Francia: Hollande in testa al primo turno. Le Pen e Mélenchon i veri vincitori

 

di Alessandra Vitullo

Parigi, ore 18, in rue de Solferino c’è aria di festa. Al civico numero 10 c’è la storica sede del Partito Socialista, ma oggi è l’intera strada ad essere invasa dalle telecamere, dal servizio d’ordine e dai sostenitori del partito. Tutti attendono i risultati di questo primo turno elettorale delle presidenziali che cominceranno ad arrivare intorno alle 20.

Il presidente-candidato Nicolas Sarkozy, con una politica travolta dalla crisi economica, che lo ha obbligato a chinare il capo di fronte alla Germania, sembra aver mantenuto un profilo basso durante questa campagna elettorale, a tal punto che la satira francese ironizza sullo scarso sostegno anche da parte de Le Figaro. In realtà i riflettori di questa campagna si sono accesi su dei protagonisti minori, in particolare su Marine Le Pen e Jean Luc Mélenchon. I due leader rispettivamente del Front National e del Front de Gauche, hanno saputo animare questi ultimi mesi di campagna elettorale, scontrandosi, senza troppi complimenti, su ciascun punto del loro programma: dalla disoccupazione, ai diritti delle donne, passando per l’immigrazione. In realtà la vera rabbia di Mme Le Pen sembrava indirizzarsi piuttosto verso il candidato della sua stessa area politica, Sarkozy, accusato di aver tradito i valori nazionali; come, allo stesso tempo, Mélenchon rivendicava a sé la vera paternità della lotta politica di sinistra, non differenziando più di tanto la politica di Hollande da quella dell’ancora attuale Presidente.

Alla fine di questi mesi di campagna elettorale, dove il totoelezioni ogni giorno ci riservava delle nuove combinazioni: Le Pen al 20%, successivamente in discesa al 17% e quindi raggiunta e forse quasi superata, da Mélenchon che sale 14%. I numeri ufficiali della giornata sono: François Hollande in testa con il 28,8% delle preferenze, segue il candidato-presidente Sarkozy al 26,1%, con un sorprendente 18,5% al terzo posto si posiziona Marine Le Pen, seguita da un altrettanto più che soddisfacente 11,7 % di Jean Luc Mélenchon che stacca l’8,8 % dei democratici di Bayrou.

Alle 20 rue de Solferino esplode. Un fiume colorato di bandiere tricolore, socialiste ed europee, invade la strada. La gente che si è radunata di fronte alla sede del Ps reagisce concitatamente alle dichiarazioni di tutti gli esponenti dei partiti che scorrono sul maxischermo, installato per l’occasione. Fischi di protesta contro Jean Marie Le Pen, parte il coro “Mélenchon avec nous” durante il discorso del leader del Front de Gauche, che ha aspettato i risultati a Place Stalingrad.

Per il momento un unico grande avversario è stato sconfitto: l’astensionismo. Sono infatti circa l’80% i francesi che si sono recati alle urne. In questo caso molto ha fatto la campagna mediatica concentrata non tanto sulle indicazioni di voto, quanto piuttosto sul “andate a votare”. Del resto non passava inosservato il gigantesco countdown che sovrastava il tetto di Tele France 1 (foto), che da due giorni scandiva le ore restanti per avere i primi risultati.

Ora il secondo ed ultimo turno del 6 maggio è tutto in mano alle coalizioni: Mélenchon ha già dichiarato il suo sostegno a Hollande, quindi è soprattutto a destra che bisogna aspettarsi delle sorprese. Resterà inamovibile Marine sulle sue posizioni antisarkoziane? E il quasi 9% del Movimento democratico di Bayrou riappoggerà ancora una volta il governo Sarkozy? Un solo risultato resterà sicuro di queste elezioni 2012, gli estremi han fatto e faranno la differenza.

Foto di Andrea Martella

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