FSE, intervista al Prof. Roberto Guarasci. “La realizzazione di una infrastruttura sovra regionale è la condizione di base per qualunque seria attivazione del fascicolo”

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di Tiziano Aceti

Torniamo a parlare di digitalizzazione della sanità e del progetto riguardante il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Lo strumento digitale per una riforma della Sanità italiana è ormai indispensabile se si pensa ai vantaggi connessi al suo uso. Il pieno utilizzo del FSE porterebbe vantaggi nei termini di una migliore efficienza legata alla gestione e al recupero dei dati, ad una diminuzione dei tempi di ricerca, ad una semplificazione dello scambio di informazioni, senza dimenticare ovviamente il considerevole risparmio economico. In merito abbiamo contattato il Professor Roberto Guarasci del CNR che insieme all’Ing. Giuseppe De Pietro è il coordinatore del progetto sul Fascicolo Sanitario Elettronico. 

In passato (dicembre 2012) abbiamo avuto occasione di rivolgerle alcune domande riguardo al Fascicolo Sanitario Elettronico. A distanza di dieci mesi può dirci se sono stati fatti passi in avanti in materia di digitalizzazione della sanità?

Dal punto di vista normativo direi di sì. La conversione in legge del cosiddetto “decreto del Fare” ha definito compiti, ruoli e scadenze per l’adozione del fascicolo sanitario elettronico da parte delle regioni prevedendo anche delle sanzioni per le amministrazioni inadempienti.

L’importanza del Fascicolo Sanitario Elettronico è ormai un dato di fatto. L’obiettivo di diminuire le distanze tra le varie realtà territoriali è di sicuro un aspetto primario dell’intero progetto. Quanto è importante, dunque, la realizzazione della infrastruttura di interconnessione sovra-regionale del Fascicolo Sanitario Elettronico?

La realizzazione di una infrastruttura sovra regionale è la condizione di base per qualunque seria attivazione del fascicolo. Ricordandoci che la competenza sulla Salute e, quindi, sul fascicolo, è delle Regioni che in vari modi hanno già avviato delle realizzazioni più o meno funzionanti è di tutta evidenza che non si può che prevedere una struttura di interconnessione tra quanto già realizzato. La criticità vera è la governance dell’intero processo federato che è molto più complesso e problematico di una soluzione accentrata.

Sappiamo che nel 2013 è stato avviato, dopo la fase del progetto denominata OpenInFse, un ulteriore passaggio riferito all’Evoluzione e all’ Interoperabilità Tecnologica del Fascicolo Sanitario Elettronico. In cosa consiste, nello specifico, questa fase successiva del progetto?

L’ultima fase del progetto ha previsto l’assistenza all’attivazione delle soluzioni di fascicolo in due regioni della convergenza: Calabria e Campania. Ciò non significa che il fascicolo è attivo e funziona ma, semplicemente, che ne è stato dimostrato il funzionamento allo stato delle cose e senza ulteriori investimenti utilizzando alcune strutture di ricovero e cura come beta test. A questo punto deve intervenire la volontà politica delle amministrazioni regionali per mettere in essere tutti quegli adempimenti organizzativi necessari all’alimentazione del fascicolo da parte degli attori del Servizio Sanitario Nazionale.

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