Serie A. La Juventus a -4 dallo scudetto. Solo pareggio per la Roma, Ilicic salva il Palermo

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Il posticipo – Ci si aspettava almeno un po’ di spettacolo nel big match tra Juventus e Milan, alla fine invece tra agonismo e grinta lo spettacolo è proprio quello che è mancato. La Juventus per lo scudetto, il Milan per allontanare le velleità viola. Alla fine però a sorridere insieme a Conte è proprio Montella. Che sarebbe stata una partita dura il Milan l’aveva capito subito, dopo una bella parata di Abbiati il portiere milanista è stato costretto al cambio, poco dopo stessa sorte per Amborsini. Allegri in 45′ minuti si è così dovuto giocare due cambi. Alla fine quello di Amelia per Abbiati si rivelerà anche quello decisivo, ma in negativo per i rossoneri. Il portiere di Rocca Priora infatti in un’uscita scriteriata ha abbattuto Asamoah. Vidal ha realizzato il gol vittoria, quello che porta a -4 la distanza bianconera dal secondo scudetto consecutivo. A Vinovo ormai hanno pronti ago e filo, con la pazza idea di cucire proprio il giorno del derby oppure il 5 maggio in casa contro il Palermo (altro ricorso storico piacevole per i bianconeri). Per il Milan è invece ancora tempo di bagarre con la Fiorentina a solo un punto di distanza.

Messo da parte il posticipo c’è da parlare del pomeriggio folle della 33.ma di serie A. All’Olimpico di Roma è andato in scena l’ennesimo harakiri della storia romanista, a Firenze gol e spettacolo, con uno psico-dramma viola evitato grazie alla zampata nel finale di Romulo. A Catania, nel derby di Sicilia, la mega rissa ha condito il finale di una sfida già di per se caldissima. Ma procediamo con ordine.

Che il Pescara onorasse il campionato fino alla fine lo si è era visto anche nella sfida di 7 giorni fa contro il Siena, a Roma c’è stata la riporva. Gli abruzzesi inchiodano la Roma sull’1 a 1, rischiando con Sforzini in avvio e con Di Francesco nel finale di fare anche il colpaccio. La rete del vantaggio biancoceleste è firmata da uno ancora un po’ giallorosso, Caprari. A pareggiare è stato l’uomo caldo del momento, Destro, inspiegabilmente tenuto in campo in coabitazione con un Osvaldo invece impalpabile. Con tutto il rispetto per gli uomini di Bucchi (che hanno centrato il loro secondo punto in tutto il girone di ritorno) è la Roma che si è complicata la vita, regalando 45 minuti e mostrando comunque poco anche nella ripresa. La situazione in casa giallorossa resta comunque, nonostante la finale di Coppa centrata, delicata. Andreazzoli, che ha finito con 6 punte in campo, difficilmente (anche nel caso di vittoria in Coppa Italia) resterà al timone della squadra il prossimo anno. Alimentando quindi i dubbi su che Roma sarà.

Molto più spettacolo si è visto invece a Firenze, dove in 90’ si è assistito a tutto. Si esce dal Franchi con un’unica certezza: ormai la Fiorentina è squadra vera, ieri un po’ pazza, ma comunque pronta per l’Europa, che potrebbe anche essere quella che conta di più (visto poi la sconfitta rossonera). È un’altalena di gol ed emozioni, è c’è da star sicuri che ne Montella ne Ventura sono contentissimi per questo. Nel primo tempo è viola show, che anche senza Jovetic e Toni, trova le reti con Cuadrado, Aquilani e Ljajic. Poi anche il Torino decide di giocare, in chiusura di primo tempo il gol di Barreto sembra solo un fuoco di paglia, ma nella ripresa ecco arrivare le reti di Santana e quella splendida dell’ex Cerci. Sembrava finita ma poi Romulo ha sentenziato che la viola può ancora sognare la Champions, mettendo comunque un primo grande mattone almeno per l’Europa League. Tanto spettacolo e polemiche (vedere il twitt di De Laurentis per credere) al San Paolo in Napoli – Cagliari. A passare in vantaggio sono stati i rossoblù con un grande gol di Ibarbo, il pareggio è un autogol di Astori, convalidato dopo un conciliabolo tra i tre arbitri lungo due minuti. Il gol del vantaggio è di Cavani ed è molto dubbio, l’uruguagio sembra avanti, a ristabilire la parità è poi Sau, che se si chiamasse Sauinho avrebbe gli occhi di mezzo mondo addosso. Il suo è un euro gol a giro sotto il sette, a emulare Sau e poi Insigne che al 94’ ha trovato l’angolino grazie a una deviazione: 3-2 e Champions ormai quasi certa.

Nel derby di Sicilia, con il Catania che segue l’Europa e il Palermo che segue la serie A, tanto calcio e botte. A far tremare Palermo è stato Barrientos, allo scadere però il gol di Ilicic (vero trascinatore dei rosanero) consegna di nuovo qualche speranza a Sannino. Dopo il gol del pareggio il lato brutto del calcio esce fuori, prima la testata di Barreto ad Andujar, poi il portiere risponde con dei pugni all’avversario che gli valgono il rosso, ora il palermitano rischia comunque la prova tv. Anche a Bologna non si va oltre l’1 a 1, anche se una nota la merita la maglia verde del Bologna, che va ad allungare la serie delle strane maglie viste sui campi di calcio, dove il massimo esemplare resta comunque quella del Barcellona da trasferta. A regalare il comodo punto alle due compagini sono stati Gilardino e Sansone, gol che valgono la quasi matematica salvezza per entrambe.

In fondo – Con il Palermo bloccato a Catania, grandi rimpianti li può avere il Siena. Gli uomini di Iachini sono infatti caduti in casa contro il Chievo Verona. Per i clivensi il gol vittoria è del redivivo Pellissier, per il Siena il rimpianto è scaturito dal gol ingiustamente annullato a Paci. Per Corini ormai la salvezza è una pura formalità, per Iachini c’è invece ancora molto da soffrire, domenica prossima la trasferta a Roma con la classifica che recita Siena 30, Genoa 29, Palermo 29, Pescara 22.

Gli anticipi – Alle 12 e 30 nella sfida tra due squadre in crisi è stata l’Inter ad avere la meglio sul Parma. A San Siro la traversa di Vlades ha fatto tremare Stramaccioni e un cupo Moratti in tribuna, alla fine però a pochi minuti dal triplice fischio è stato Rocchi a riportare l’Inter al quinto posto. La quinta piazza in classifica è realtà per i neroazzurri grazie alla sconfitta di sabato sera della Lazio in casa dell’Udinese. L’acrobazia di Di Natale (18esimo gol in campionato) vale i 3 punti e basta per regolare una Lazio sempre più in crisi e in difficoltà. Non sembrava possibile ma con 51 punti anche Guidolin è tornato a sperare nell’Europa. Nell’anticipo delle 18 invece l’ennesimo passo falso del Genoa, che in casa contro l’Atalanta non è andato oltre l’1 a 1, frutto dei gol di Floro Flores e Del Grosso. La classifica per la squadra di Preziosi non smette di fare paura.

Cristiano Checchi

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