WTCC Sonoma – Rimandata la gioia di Muller

Le qualifiche sono state determinanti per il week-end appena trascorso sulla pista americana di Sonoma.

In gara 1 l’ottimo Tom Chilton, dopo aver soffiato nelle qualifiche la pole al francese Muller, riesce a condurre una gara praticamente perfetta e a tenere dietro un Monteiro scatenato.
Gara 2 eccitante e di grande soddisfazione per l’italiano Tarquini che riesce a conquistare il gradino più alto del podio con la sua Honda Civic, portandola per altro al successo nel trofeo costruttori.
Muller a un pugno di punti per l’ufficialità della conquista del titolo mondiale.

Gara 1 – Chilton soffiata la pole a Muller amministra con grande esperienza la posizione di testa, effettivamente mai insidiato se non da uno straordinario Monteiro, artefice per altro di un bel sorpasso sul solito francese che chiude la gara in terza posizione amministrando più che altro il risultato visto che l’unico sfidante rimasto, Nykjaer, penalizzato per un’irregolarità scivola in tredicesima posizione.

Gara 2 – Un Tarquini scatenato a bordo della sua Honda Civic da spettacolo, impossibilitato a partire dalla prima posizione a causa della penalizzazione di Nykjaer, si trova davanti il marocchino Bennani su BMW.

Il pilota BMW non riesce a tenere la prima posizione molto a lungo, già alla fine del primo giro Tarquini sale in testa alla corsa, merito comunque a Bennani per aver mantenuto la seconda posizione malgrado alcuni problemi di natura tecnica sulla sua BMW.

In terza posizione troviamo Bob Huff, il pilota tuttavia è costretto a rientrare ai box per un problema alla gomma anteriore sinistra, Michelsiz approfitta della ghiotta occasione e chiude al terzo posto, resistendo per altro agli attacchi del francese Muller che in caso di terzo posto avrebbe matematicamente conquistato il titolo mondiale.

Appuntamento tra due settimane in Giappone sul circuito di Suzuka, dove probabilmente Muller andrà a chiudere la questione titolo piloti, i suoi 343 punti lo tengono al sicuro da 199 di Tarquini e dai 180 di Nykjaer.

di Francesco Galati

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