Bratislava: sconosciuto gioiellino della middle Europa

di Eloisa De Felice

Il noto triangolo della middle Europa, Budapest, Vienna, Praga, ingiustamente, lascia fuori un delizioso gioiellino. Il suo nome? Bratislava. Con il suo piccolo centro storico, completamente pedonale. I suoi sapori forti, da cucina adatta alle rigide temperature. E la sua cultura, misto tra reminiscenze di quel che fu il suo periodo socialista e l’incalzante modernità. Meta facilmente raggiungibile con i tradizionali mezzi, quali aereo e treno, può diventare veramente affascinante, via fiume. Da Vienna o da Budapest in meno di un’ora di navigazione.

Il Danubio, vera anima della città, la divide esattamente in due: su una sponda, la parte vecchia, anche nota come Staré Mesto, dall’altra, il quartiere nuovo, residenziale, di Petržalka. Scorre, placidamente, senza turbarsi minimamente se nel farlo passa sotto ponti più tradizionali, quali l’Apollo Bridge, o ai piedi del futuristico e fantascientifico Novy Most. Al suo apice, infatti, si trova una assurda costruzione a forma di disco, chiamata dagli abitanti, assolutamente non senza cognizione di causa, Ufo. Qui è ospitato un ristorante e la vista è mozzafiato, se ve ne resta ancora un po’ dopo il conto.

Ma è nell’incontro tra il Danubio e il Moravia, presso il Castello di Devín, pochi chilometri fuori città, che il loro scorrere modifica il territorio. Questo luogo, simbolo non solo della storia slovacca, ma anche di quella slava, fu baluardo di frontiera sia della Grande Moravia sia dell’antico stato ungherese. Se, oggi, si limita solo, se così si vuol dire, ad affascinare i turisti, per secoli, è stato, invece, un punto assolutamente strategico d’avvistamento. Persino, volutamente, distrutto da Napoleone e dalle sue truppe. E di tutte queste vestigia ne è piane l’aria che ha un suo non so che di indefinibile fascinazione.

L’incognita è purtroppo la lingua che non si può proprio definire ne accessibile ne internazionale. Quindi, da non perdere, in parole chiave: Hlavné námestie, ovvero la piazza principale, vero cuore del centro antico e Bratislavský hrad o Castello di Bratislava anche se, in realtà, si tratta di una vera e propria fortificazione militare. Passando qualche minuto per Katedrála svätého Martina, ovvero la Cattedrale di San Martino e, infine, ma non da ultima, Kostol svätej Alžbety o Chiesa di Santa Elisabetta,  più conosciuta come Modrý Kostolík o Marshmallow Church, per il suo caratteristico colore bianco e blu che la rende tanto simile ad una gigantesca caramella.

 

foto di Eloisa De Felice:  Modrý Kostolík o Marshmallow Church 

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