Formula 1: Vettel mostruoso conquista anche Singapore, Alonso secondo, Raikkonen terzo

Impressionante, schiacciante ed imbarazzante. Questo è Sebastian Vettel, questa è la sua Red Bull. Nessun dubbio ormai sulla conferma del titolo mondiale del tedesco, che non appena la matematica glielo consentirà, festeggerà il quarto campionato del mondo consecutivo.

A Singapore è stato un dominio assoluto quello del numero 1 della Red Bull, dal venerdì passando per il sabato e arrivando alla gara della domenica che ha avuto come unico brivido la partenza quando Rosberg, partito in prima fila accanto a Vettel, ha osato attaccare il re che però ha tenuto il piede schiacciato sull’acceleratore lasciando dietro il connazionale della Mercedes e partendo in un viaggio solitario senza rischi che lo ha portato a conquistare senza patemi la vittoria numero 33 in carriera, ribadendo la sua superiorità. Che sia l’erede di Michael Schumacher è evidente da tempo, che ora Vettel punti al record del suo celebre connazionale (7 titoli mondiali) è altrettanto chiaro e non appare una chimera.

Dietro al cannibale tedesco si piazza Fernando Alonso, strepitoso al via quando parte dalla settima posizione e in meno di cento metri si beve quattro avversari girando terzo alla prima curva. Il secondo posto finale dello spagnolo arriva poi anche grazie all’indovinata strategia della Ferrari che azzarda per lui una sosta in meno sfidando un’usura delle gomme che a conti fatti risulta irrilevante e lascia aperto un minuscolo spiraglio iridato per l’asturiano. Il mondiale è nelle mani di Vettel, Alonso lo sa, ma non vuole lasciare niente al caso per non aver alcun rammarico la sera del 24 novembre quando il campionato 2013 chiuderà i battenti. Terzo posto e podio meritatissimo per la Lotus di Kimi Raikkonen che partiva dalla tredicesima casella dello schieramento ed è stato in grado di risalire posizioni su posizioni, confermando talento e grinta, ingredienti ottimi per la scuderia giallonera, incoraggianti per la Ferrari in vista del ritorno in rosso del finlandese nel prossimo anno. Oltretutto, l’impresa di Raikkonen è potenziata dal problema alla schiena accusato dal finnico negli ultimi due giorni, rendendo difficili le sue manovre. Quarto posto un po’ deludente per Rosberg che scattava dalla prima fila, ma è stato beffato dalle migliori strategie della Ferrari e della Lotus, ma anche dalle loro vetture più veloci. Stesso discorso per l’altra Mercedes di Hamilton che quinto partiva e quinto è arrivato; poca roba per le ambizioni dell’inglese. Sesto Massa che proprio in extremis sfila la posizione a Mark Webber, costretto al ritiro a causa del suo motore in avaria che a pochi passi dal traguardo ha anche deciso di prendere fuoco. Che l’australiano sia veramente il fratello disgraziato della famiglia reale della Red Bull è ormai certificato quasi quanto il mondiale del compagno di squadra. Parecchio sfigato pure Grosjean, a cui la sua Lotus gioca un brutto scherzo quando si stava giocando il podio e andava pure discretamente forte, costringendolo prima ad un pit stop da traffico cittadino il venerdì pomeriggio, poi al ritiro. Benino le McLaren, tradite dal deterioramento delle gomme nel finale, mentre molto male Ricciardo: il pilota della Toro Rosso, futuro compagno di squadra di Vettel alla Red Bull, calcola male i tempi di entrata in curva e va a schiantarsi contro le barriere di protezione, causando il suo ko e l’ingresso della Safety Car.

In classifica, come già anticipato, Vettel inizia il conto alla rovescia per celebrare il quarto mondiale consecutivo: 60 punti di vantaggio su Alonso (247 contro 187) a sei gare dal termine del campionato e con una vettura troppo superiore alle altre, sono una pietra tombale sul campionato 2013.

Il prossimo 6 ottobre tutti in Corea del Sud, ancora due settimane e sarà di nuovo Formula 1.

di Marco Milan

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