“Avanti popoli!”: un libro sulla democrazia ai tempi di internet

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di Emiliana De Santis

Alessandro Lanni è professore ordinario di giornalismo politico alla Sapienza. La sua curiosità rispetto all’abuso della parola popolo, lo ha portato a scrivere il libro “Avanti Popoli! Piazze, tv, web: dove va l’Italia senza partiti”, edito da Marsilio in collaborazione con la rivista Reset. Mediapolitika è intervenuta alla presentazione presso la libreria Fandango di Roma. In sala l’autore, Francesca Comencini, Marco Damilano, Riccardo Staglianò e Miguel Gotor.

IL LIBRO. Pagine snelle, che scorrono rapide perché trattano un tema nuovo, anzi nuovissimo. Nell’era del clicktivism, di Occupy Wall Street e dei twitter dal mondo arabo, l’anche l’Italia sembra affacciarsi con crescente attenzione verso la digitalizzazione della rappresentanza. Il Professor Lanni, spiega: “Sentivo un certo fastidio per l’uso eccessivo della parola popolo. C’è il popolo viola, rosa, quello delle carriole dell’Aquila, il popolo del web, della Libertà e anche della Padania. Nei giornali si assiste a un certo sovraffollamento di titoli e di semplificazioni quindi mi sono chiesto se ci fosse qualcosa dietro questo impiego così massiccio.” Da questo pungolo è nato un libro sicuramente da leggere, soprattutto da capire e su cui riflettere.

L’INTERVISTA. “Un po’ deriva dalla comunicazione e dalla costruzione dell’idea politica di era berlusconiana, un po’ dalla voglia delle persone di fare da sé”. Il Professor Lanni parla nella maniera disinvolta di chi ragiona sul tema da molto tempo. Il termine coniato per spiegare il fenomeno è disintermediazione: l’apparato partitico classicamente inteso è ormai superato sia in senso verticale sia reticolare, dal basso. “Da un lato c’è il discorso berlusconiano, il leader populista che incarna il sentire della moltitudine, dall’altro la gente che si organizza sui social network e poi va a manifestare.” I rappresentanti dei partiti, poi, si aggregano a eventi pianificati al di fuori delle loro segreterie. Quando gli chiedo se, secondo lui, Internet è democratico, risponde: “La rete è uno strumento con cui si possono fare delle cose. Ci sono usi aperti e usi meno democratici. Certo è che il web è oggi il luogo fondamentale della discussione.”

La proposta dall’on. Gianni Fava, Lega Nord, consiste nella possibilità per i provider di rimuovere qualsiasi contenuto dietro semplice segnalazione da parte di chiunque ne deduca l’illegittima pubblicazione. Simili il SOPA e il PIPA che però affidano la rimozione del contenuto alla decisione di un giudice.

TENTATIVI DI CHIUSURA. In tutto il mondo si assiste agli sforzi per controllare la rete. Ben noto lo scudo d’oro cinese, adesso anche i governi democratici stanno provando a porre il sigillo sulla circolazione delle informazioni. “L’emendamento Fava, come il SOPA e il PIPA americani – rimandati a data da destinarsi – sono la dimostrazione che Internet conta” afferma Lanni. “Legiferare su questioni così complesse e innovative è difficile per persone che non hanno l’adeguata frequentazione di questo ambito. Servirebbe più dibattito e che le proposte di legge fossero affidate anche agli esperti perché spesso la politica tende a chiudersi nel proprio orticello” conclude l’autore. Resta l’interrogativo: è davvero possibile ingabbiare uno strumento per sua definizione libero e senza confini?

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