Us Open. Serena Williams imbattibile, l’Azarenka ci prova ma l’americana si prende lo slam numero 17

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Si è chiusa con il botto la finale degli Us Open 2013, si è chiusa come tanti volevano e come in molti avevano pronosticato. Vince l’infinita Serena Williams su una comunque grandissima Azarenka, che alla fine dell’incontro non ha retto e si è lasciata andare alle lacrime per un altro Us Open sfumato nella finalissima.

La verità è che Serena è quasi inarrivabile e se l’Azarenka prima dell’incontro ci credeva, grazie anche al successo a Cincinnati, il campo ha confermato poi che la più forte è sempre lei, la numero 1 del mondo. I numeri per Serena sono ormai impressionanti, nono titolo dell’anno, secondo slam stagionale, ma soprattutto diciassettesimo slam in carriera, proprio come Roger Federer; e come Roger ha portato ieri a casa il quinto Us Open, che si aggiunge ai cinque Australian Open, ai cinque Wimbledon e ai due Roland Garros. Lo svizzero però nella speciale classifica degli slam non ha nessuno avanti, Serena invece non si può fermare. L’americana deve continuare a vincere perché a 18 slam ci sono due mostri sacri come Martina Navratilova e Chris Evert, a 19 Helen Wills Moody, a 22 Steffi Graff e a 24 Margaret Smith Court.

Ci sono tanti tornei ancora da vincere e a un’agonista come la Williams questo non può far altro che da stimolo. Continuare a vincere nonostante i 32 anni da compiere a fine mese non è impossibile. Allo stato attuale il campo parla chiaro e lei la più forte: tecnica, potenza e concentrazione. In più nel panorama tennistico femminile, Azarenka a parte, in poche, quasi nessuna, riesce a tenere il confronto con lei, nonostante l’età purtroppo cominci ad avanzare. Questa Serena non più giovanissima è però vincente più di prima, crescere porta con sé tanti altri vantaggi, corregge quegli eccessi che la gioventù ha in dote, e la Williams questi vantaggi li sta sfruttando tutti. Insomma non è un caso l’aver rivinto il Roland Garros a 11 anni di distanza dalla prima volta.

La partita – Che l’Azarenka sia l’unica in grado di tenergli testa l’avevamo già visto e anche nella finale di ieri Victoria ci ha provato in tutti i modi. Il primo set dopo un break della Williams e un immediato contro break della Azarenka prosegue sui rispettivi servizi, anche se la Williams, stranamente, è quella che incontra qualche difficoltà in più. Come ad esempio nel decimo gioco: sul 40-30 e servizio al Williams commette doppio fallo e fallo di piede nel giro di pochi secondi, il game è complicato e l’Azarenka le prova tutte per prendersi il break che avrebbe voluto dire primo set. Alla fine però due rovesci poderosi e un ace regalano il 5-5 alla Williams. L’americana è come se abbia ricevuto la scossa che gli serviva. Sotto 40-15 rimonta e vola 6-5 a servire per il primo set. L’ultimo game Serena lo controlla con la tranquillità delle grandissime, 7-5 si va al secondo. Il secondo set per la Williams sembra uno scherzo: subito break,  e sul 3 a 1 un altro break: 4-1 Serena, l’Us Open 2013 sembra finito. Ma è qui che l’Azarenka si prende gli applausi dell’Arthur Ashe, la numero 2 del mondo non ci sta a gettare la spugna così. Sul 4-1 piazza subito il contro break e tiene, nonostante un doppio fallo, il servizio: 4-3, ormai la bielorussa non ha niente da perdere e tira a tutto braccio. In un amen l’Azarenka è di nuovo in partita, ma Serena sembra aver superato il momento di defaillance va sul 5-3 e il torneo sembra di nuovo vicino alla conclusione in due set. L’Azarenka continua a non essere d’accordo: tiene il servizio e nel game decisivo è brava a mettere pressione in risposta all’avversaria. Serena fa un doppio fallo, sbaglia un rovescio di troppo e il set torna ad essere in parità. Sul 5-5 le due non sbagliano più fino al tie break dove continua a regnare l’equilibrio fino al 6-6. La Williams però commette due errori di fila che regalano il terzo set alla bielorussa. Chi si aspettava di vedere ancora equilibrio rimane però deluso: nel terzo set la Williams è una macchina e l’Azarenka paga lo sforza della rimonta: sul 2-1 l’Azarenka spreca il 40-15 e perde il servizio, è l’inizio della fine. La Williams non perde più un gioco e si prende così ancora una volta tutta la scena: è lei la campionessa indiscussa.

di Cristiano Checchi 

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