Formula 1, GP Emirati Arabi: settebello di Vettel e doppietta per la Red Bull, podio per Rosberg

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“Mi sembrava di volare”. Ha detto questo Sebastian Vettel al termine del gran premio degli Emirati Arabi e sarebbe facile rispondere che la Red Bull mette le ali, ma la sensazione è davvero questa. Col titolo mondiale già in tasca, il tedesco ha stravinto ancora, settima vittoria consecutiva, undicesima stagionale e 37.ma in carriera, numeri da mostro e da fenomeno.

La Red Bull fa festa anche con Mark Webber che completa la doppietta della scuderia austriaca, la terza per le lattine in questo campionato, la quindicesima in totale, superata la coppia Senna-Prost. E fa festa anche la Mercedes che piazza Nico Rosberg sul gradino più basso del podio e mantiene il vantaggio sulla Ferrari nella lotta per conquistare il secondo posto nel mondiale costruttori. E pensare che la pole position era di Webber e che Vettel non l’aveva presa proprio bene, uscendo dalle qualifiche di sabato con la faccia ingrugnata; ma è bastato poco al neocampione per ritrovare il sorriso: il compagno di squadra ha toppato partenza come suo solito lasciandogli spazio e prestando il fianco al sorpasso che ha condotto Vettel a scomparire dalla vista degli altri 21 piloti fino a chiudere la gara con 30 secondi di vantaggio sul compagno di scuderia, ennesima dimostrazione di quanto la perfezione della Red Bull conti, ma anche che tra Vettel e Webber le differenze ci sono e sono pure tante. Bene Rosberg, come detto, che ha preceduto Grosjean (quarto) ed Alonso, quinto dopo esser partito dalla decima posizione ed aver effettuato una discreta rimonta che lo ha portato anche ad un sorpasso sulla Toro Rosso di Vergne al limite della sanzione. Bella gara di Di Resta (Force India) che col sesto posto finale ha preceduto un Lewis Hamilton sottotono ed un Felipe Massa che ottavo si era qualificato ed ottavo ha tagliato il traguardo. Punti iridati anche per la McLaren di Perez e per l’altra Force India di Sutil, mentre discretamente si è comportata la Williams con Maldonado che ha sfiorato la decima posizione. Molto male invece Raikkonen, costretto già a partire dal fondo dello schieramento a causa del peso irregolare della sua Lotus al termine delle prove, e speronato dalla Caterham di Van der Garde dopo una manciata di secondi dal via costringendo il finlandese al ritiro.

Mancano due gare, la lotta per il titolo è chiusa (ammesso che sia  stata mai aperta), il secondo posto nella classifica costruttori appare indirizzato verso Stoccarda più che verso Maranello, perchè la Mercedes sta discretamente e la Ferrari arranca. Fra due settimane si va negli Stati Uniti (Austin – Texas ), ancora quindici giorni e sarà di nuovo Formula 1.

di Marco Milan

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