Juventus Campione d’Italia: il cammino verso lo scudetto

di Cristiano Checchi

Con il triplice fischio di Banti allo stadio Massimino di Catania è finito il campionato di Serie 2013-2014. Ovviamente si parla soltanto della corsa scudetto, visto che per l’Europa League e per la salvezza ancora si lotta. La Juventus scenderà questa sera in campo contro l’Atalanta, già forte del titolo numero 30. La Roma ha ceduto di schianto in quel di Catania, gli uomini di Garcia privi del solito piglio e della solita grinta hanno incassato la più sonora sconfitta della stagione, un 4-1 che comunque non macchia la grandissima stagione compiuta da Totti e compagni. Per i giallorossi 3 anni dopo l’ultima volta, era il 2010-2011, sarà di nuovo Champions League.

La Juventus si è dimostrata la più forte. Una corazzata che almeno in Italia ha dimostrato di non temere e soprattutto di non soffrire nessuno, o quasi. Una squadra confermata per vincere in Italia e costruita per andare avanti in Europa, che da quest’anno ha quindi imparato nuove importanti lezioni per l’assalto all’Europa la prossima stagione. La coppia Tevez-Llorente se nell’estate aveva dato qualche timido segnale di preoccupazione ha presto smentito i detrattori, soprattutto il basco che era atteso al varco dopo le prime prove impacciate. Un campionato, quindi, vinto anzitempo e tenuto in vita da una Roma che si è trovata dove forse non pensava neanche lei di poter arrivare, e che è andata “rimediare” lì dove il Napoli, il più quotato avversario sulla carta, aveva fallito finendo per ora a 24 punti.

Un campionato dominato, questa volta non dall’inizio, vista la partenza a razzo della Roma, ma che comunque alla lunga non ha dato possibilità alle altre. Merito di un Antonio Conte che mai come quest’anno è riuscito a unire squadra e intenti per evitare un normale rilassamento dopo due anni di successi. Una strategia vincente quella del tecnico pugliese, che ha da prima pensato a proteggere la squadra dal mondo esterno, isolandola, scagliandosi contro una stampa che troppo frettolosamente dava per vinto anche questo campionato. La vittoria del titolo è quindi per buona parte merito suo, pronto a schierarsi contro “il rumore dei nemici”, in alcuni casi anche ex amici, come Fabio Capello.

Come in tutti i campionati che si rispettino non sono poi mancate le polemiche sugli errori arbitrali, le più ricordate dagli antagonisti sono, ovviamente, il gol di Paloschi in Chievo – Juventus o gli errori in entrambi i derby. Gli arbitri fanno però parte del gioco, ecco quindi che la Juventus dei record può comunque festeggiare il terzo scudetto consecutivo, non accadeva dagli anni ’30. Prima di ripercorrere il cammino dei Campioni d’Italia ci sono i record ottenuti della squadra di Conte che vanno elencati: mai fatti così tanti punti nella storia, con la possibilità di arrivare a 102 superando i 97 dell’Inter di Mancini; 17 su 17 vittorie in casa, con possibilità di fare 19, superando così le 14 del 1975/76; potenzialmente potrebbe chiudere con il più ampio margine di sempre sulla seconda: Lippi chiuse a +10 su Lazio e Parma, la Roma adesso è a -8; eguagliate le 12 vittorie consecutive della Juventus di Carlo Carcano. 

Ma quali sono state le tappe di questa cavalcata spedita verso lo scudetto dei record?

L’avvio è in casa della Sampdoria di Delio Rossi, la vittoria è tirata e il gol vittoria è il primo in campionato di Carlitos Tevez. Dopo il bis di 4 gol inflitti alla Lazio (i primi in Super Coppa) arriva il primo, dei cinque passi falsi di tutta la stagione. A Milano con l’Inter la Juve impatta sull’1 a 1, merito delle reti di Icardi e del pareggio di Vidal. Avviene tutto in 120 secondi e Conte è costretto a storcere il naso per un punticino non accettato volentieri. Con l’inizio della Champions la Juve incontra un periodo di leggera difficoltà, e le vittorie risicate, con annesse polemiche, contro Chievo Verona e Torino (1-2; 0-1) mettono a nudo qualche difficoltà inaspettata. Il momento più basso, e ultimo, di tutto il campionato, la squadra lo tocca a Firenze. Il 20 ottobre, per l’ottava giornata, la Fiorentina ospita la vecchia signora, che si porta comodamente in vantaggio di 2 reti. Nella ripresa invece di controllare la gara però la Juventus continua in un atteggiamento troppo spericolato e inedito per la squadra di Conte: in pochi minuti tre volte Rossi e Joaquin mettono a segno la storica rimonta.

A sorridere c’è la Roma, che nello stesso turno vince l’ottava partita consecutiva, contro il Napoli. Così praticamente per la prima volta dopo un anno di testa solitaria la Juventus si trova costretta a guardare più in alto di lei. La sconfitta di Firenze è però la chiave di volta della stagione, la squadra ingrana la marcia e il 10 novembre, dopo 3 vittorie di fila, mostra tutti i muscoli nella sfida con il Napoli. Un perentorio 3-0, frutto delle reti di Llorente, Pirlo e di Pogba, sono un avvertimento alla Roma. Contemporaneamente la squadra di Garcia comincia a balbettare, i pareggi contro Torino e Sassuolo fanno dilapidare i 5 punti di vantaggio sulla squadra bianconera. Con il 2 a 0 rifilato in casa del Livorno e il pareggio giallorosso contro il Cagliari, la Juventus torna di nuova alla testa della classifica: non la lascerà più fino alla fine. La marcia prosegue quindi spedita ne fanno le spese Udinese, Bologna, Sassuolo e Atalanta. Allo stesso tempo la Roma inciampa in altri due pareggi (Atalanta e Milan) e si arriva così al 5 gennaio con la Juventus saldamente in testa con cinque punti di vantaggio. Praticamente è l’ultima occasione per la Roma di rendere ufficialmente vivo il campionato. La prova di forza della squadra di Conte però la dice tutta su chi alla fine avrebbe festeggiato il tricolore. Dopo i primi 20 minuti di marca romanista, la rete di Vidal incanala la sfida sui binari perfetti per la compattezza e solidità juventina. Dopo pochi secondi dall’inizio del secondo tempo De Rossi prende un rosso diretto, dalla punizione scaturita dal fallo del 16 giallorosso, Bonucci trova l’inserimento del 2-0. Partita chiusa. C’è tempo poi per vedere anche il gol del 3 a 0: Vucinic ringrazia Castan per la parata di mano sulla linea, gol e Roma in 9. La Juventus vola a +8, distacco con il quale ha poi festeggiato quattro mesi dopo.

Sistemato lo scontro diretto la Juventus continua la marcia fino al terzo passo falso della stagione. Il pareggio all’Olimpico contro la Lazio, in rimonta dopo l’espulsione di Buffon, mette fine alla stratosferica striscia di 12 vittorie consecutive, ma non preoccupa più di tanto, nonostante il ritorno della Roma a -6. Quella che poteva essere spacciata come un mini crisi, dopo la sconfitta a Roma in Coppa Italia e il pareggio contro la Lazio, è spazzata via il 2 febbraio. Per la 22esima giornata la Juventus affonda l’Inter tra le mura dello Juventus Stadium con il punteggio di 3-1: pratica chiusa dopo 55 minuti con i gol di Lichtsteiner, Chiellini e Vidal. L’ultimo passo falso prima della sconfitta di Napoli arriva poi la domenica successiva. Avanti 2-0 in casa del Verona, la squadra subisce un po’ quel calo subito anche a Firenze, i gialloblù rimontano e si portano sul 2-2. È un pareggio che però, almeno i classifica, non fa male visto il contemporaneo pareggio della Roma nel derby. Dopo il pareggio del Bentegodi arrivano altre sette vittorie in fila, vittorie che pesano come macigni, che alla lunga tolgono energie anche a un inseguitrice che nonostante tutto tiene ritmi importanti. In queste sette vittorie di fila la Juventus, alla 27esima, si vendica della Fiorentina, sconfiggendola per 1-0 con gol di Asamoah. Prima ancora aveva sistemato il derby di ritorno e la sfida in casa del Milan (1-0, 0-2).

Proseguono i successi, anche se qualche piccola difficoltà tornano a fare capolino. Il 16 marzo nella sfida in casa del Genoa, la Juve si deve appellare a tutta la forza dei suoi campioni: Buffon para un rigore a Calaio e Pirlo al minuto 90 si inventa la punizione che vale il gol vittoria. È una vittoria fondamentale, che arriva in un periodo duro e ricco di impegni. Anche al Massimino, la domenica dopo, arriva una vittoria “soltanto” per 1 a 0. La Roma è ancora lontana (ha anche lasciato 3 punti in casa del Napoli), ma comunque ha ricominciato a ingranare vittorie, intenzionata prima di tutto a chiudere il discorso con il Napoli per il secondo posto. Il 30 marzo, nella 31esima giornata, arriva la pesante sconfitta in casa del Napoli. Un 2-0 perentorio, frutto delle reti di Callejon e Mertens, che legittima la forza del Napoli e in parte ne fa aumentare i rimpianti. Lo scudetto non ritorna in discussione, ma comunque la Roma è tornata a volare, diventa fondamentale non sbagliare più nulla. La squadra di Garcia produce di nuovo il massimo sforzo, dalla sconfitta di Napoli torna a vincerle tutte (9 di fila, serie interrotta ieri a Catania), ma la Juventus non fa una piega e con in mezzo le difficili sfide contro Lione e Benifica mette la firma sullo scudetto: Livorno, Udinese, Bologna e Sassuolo. Il titolo sarebbe quindi arrivato questa sera contro l’Atalanta ma la voglia di salvezza del Catania ha consentito al popolo bianconero di festeggiare, ancora una volta, senza la fatica di scendere in campo.

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