Continua la protesta del testimone di giustizia Dipalo: “Sono disposto a tutto per la mia famiglia”

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Francesco Dipalo, da quel che apprendiamo dal suo account facebook, è ancora su un traliccio dell’alta tensione in località protetta, al nord-Italia. Una clamorosa protesta che sembra cominciata circa due giorni fa. Riportiamo di seguito i post del testimone di giustizia di Altamura, teste chiave nel processo contro la mafia murgiana, pubblicati sulla sua bacheca facebook nella giornata di ieri e stamattina. Invitiamo nuovamente la stampa a dare diffusione alla notizia e le Istituzioni ad intervenire prontamente. Francesco rivendica nei confronti del Ministero degli Interni un servizio di protezione dignitoso per sè e per la sua famiglia. Ricordiamo che Francesco Dipalo ci ha fatto sapere, sempre tramite facebook, di aver indirizzato al presidente della Repubblica Giorno Napolitano una lettera in cui invita il Capo dello Stato ad interessarsi di quella che lo stesso definisce “la mia drammatica condizione di testimone di giustizia”. Una situazione, continua Dipalo nella lettera a Napolitano, “che non è diversa da quella di altri testimoni di giustizia che per senso civico o sensibilità istituzionale hanno sentito il dovere di testimoniare esponendo se stessi e le loro famiglie alle ritorsioni delle organizzazioni criminali”. (va)

25 febbraio
Questa notte è stata davvero dura da sopportare per freddo intenso e il traliccio ghiacciato, ma non mollo. Per garantire serenità e protezione alla mia famiglia sono disposto a tutto. Noi siamo persone oneste e non meritiamo di essere trattati al pari o peggio di criminali, è ingiusto.

24 febbraio
Ecco cosa ho scritto sullo striscione che pende sul traliccio
TESTIMONE DI GIUSTIZIA CONDANNATO DALLO STATO ALL’ ISOLAMENTO SOCIALE DOPO AVER DENUNCIATO IL CLAN.
NEGATO IL DIRITTO AL VOTO. DISTRUTTO IL FUTURO DEI MIEI FIGLI
ADESSO BASTA!!

24 febbraio
Cosa si è costretti a fare in questo paese per far rivalere i propri diritti.

24 febbraio
Continua la protesta. Funzionari dello stato continuano a far finta di nulla. Mi preparo a trascorrere un’ altra notte in cima. Ma io non mollo

24 febbraio
Si è sparsa la voce in città della mia protesta. Si è verificato un episodio che mai mi sarei aspettato. Mi ha chiamato mio figlio e mi ha riferito che si sono presentati nella nostra abitazione in località protetta tutti i nostri coinquilini e abbracciando mia mglie e mio figlio gli hanno detto che sono orgogliosi di noi per quello che abbiamo fatto. Uno di loro incuriosito di quello che ha letto sullo striscione passando sotto il traliccio è andato su internet e digitando testimone di giustizia è apparsa la mia foto e mi ha riconosciuto, ha informato gli altri condomini e sono andati a casa. Mia moglie é scoppiata in lacrime. Uno di loro poi ha portato a casa una guantiera di dolcetti è tutti hanno offerto la loro piena disponibilitá ad aiutarci, in qualsiasi modo, hanno detto a mio figlio che hanno inviato una mail al ministro dell’ interno con la quale hanno comunicato per iscritto di essere onorati e orgogliosi di averci come vicini di cada. Hanno anche detto a mia moglie che mai avrebbero immaginato di avere dei vicini sotto protezione. Questo ovviamente farà avviare la procedura dell’immediato trasferimento da questa regione. Ma non prima che cambi la nostra situazione perchè io da quassú non scendo. E pensare invece che nelle scorse settimane alcuni mie parenti hanno preso le distanze da noi tutti e uno di loro in partcolare mi ha invitato a non fare il suo nome su facebook.

24 febbraio
Nevica ancora ma sono ben equipaggiato. I passanti che mi vedono quassù leggono lo striscione che pende dal traliccio e proseguono. Non capiscono cosa sta succedendo. E del nucleo operativo di protezione nulla. Che vergogna.

24 febbraio
Continua la mia protesta nella più assoluta indifferenza delle autorità preposte alla mia tutela e dei media. Non mollo nonostante tutto. Sbaglia chi afferma che lo Stato mi ha reso giustizia. A chi mi chiede se credo nella giustizia, io rispondo si perchè per me la giustizia ha un nome ed un cognome: Desirèe Digeronimo sostituto procuratore presso la procura di Bari.

24 febbraio
Ieri ho inviato copia della lettera a napolitano ai media, compreso telenorba, la gazzetta del mezzogiorno, antenna sud, repubblica, ansa, ed altri che non ricordo. Non so se hanno pubblicato qualcosa ma una cosa è certa anche loro con il silenzio condannano all’isolamento sociale chi denuncia. Poi si parla di dovere di cronaca.

24 febbraio
Continua la mia protesta. Tutti continuano a far finta di nulla. Ad essere sincero sono molto demoralizzato. Questa notte ho riflettuto e penso che nella mia guerra nei confronti di coloro che ho denunciato, il vero perdente sono io. Mi sento in colpa per quello che stanno subendo mia moglie e i miei figli. Non so davvero come andrà a finire questa maledetta storia.

24 febbraio
Continua la mia protesta. Tutti continuano a far finta di nulla. Ad essere sincero sono molto demoralizzato. Questa notte ho riflettuto e penso che nella mia guerra nei confronti di coloro che ho denunciato, il vero perdente sono io. Mi sento in colpa per quello che stanno subendo mia moglie e i miei figli. Non so davvero come andrà a finire questa maledetta storia.

24 febbraio
Sarebbero disposti a tutto pur di liberarsi di me e della mia famiglia, chissá perchè ma penso che anche il boss di Altamura voleva libersrsi di me. Non è che poi è cambiato di molto la mia posizione. Ma!!!! Sarà che io proprio non sopporto le ingiustizie da qualsiasi parte pervengono…. Ma io non mollo!!!!!

24 febbraio
Nevica fa molto freddo ho inviato decine di sms al nucleo operativo di protezione e nessuno mi ha risposto. Questi devono proteggere la mia famiglia! Ma vi rendete conto di quello che succede in questo paese…

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