Italia e Ucraina in piazza. Proteste diverse con l’Europa al centro

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di Azzurra Petrungaro 

L’Italia, l’Ucraina, l’Europa e le proteste. Se si dovesse dare un titolo alle vicende che stanno coinvolgendo i due paesi, questo potrebbe essere uno valido. Certo non sarebbe esaustivo. Si limiterebbe a citarne superficialmente i soggetti e i temi protagonisti, senza spiegare le istanze e le posizioni. Lascerebbe in ombra le caratteristiche dei movimenti di contestazione, le loro alleanze, le loro richieste. Si arriverebbe a correre il rischio di accomunare le mire della rivolta ucraina con quella dei Forconi italiani. Invece no.

Ci sono due proteste in corso in questo autunno ormai agli sgoccioli, una in Ucraina, popolare, numerosa, partecipata e con dei chiari obiettivi e una in Italia, indefinita, scomposta e scarsamente condivisa. Ci sono due proteste in corso, una contraria e l’altra favorevole all’Europa, alcuni vorrebbero uscirne, altri vorrebbero entrare a farne parte.

I Forconi. “Il Movimento dei Forconi è un’Associazione di agricoltori, pastori, allevatori stanchi del disinteresse quando non del maltrattamento da parte delle istituzioni”. Questa è la descrizione presente sulla pagina Facebook del movimento che nasce in Sicilia nel 2012 sotto la guida di Mariano Ferro, imprenditore agricolo di Avola.

La paternità delle proteste è da attribuire a organizzazioni di estrema destra, come Forza Nuova che da subito ha fornito il sostegno necessario. Si battono contro l’ipocrisia della classe dirigente e puntano a una diminuzione delle tasse e della burocrazia. Ma il progetto più ambizioso è probabilmente l’adozione di una moneta complementare siciliana per rilanciare i consumi interni dell’isola. Si tratterebbe in breve di boicattare la moneta unica e di rendersi relativamente indipendenti dall’Unione Europea.

Proprio l’UE è il punto cardine delle rivendicazioni dei Forconi, che a loro dire non si riconoscono in questa istituzione: “Non possiamo avere solo un’Europa fatta di banche e finanza, non è un’Europa di popoli, questa è una dittatura”, afferma Danilo Calvani, il chiacchierato leader dei Forconi che abbandona le piazze della protesta montando su una Jaguar. Sarà per questo che sabato 14 dicembre un gruppo di aderenti ai Forconi insieme ad alcuni militanti di CasaPound hanno tentato di sostituire la bandiera dell’UE con il tricolore, finendo per essere denunciati e arrestati. Immediata la solidarietà dei Forconi espressa per voce di Alessio Provaroni, coordinatore delle dimostrazioni romane del 9 dicembre.

I Forconi anti-europei, come la Lega e come il Movimento 5 Stelle. E infatti a Grillo i Forconi piacciono e probabilmente non solo a lui. Anche la stampa è fortemente affascinata da questo movimento e dalla “rivoluzione” che sembra stia mettendo in atto, o almeno è quanto riferiscono i quotidiani.

Protesta ucraina. Russia o Europa. È il binomio sul quale oscilla l’Ucraina dall’anno della sua indipendenza dall’Unione Sovietica, nel 1991. La tensione verso l’UE è quella auspicata dalle migliaia di persone che dal mese di novembre affollano le strade e le piazze di Kiev e delle altre principali città ucraine. Sotto accusa ci sarebbero gli atteggiamenti di subalternità messi in atto dal Presidente Janukovič, soprattutto in riferimento alla sospensione del processo di preparazione per la firma dell’accordo di libero scambio con i paesi dell’UE, che avrebbe dovuto avere luogo tra il 28 e il 29 novembre scorso, a Vilnius, in Lituania.

La popolazione ucraina aspira fortemente al conseguimento di accordi commerciali con l’Europa, fiduciosa di trarne dei cospicui vantaggi, superiori di certo a quelli derivanti dall’unione doganale promossa dalla Russia per contrastare l’accordo di Kiev con l’UE e accordata per il momento da Bielorussia e Kazakistan. Ma il distacco da Mosca e la presa di distanze dall’orbita di potere di Vladimir Putin non sono così semplici.

La Russia rappresenta l’immenso mercato in cui l’Ucraina esporta e importa ingenti quote di risorse energetiche, fattore che incide in modo determinante sull’economia e sulla possibilità che Janukovič rinunci all’alleanza con Mosca per gettarsi nel partenariato con l’UE. L’Unione Europea infatti, in questo momento di drammatica congiuntura economica, non potrebbe mai garantire a Kiev l’appoggio finanziario di cui necessita per distaccarsi definitivamente dalla sfera d’influenza russa.

Nel frattempo i manifestanti ucraini, sostenuti dai loro connazionali sparsi per il mondo, rivendicano le loro posizioni filoeuropeiste e antigovernative, nonostante la profonda connessione del loro Paese con la storia e la cultura russa.

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One thought on “Italia e Ucraina in piazza. Proteste diverse con l’Europa al centro

  1. Calvani vuol dire fiducia?

    Dopo Grillo arriva un altro Masaniello
    Che col popolo si sciacqua culo e bocca.
    Tutto quel che trova in giro lui accrocca,
    capta pure gli operai del manganello.

    C’è una rabbia che si taglia col coltello.
    Disperati stanchi della filastrocca
    Di una politica senz’anima e farlocca
    Destinata a una condanna senza appello.

    Il Danilo c’ha le scarpe belle grosse
    E c’ha il naso di chi sa fiutare il vento
    che al confronto pure Grillo è un dilettante.

    Gente o popolo, si sa che le sommosse
    alla fine sono solo il basamento
    per la statua dell’ennesimo brigante.

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