Women@work. Il volto nuovo delle donne in carriera.

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di Emiliana De Santis

Ce lo ha ribadito anche l’Istat: su base mensile le occupate sono salite di 0,5 punti percentuali, cioè di 50mila unità, mentre la componente maschile è rimasta sostanzialmente ferma, segnando una variazione occupazionale nulla tra gennaio e febbraio 2013. Stessi dati per l’occupazione annua che vede le donne sempre più impegnate e sempre più protagoniste del mondo del lavoro. È per questo che Linkedin, in collaborazione con Cross-Tab ha girato 13 Paesi per intervistare un campione di 5.300 donne tra i 18 e i 65 anni per capire quali ostacoli incontrano nel percorso professionale, il significato che attribuiscono al successo, se ritengono di poter trovare un equilibrio tra carriera e famiglia

Linkedin, fondata dieci fa nella Silicon Valley, mette in contatto i professionisti di tutto il mondo per migliorarne la produttività e le opportunità di successo. Con più di 200 milioni di membri, inclusi i dirigenti di ognuna delle aziende Fortune 500, il social network è la più grande rete professionale di Internet al mondo. Cross-Tab è invece una delle principali società di servizi di marketing presenti sul mercato. Da 13 anni è leader nel settore ed offre una gamma completa di attività di ricerca e analisi dei dati, attraverso le più moderne tecnologie disponibili. Insieme hanno costituito una forza di rilevazione ed analisi molto accurata, riuscendo a stimare una serie di dati molto interessanti e, in alcuni casi, in netta controtendenza rispetto a soli 4 o 5 anni fa. Dal sondaggio è emerso ad esempio che il significato di successo a livello professionale è mutato drasticamente nel corso dell’ultimo decennio: mentre oggi la maggior parte delle donne che lavorano lo definisce come il giusto equilibrio tra carriera e vita privata, andando indietro di qualche anno solo poco più di un terzo delle donne metteva al primo posto questo aspetto. È invece diminuita l’importanza attribuita alla retribuzione che ha sicuramente il suo peso – specialmente se considerata in termini di disparità di genere – ma meno rispetto al valore del fare un lavoro stimolante e creativo.

Tuttavia le donne affrontano ancora parecchi ostacoli. L’assenza di un percorso di carriera ben definito, oltre alle su menzionate disparità di retribuzione e alla scarsa flessibilità sono percepiti come inibitori del successo professionale. Circa i due terzi delle donne lavoratrici, di fatti, gradirebbero un ambiente lavorativo più flessibile mentre sale ad 80 la percentuale delle donne che ritengono questo aspetto anche più importante di una maggiore rappresentanza nei ruoli dirigenziali. “Con l’avanzare della carriera lavorativa, la definizione che le donne danno del successo sembra essersi trasformata. Le moderne professioniste, non si battono solo per ottenere una posizione di maggiore influenza o uno stipendio più elevato. Le donne di oggi sono molto più inclini a individuare la chiave del successo nell’avere un lavoro interessante e soddisfacente e nel riuscire a bilanciare carriera e famiglia” spiega Marcello Albergoni, portavoce di Linkedin Italia.

Nel caso italiano, i risultati sono stati migliori di quanto ci si potesse aspettare ma non estremamente incoraggianti: è pari a 57 la percentuale delle intervistate che ha dichiarato di poter avere sia una carriera appagante sia una relazione e dei figli contro una media mondiale superiore di quasi 20 punti. C’è ancora una buona quota di connazionali che non crede di poter avere tutto. Si dicono di successo, invece, le residenti in Campania, Lazio ed Emilia Romagna al pari di indiane, brasiliane ed olandesi. Resta quindi forte la convinzione, supportata dai dati, secondo cui una legislazione statale che agevoli la famiglia sia il principale volano per lo sblocco delle risorse femminili, spesso intrappolate in meccanismi che ne impediscono l’uscita dal nucleo domestico. Non a caso i Paesi Scandivi vanno di pari passo con l’Olanda per la presenza di donne nel mercato del lavoro e per legislazione sociale. Per quanto riguarda poi l’aspetto fisico, sono meno del 30% a dichiarare che abbia avuto un qualche ruolo nel percorso di carriera.

“Il livello a cui è tenuta la donna è il barometro della civiltà: più alte sono le potenzialità aperte alle donne, più alto sarà il grado di civiltà”. Parola di Rita Levi Montalcini.

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