H3G e Telecom, un’acquisizione (quasi) impossibile

di Francesco Galati

L’ipotesi è di quelle che fa tremare le gambe, un colosso cinese che vuole affermare con forza la sua posizione nel mercato italiano in un settore certamente delicato, quello delle telecomunicazioni.

I problemi per un’acquisizione di questo genere sono tanti e non soltanto di natura finanziaria vista la delicatezza del settore, che soprattutto nella società odierna, basata molto sulle telecomunicazioni, non può esse trattata con leggerezza.

Questioni extra economiche – Le principali questioni extra economiche riguardano la gestione del sistema delle telecomunicazioni, in merito si sono espressi anche diversi politici tra cui Paolo Gentiloni (PD) che ha dichiarato “Chiedo al Presidente Monti e al ministro Passera di riferire urgentemente in Parlamento sul negoziato in corso tra Telecom e H3g. Un silenzio assordante circonda infatti il futuro di un’impresa che, oltre ad essere la principale impresa italiana di telecomunicazioni, possiede anche la nostra infrastruttura di rete e l’accesso all’immenso patrimonio di dati che contiene”, una preoccupazione bipartisan che ha visto anche Gasparri (PDL) esprimersi sulla questione “La rete della Telecom è fondamentale per la vita, le comunicazioni, la stessa libertà del nostro Paese. È bene capire quale destino potrebbe avere qualora ci siano assetti proprietari diversi alla luce dei negoziati tra Telecom e H3G. La confusione politica non consente di trascurare una questione fondamentale di cui dovremmo discutere in Parlamento”.

Le preoccupazioni dei due esponenti sono ben fondate, Gentiloni ha infatti anche sottolineato l’importanza strategica di un settore così cruciale, senza dimenticare la questione Golden Share, che rappresenta una disputa, per altro ancora aperta, con l’UE. 

La questione Golden Share – Cosa significa Golden share? Il Golden Share è un istituto giuridico che assegna dei poteri speciali in caso di processi di privatizzazioni d’imprese pubbliche.
Sulla questione l’UE ha richiamato l’Italia, difatti c’è un provvedimento di attuazione del decreto legge del 15 marzo 2012, convertito dalla legge 56 dell’11/5/12, riferito all’errata formulazione del concetto di Golden share, ma non ancora attuato.
L’UE ha comunque ritenuto di permettere al potere politico di intervenire nel caso in cui il settore sia di particolare importanza strategica, ed è innegabile che le telecomunicazioni rientrino in questo ambito.

Aspetto finanziario –Enrico Cucchiani che è l’AD della banca che fa riferimento alla società Telco che controlla per il 23% Telecom, ha dichiarato che la presenza di investitori esteri interessati a società italiane non può che far piacere, soprattutto se si tratta di un competitor già presente nel mercato, come altri. Sicuramente questo sarà il tema caldo della riunione di dopo domani, che però per ovvie ragioni taglierà fuori molti tra gli investitori di minoranza.

Una cosa è certa, Telecom ha sfruttato la posizione di ex azienda monopolista per molti anni e negli ultimi tre ha perso parecchio terreno rispetto ai suoi competitors, quindi una iniezione di capitali e la volontà di un grande colosso di migliorare non può che essere di buono auspicio per il futuro.

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