Carta di Roma, primo rapporto su media e immigrazione in Italia

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di Elena Angiargiu

Due notizie al giorno in prima pagina, meno cronaca nella stampa nazionale e più attenzione alle vite quotidiane di migranti, richiedenti asilo e rifugiati in Italia. Nell’ultimo anno è cambiato il modo di raccontare l’immigrazione: i figli di immigrati conquistano un protagonismo attivo, le donne sono sottorappresentate, mentre permane nei media una certa etnicizzazione delle notizie, la tendenza a rimarcare l’appartenenza nazionale, specie nei casi di cronaca nera. Sono alcuni dei risultati della ricerca “Notizie Fuori dal Ghetto”, presentata a Montecitorio e trasmessa in diretta webtv il 16 dicembre, realizzata a due anni dall’istituzione dell’Associazione Carta di Roma.

Carta di Roma – Giovanni Maria Bellu, neo presidente dell’Associazione, al suo primo rapporto annuale, ha ringraziato la presidente della Camera Laura Boldrini, nel 2008 tra i promotori, durante il suo precedente incarico all’UNHCR, del codice deontologico, insieme a Roberto Natale, ex presidente della FNSI e al CNOG, per l’adozione di strumenti utili ad un’informazione corretta sui temi dell’immigrazione e dell’asilo, che hanno generato “un laboratorio sociale e culturale di confronto tra organizzazioni sociali e redazioni giornalistiche”, come ha evidenziato Antonio Russo, consigliere di presidenza Acli e membro direttivo di Carta di Roma, tracciando un primo bilancio dell’operato dell’Associazione.

Laura Boldrini ha aperto l’incontro sottolineando il ruolo delle donne migranti, “protagoniste” nella società, ma rappresentate sistematicamente come “vittime” di violenze o femminicidi, invitando, invece, gli operatori dell’informazione a farle “uscire dal ghetto”, raccontandone la forza e il coraggio, che “devono emergere allo stesso modo anche nella sfera mediatica”. Nella stessa direzione il messaggio inviato dal ministro Cécile Kyenge, che ha riconosciuto il ruolo dei media nell’agevolare l’integrazione degli stranieri incoraggiando la lotta al razzismo in un’ottica di cambiamento culturale.

Risultati della ricerca – Nell’illustrare i dati del Rapporto, Marinella Belluati, ricercatrice dell’Università di Torino e rappresentante del Comitato Esecutivo Osservatorio Carta di Roma, ha ribadito che l’immigrazione è uscita dal ghetto della cronaca, ad eccezione della stampa locale ancora largamente incentrata sulla cronaca nera e su una scarsa capacità di innovazione del linguaggio, con il ricorso a termini quali “zingari” e “nomadi” nella rappresentazione di Rom e Sinti, stigmatizzati anche dalla stampa nazionale.

Oltre alla scarsa visibilità sui media delle donne migranti, colpisce la rappresentazione delle seconde generazioni all’interno dell’informazione televisiva, con particolare attenzione al dibattito su ius soli e diritti di cittadinanza per i figli di immigrati nati in Italia. Ampio spazio alle biografie dei ragazzi, in cui anche il velo, simbolo religioso di diversità, assume un nuovo significato, indossato da giovani attive nel rivendicare i propri diritti, ha precisato la Belluati.

Esperienze e riflessioni – Nella parte finale dell’incontro Pietro Suber, vicepresidente dell’Associazione e giornalista del Tg5 ha intervistato Ribka Sibathu, docente e scrittrice di origine eritrea, che ha riscontrato un peggioramento degli episodi di razzismo nel quotidiano rispetto ad una decina di anni fa; Francesca Paci, giornalista de La Stampa, Paolo Conti del Corriere della Sera e Lucia Ghebreghiorges, giornalista italo-etiope di Rete G2. Quest’ultima ha apprezzato la crescente attenzione dei media verso le seconde generazioni, anche se le difficoltà stentano ancora ad emergere, mentre la Paci ha riconosciuto ai codici deontologici il merito di aver stimolato una nuova consapevolezza sul racconto della tematica migratoria, aspetto su cui ha concordato anche Conti, sottolineando gli sforzi compiuti in tal senso da buona parte della stampa. Una raccomandazione ha messo d’accordo tutti: investire nella formazione dei giornalisti sui temi dell’immigrazione per produrre un miglioramento qualitativo dell’informazione sulla migrazione e l’asilo.

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