Elezioni Usa, Gingrich vince in South Carolina. Giochi riaperti fra i Repubblicani

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di Laura Guadalupi

GINGRICH, VINCITORE A SORPRESA. Al termine di una settimana densa di colpi di scena, movimentata da ritiri ufficiali e scandali ufficializzati, accuse e processi mediatici, forse un finale a sorpresa era il minimo che ci si poteva attendere. La vittoria di Newt Gingrich nel South Carolina con quasi 10 punti di distacco su Mitt Romney ha rimescolato le carte e riaperto i giochi per la nomination del candidato repubblicano che sfiderà Barack Obama alle presidenziali di novembre. Obama intanto ha già lanciato il suo primo spot elettorale con un messaggio dal colore decisamente green, all’insegna delle energie rinnovabili e contro la dipendenza dai combustibili fossili.

Il South Carolina premia dunque con il 38% delle preferenze un uomo del Sud, Gingrich, ex-speaker della Camera, mentre Romney si assesta al 29% e mette in conto un’altra sconfitta dopo quella incassata a scoppio ritardato in Iowa. Secondo il nuovo conteggio dei voti sui caucus del 3 gennaio, infatti, Rick Santorum avrebbe ottenuto 34 voti in più rispetto al rivale.

ROMNEY, SCONFITTO A SORPRESA. O QUASI. Se il superfavorito Romney arretra dalla pole position, c’è da dire, però, che non si è trattato di una retrocessione del tutto inaspettata. Il margine di vantaggio previsto dai sondaggi su Gingrich aveva iniziato a diminuire già da alcuni giorni, in seguito, tra l’altro, ai duri attacchi messi a punto dallo stesso Gingrich con una campagna pubblicitaria televisiva non proprio edificante ai danni dell’avversario. Romney è stato dipinto come un finanziere-avvoltoio, la cui enorme ricchezza sarebbe soggetta a una tassazione irrisoria. Nel corso dei dibattiti televisivi l’ex-speaker della Camera ha chiesto più volte al rivale di rendere pubblica la propria dichiarazione dei redditi. A quanto pare le risposte imbarazzate dell’ex-governatore del Massachussetts si sono trasformate in un boomerang che è andato a colpire il consenso fino ad allora conquistato. Un favore scalfito ulteriormente dalla notizia di conti off-shore nel paradiso fiscale delle isole Cayman.

CHI LASCIA E CHI RESTA. La rosa dei candidati alla nomination repubblicana si è notevolmente ristretta. Sono usciti di scena Herman Cain e Michele Bachmann, mentre lunedì 16 è stata la volta di Jon Huntsman e giovedì scorso di Rick Perry. Quest’ultimo ritiro è stato visto come un punto a vantaggio di Gingrich e Santorum, che con Perry si contendevano il consenso nella stessa ala ultra-conservatrice dell’elettorato.

I candidati ufficiali sono rimasti solo in quattro: Mitt Romney, Newt Gingrich, Ron Paul e Rick Santorum. Ad attenderli, il 31 gennaio, ci sarà un altro stato del sud: la Florida.

 

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