Problemi con l’inglese, il Durc e la legge Acerbo ma Grillo porta a casa il risultato

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di Pierfrancesco Demilito

Balbetta, tergiversa sulla legge elettorale, non becca neanche una pronuncia in inglese, sbaglia i nomi di leggi storiche e finge malamente di non ricordare che il suo Movimento, qualche mese fa, aveva candidato l’ormai espulso Orellana alla presidenza del Senato. Eccolo, in sintesi, il resoconto della lunga intervista concessa da Beppe Grillo a Enrico Mentana e trasmessa lo scorso venerdi, su La7, durante Bersaglio mobile.

Il leader del Movimento 5 Stelle, dopo un lungo silenzio televisivo, torna sul piccolo schermo con una lunga chiacchierata registrata all’interno della sua casa a Bibbona, in Toscana. Un’intervista che non poteva che essere concessa all’unico giornalista che gode di una discreta considerazione all’interno del Movimento: Enrico Mentana. Durante l’intervista il direttore di La7 ride tanto e punge poco e così il comico genovese inizia il suo tradizionale spettacolo.

Uno spettacolo non privo di qualche inciampo. Con l’inglese, ad esempio, Grillo ha avuto non pochi problemi: la J.P. Morgan è diventata lagipi morgan e Occupy Wall Street, occupi Wall Street. E se in inglese il leader del Movimento 5 Stelle non raggiunge la sufficienza, anche in storia sembra presentare qualche problemino, così la legge Acerbo del 1923 diventa la Acerbi del 1920.

E le imprecisioni si presentano non solo nella forma, ma anche nella sostanza. Sull’economia l’idea di Grillo è quella di non saldare il debito pubblico, seguendo l’esempio di Ecuador e Iraq. Sulla legge elettorale si limita a dire che la rete ha deciso ma ha serie difficoltà a spiegare il modello proposto dal Movimento. Tra balbettii e mugugni si riesce a capire solo “scheda fissa”, ma non è chiaro a cosa si riferisca. Quando Mentana gli chiede conto della candidatura di Orellana alla presidenza del Senato, Grillo non riesce a celare un sorriso, finge di non ricordare e commenta “non posso sapere tutto”.

Nell’intervista fiume, poi, non manca un momento di autocelebrazione e megalomania. Facendo riferimento ai recenti arresti relativi all’inchiesta sull’Expo 2015, Grillo si assume il merito dell’operazione: “Non è un caso che siano avvenuti due giorni dopo la nostra visita ai cantieri”, afferma. E aggiunge: “Ora la magistratura si sente protetta da un movimento politico importante come il Movimento 5 Stelle”.

Ma nonostante tutto, Grillo resta un buon venditore, ha idee confuse e spesso fallimentari ma dall’intervista riesce ad uscirne vincitore. In una delle ultime battute, ad esempio, confonde il Durc (documento unico di regolarità contributiva) con la non meglio precisata e inesistente Darsu, prendendo in “contropiede” un imbarazzato Mentana che, temendo di essersi perso qualcosa, desiste dal correggerlo ancora una volta. Grillo, allora, coglie la palla balzo e passa al contrattacco: “Vede – dice additando il conduttore – lei non sa nulla”.

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