Serie A. La corsa alla salvezza: scenari e prospettive di chi non vuole affondare

Foto_Serie Adi Marco Milan

Due turni ancora da giocare, aritmeticamente ancora cinque squadre in lizza per evitare i tre posti che fanno sprofondare in serie B. Aritmeticamente perchè a 180′ dal traguardo, il Livorno, ultimo, in crisi e con 4 punti da recuperare sulla zona di galleggiamento, appare pressochè spacciato.

Gli scenari possibili non sono poi eccessivamente complicati, ma tutto è ancora in ballo e anche il singolo punticino conquistato può risultare decisivo. Di certo c’è soltanto che la quota salvezza sarà la più bassa da quando sono stati introdotti i 3 punti a vittoria. Nel conteggio è di fondamentale importanza, poi, calcolare che il Sassuolo ha ancora una partita da giocare e lo farà domani sera in casa della Fiorentina.

Chi sta meglio come posizione, ma peggio come stato fisico e psicologico è il Chievo, quintultimo a quota 30 ma reduce da tre sconfitte consecutive. I veneti, battuti ieri al Bentegodi da un Torino lanciatissimo verso l’Europa, possono però guardare al calendario con relativo seppur prudente ottimismo: nel prossimo turno giocheranno a Cagliari, in casa di una squadra pienamente appagata dalla matematica salvezza conquistata domenica scorsa; nell’ultima giornata, poi, la formazione di Corini se la vedrà in casa con l’Inter e in quel caso bisognerà capire innanzitutto cosa è successo al Chievo stesso nella sopracitata gara di Cagliari, quindi la posizione dei nerazzurri milanesi alla vigilia dell’epilogo di campionato, ovvero se la qualificazione europea sarà già raggiunta o se invece occorrerà conquistare ancora qualche punto. In sostanza, il Chievo può farcela senza eccessivi sforzi, ma a preoccupare è la caduta in picchiata evidenziata nelle ultime tre gare, il terrore che si sia staccata la spina troppo presto e che ora riattaccarla non sia così semplice.

Al quartultimo posto c’è il Bologna che a Genova ha conquistato il punto numero 29 del suo tormentato campionato ed ora attende di conoscere il risultato di Fiorentina-Sassuolo, piazzandosi davanti alla tv con la sciarpa viola al collo sperando in un ko dei neroverdi che sono in vantaggio rispetto ai felsinei negli scontri diretti e quindi, in caso di arrivo a pari punti, festeggerebbero la salvezza. Ma il Bologna deve preoccuparsi anche delle ultime due partite stagionali che giocherà: la penultima domenica prossima al Dall’Ara contro il rinato Catania che è clamorosamente di nuovo in corsa e che partirà per Bologna col coltello saldamente in mezzo ai denti; l’ultima per i ragazzi di Ballardini sarà poi all’Olimpico contro la Lazio, un match sulla carta proibitivo ma che potrebbe assumere contorni meno drammatici se i biancocelesti saranno già qualificati o già tagliati fuori dalla corsa al sesto posto. Vedi Chievo-Inter, insomma. La strada per i bolognesi è dura, inutile negarlo, e fondamentale sarà l’incontro del Sassuolo a Firenze, perchè, come detto in apertura, anche un punto può stabilire la linea di demarcazione fra chi acciuffa la ciambella di salvataggio e chi sprofonda negli abissi.

In questo momento a sprofondare sarebbe il Sassuolo che però, come anticipato pocanzi, è l’unica formazione a dover ancora disputare tre incontri. Il cammino è durissimo per gli emiliani di Di Francesco, chiamati in primis a dover far punti a Firenze contro una squadra quasi sicura del quarto posto ed appena ferita a morte dalla sconfitta nella finale di Coppa Italia contro il Napoli. Fiorentina ben cotta o al sangue? Già, sembra un discorso legato alle bistecche, invece si parla di maglie viola: sarà infatti una squadra demotivata e delusa, quella di Montella, oppure assetata di vendetta in quello che si presenta come l’ultimo appuntamento stagionale davanti ai propri tifosi? Il Sassuolo, insomma, spera di trovare una Fiorentina un po’ imbambolata per strappare almeno un punto, sovvertendo un pronostico che non gli sorride affatto. Sassuolo che domenica prossima sfiderà in casa il già tranquillo Genoa ed in quel caso i 3 punti saranno d’obbligo se non si vuol salutare la serie A senza ulteriori calcoli. Nell’ultimo turno, infine, i neroverdi andranno a San Siro contro un Milan che, stesso discorso fatto per Chievo-Inter e Lazio-Bologna, potrebbe aver disperato bisogno di vincere oppure affrontare la partita con la prospettiva di far passare al più presto i 90′ e andarsene in vacanza. Se il Sassuolo rimarrà in serie A farà un’impresa enorme, perchè, sinceramente, gli ostacoli di qui ai prossimi 270′ di campionato sono a dir poco impegnativi, ai limiti del miracolo.

Torna in corsa il Catania, dato per spacciato fino ad un paio di settimane fa e che invece zitto zitto ha approfittato del totale stallo delle dirette concorrenti ed ha vinto le ultime due gare casalinghe contro Sampdoria e Roma, piombando improvvisamente nella bagarre che vedeva gli etnei come tristi spettatori. Il Catania, penultimo a quota 26, a -3 dalla salvezza, sta bene adesso e non ha nulla da perdere: domenica prossima va a Bologna in un autentico spareggio dove chi perde saluta il 99% della categoria, quindi nell’ultimo turno se la vedrà in casa contro l’Atalanta che a questo campionato non ha da chiedere più pressoché nulla. Le speranze ci sono per i catanesi ma tutto passa, è ovvio, per la gara di Bologna: vincerla può voler dire rivedere la luce, pareggiarla o perderla significherebbe tornare nuovamente in un coma difficilmente reversibile.

Infine c’è il Livorno, ultimo a 25 punti ed ormai discretamente rassegnato a far ritorno in serie B un anno dopo la festa promozione al termine dello spareggio contro i corregionali dell’Empoli. Meno di un mese fa i toscani erano in piena lotta e la sfida casalinga contro il Chievo rappresentava la possibilità di scavalcare il terz’ultimo posto e mettere in difficoltà i veneti. Finì 4-2 per gli uomini di Corini e da allora qualcosa si è spezzato in casa livornese. Di Carlo è stato sollevato dall’incarico ed in panchina è stato richiamato Nicola, artefice della scalata dalla B alla A; una mossa che sembra aver più il sapore di una programmazione in vista del prossimo campionato cadetto, piuttosto che la reale convinzione di farcela quest’anno. La sconfitta roboante di Udine ha tolto quasi tutte le speranze a Paulinho e compagni, ora chiamati a fare 6 punti e sperare che gli altri restino al palo: la prossima settimana il Livorno ospita la Fiorentina e far punti non sarà esattamente l’impresa più semplice del mondo, quindi farà visita al Parma che, con ogni probabilità, avrà bisogno di vincere per centrare l’Uefa. Finchè c’è vita c’è speranza, vero, ma in casa livornese oggi la fiammella è quasi spenta.

 

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