazers hanno le armi in attacco per rendere la vita dura agli Spurs, ma in difesa non hanno ancora trovato i rimedi giusti per arrestare il perfetto meccanismo di Popovich. Parker e Duncan banchettano col pick-and-roll e troppo spazio viene concesso ai tiratori da tre punti (non sfruttate le tante triple concesse in gara 4). I Blazers, con ogni probabilità, usciranno a testa alta in gara 5: la loro stagione rimane comunque straordinaria e oltre ogni più rosea previsione. La Statistica: nelle prime tre gare Portland è stata avanti nel punteggio solo per 33 secondi. In gara 4 ruoli invertiti: San Antonio avanti solo per 1’28’’.

OKLAHOMA CITY THUNDER (#2) – LOS ANGELES CLIPPERS (#3) 2-2

Allo Staples Center di Los Angeles i Thunder si suicidano nell’ultimo quarto e perdono la clamorosa occasione di mettere in cassaforte una serie che ora si prospetta molto lunga (molto probabile una gara 7). Durante il primo quarto sembra di vedere un’amichevole di preseason tra una squadra NBA ed una di D-League; i Thunder trovano l’intensità difensiva che li ha contraddistinti per gran parte della regular season, ritmo con i tiri da tre punti (Ibaka, Durant e Westbrook) e attacchi in transizione, mentre i Clippers semplicemente non riescono a segnare, dalla distanza come sotto canestro, con Ibaka che estromette quasi totalmente Blake Griffin dalla partita a suon di stoppate. Al termine dei primi 12 minuti il risultato è 33-15. Dopo la partenza shock i padroni di casa cercano di ritrovarsi e tornare a giocare a basket, dando il là un parziale di 20-7 che li riporta fino ai 4 punti di svantaggio, sul 39-35. I Thunder però danno la sensazione di poter accendere e spegnere la luce far andare la partita in un modo o nell’altro a prescindere dagli avversari, come dimostra il contro parziale coronato da un buzzer beater di Nick Collison che tarpa decisamente le ali alla reazione dei Clippers. La terza frazione assomiglia in modo inquietante ad una battaglia campale, in cui le squadre trovano pochissima continuità offensiva a discapito dello spettacolo, tra sporadiche magie di Chris Paul da una parte ed accelerazioni con scarichi da playmaker vero di Russell Westbrook dall’altra. Nessuno trova il parziale decisivo, +12 Thunder a 12 minuti dal termine, 75-63. Kevin Durant decide che è il momento di vincere la partita (e forse la serie) e lancia i suoi fino al +16; l’attacco dei Thunder però è stagnante, si affida troppo alle soluzioni di KD e Westbrook e permette ai Clippers, condotti da Chris Paul, di tornare pienamente in partita: 84-78 a 6 dal termine. Gli ospiti perdono totalmente il lume della ragione in attacco, Westbrook forza tutto il forzabile mentre dall’altra parte gli attacchi in transizione di Darren Collison e l’energia di un ritrovato Griffin firmano il parziale di 9-0 per il -1 con 3 minuti. Comincia lo show di Darren Collison. La point guard ex Pacers e Mavs si carica i suoi sulle spalle, e dopo un pesante 1/2 di Durant in lunetta segna 4 punti consecutivi che praticamente chiudono i giochi. Si spegne infatti sul primo ferro la tripla della speranza di Westbrook. Serie ora sul 2-2 e che torna ad Oklahoma City per gara 5, vittoria pesantissima dei Clippers che con un piede e mezzo fuori dai playoff trovano la forza di reagire e stendere dei Thunder da harakiri. La Statistica: 35-17 è il parziale con cui i Clippers hanno rimesso in piedi la gara 4 negli ultimi 9 minuti di partita.

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