Elezioni 2013, Stefano Zecchi e il dono dell’ubiquità

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di Fabio Grandinetti

Docente di Estetica presso l’Università di Milano, già assessore alla cultura dello stesso comune meneghino, attuale consigliere comunale di minoranza a Venezia, candidato al consiglio regionale lombardo e candidato al Senato in Friuli. Il profilo pubblico appena tracciato appartiene al prof. Stefano Zecchi. A suscitare meraviglia non è certamente la presenza nel nostro Paese di un altro personaggio in possesso del dono dell’ubiquità politica e istituzionale. Ma certo la storia politica del professore veneziano, le cui apparizioni televisive sembra abbiano raggiunto il numero di pubblicazioni, vive nel più pirandelliano dei paradossi.

Nel 2010 viene eletto al consiglio comunale di Venezia con la “Lista Brunetta”, salvo decidere un anno più tardi di cambiare nome al piccolo gruppo consiliare trasformandolo in “Lista civica impegno per Venezia, Mestre, isole” a causa dell’assenteismo cronico del ministro “anti-fannulloni”.

Tra una lezione, un convegno, una seduta in consiglio e un talk show televisivo, in molti hanno pensato a lui quando è stato il momento di definire le liste per le prossime elezioni. «Il fatto è che quando mi contattano mi fregano sempre» ha affermato in un’intervista a La Stampa. E allora Zecchi si è visto costretto ad accettare le diverse proposte pervenutegli: capolista a Milano per le regionali con la lista Albertini di montiana ispirazione, secondo candidato in Friuli per il Senato con Fratelli d’Italia. A nessun elettore verrà il dubbio di essersi imbattuto in un candidato “civetta”, considerata la diversa base territoriale, ma il caso del prof. Zecchi, alla luce delle opposte posizioni assunte dai due schieramenti di appartenenza, provoca più di qualche perplessità.

Dal proprio profilo Facebook, strumento principe di campagna elettorale in seguito ad un incidente sulle piste da sci, Zecchi ha affermato: «ritengo Gabriele Albertini il miglior candidato a governare la Regione Lombardia per la sua assoluta onestà e per le sue capacità amministrative […] Successivamente avevo anche accettato l’offerta di Fratelli d’Italia di candidarmi al Senato in Friuli Venezia Giulia, una terra che mi appartiene per origine e per la drammaticità della storia della popolazione istriana, fiumana, dalmata. Non vedo contraddizioni: io condivido un’area culturale di centro-destra, in cui ci sono sia Albertini sia Fratelli d’Italia. I partiti, anche per una legge elettorale demenziale, possono prendere le posizioni che tatticamente convengono loro, ma per me la politica è appartenenza culturale. Tuttavia, il 4 febbraio ho ufficialmente rinunciato – con una lettera ai responsabili di Fratelli d’Italia – alla candidatura al Senato, il che significa che se venissi eletto, rinuncerei al seggio. Il mio impegno è per la Lombardia».

D’altra parte la fama dell’intellettuale veneziano nel tempo ha messo d’accordo tutti: un ministro ex socialista e berlusconiano, un sindaco ex berlusconiano ora montiano, il gruppetto di ex fascisti dissidenti della destra nostrana. Chi meglio dell’esteta Zecchi può rappresentare la “bellezza” della politica italiana?

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